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Confisca a seguito del rilascio di fatture false: Cassazione

Con Sentenza 19 aprile 2022, n. 14972, la Corte di Cassazione ha stabilito che laddove l’imprenditore emetta fatture relative ad operazioni inesistenti, e incorra in situazioni di frode fiscale, sarà assoggettato al provvedimento di confisca anche in mancanza di un effettivo vantaggio economico diretto.Il reato in esame, secondo quanto disposto dalla Corte, rientra tra le ipotesi di cui all’art. 8, D. Lgs. n. 74/2000, per le quali viene obbligatoriamente prevista la confisca; tale reato, infatti, è finalizzato a consentire a soggetti terzi l’evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, in conseguenza dell’accrescimento fittizio di costi. Fonte SEAC spa

Fatture soggettivamente false: l’assenza della sede operativa non prova la conoscenza del fine evasivo

Con Ordinanza 16 febbraio 2022, n. 5059, la Corte di Cassazione ha affermato che l’assenza di sede operativa del fornitore, adeguata allo svolgimento dell’attività svolta, nonché la mancata tenuta della contabilità, sono circostanze di per sé inidonee a costituire prova presuntiva della consapevolezza, da parte del cliente, che le operazioni si inseriscano in un evasione dell’imposta.In particolare i giudici della Suprema Corte hanno ribadito il principio, più volte enunciato in passato, secondo il quale, nel caso in cui la contestazione attenga a fatture emesse per operazioni soggettivamente inesistenti, sia onere dell’Amministrazione finanziaria dimostrare, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il destinatario sia consapevole che l’operazione si inserisca in un contesto evasivo, usando l’ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta.A […]

IVA su fatture false: Cassazione

Con Sentenza 12 ottobre 2021, n. 27637, la Corte di Cassazione ha stabilito che la società che sconta in banca una fattura concernente operazioni inesistenti, al fine di ottenere un’anticipazione sul credito rappresentato dal documento contabile, è tenuta al versamento dell’IVA relativa.Secondo la Suprema Corte, infatti, tale fattura deve ritenersi messa in circolazione essendosi verificato lo spossessamento in favore dell’ente creditizio ex art. 21, comma 1, D.P.R. 633/1972, con la conseguenza che l’emittente è tenuto al versamento dell’IVA relativa ai sensi del comma 7 del medesimo articolo. Fonte SEAC spa