La comunicazione del domicilio digitale per amministratori di società è un obbligo introdotto dalla Legge di Bilancio 2025. Scopri tutti i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in risposta all’Interpello del 6 marzo 2026.
La normativa ha esteso l’obbligo di indicare un domicilio digitale anche agli amministratori di società, inizialmente previsto solo per imprese individuali e società. Successive modifiche normative hanno circoscritto tale obbligo agli Amministratori unici, agli Amministratori delegati o, in mancanza di questi, ai Presidenti del consiglio di amministrazione.
Chiarimenti sull’Imposta di Bollo
Secondo l’Agenzia delle Entrate, la comunicazione al Registro delle imprese degli indirizzi PEC degli amministratori soggetti all’obbligo può beneficiare dell’esenzione dall’imposta di bollo prevista per le imprese costituite in forma societaria. Tuttavia, l’esenzione si applica solo alle comunicazioni relative ai domicili digitali degli amministratori individuati dalla norma.
FAQ – Domande Frequenti su Comunicazione del domicilio digitale
La comunicazione del domicilio digitale è obbligatoria per tutti gli amministratori?
Solo gli Amministratori unici, gli Amministratori delegati o i Presidenti del consiglio di amministrazione devono comunicare il domicilio digitale.
Quali sono i documenti soggetti all’imposta di bollo?
Le comunicazioni che contengono solo l’indicazione della PEC degli amministratori individuati sono esenti dall’imposta di bollo.
Cosa succede se la comunicazione contiene ulteriori elementi?
Se la comunicazione include elementi diversi dall’indicazione della PEC degli amministratori identificati, l’esenzione dall’imposta di bollo non si applica.
Conclusione
Per informazioni aggiornate consulta le fonti ufficiali. Per una consulenza personalizzata, contatta lo Studio Tisi.