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Regime speciale “impatriati” e rientro contestuale all’assunzione: Interpello

Con Risposta 11 maggio 2022, n. 259, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’applicabilità del regime speciale per lavoratori impatriati (ex art. 16, D.Lgs. n. 147/2015), nell’ipotesi in cui il rientro del lavoratore dall’estero sia contestuale all’assunzione intervenuta in costanza di residenza all’estero.In particolare, l’Agenzia ha chiarito che il regime in esame non può essere applicato qualora il distacco all’estero sia stato disposto contestualmente all’assunzione del lavoratore in condizione di continuità della condizioni contrattuali in essere prima dell’espatrio.Pertanto, al fine dell’applicabilità del beneficio, occorre prendere in considerazione: l’effettivo radicamento all’estero del lavoratore;la circostanza che il lavoratore al rientro in Italia assuma un ruolo aziendale differente (e non di “continuità”) rispetto a quello originario. Fonte SEAC spa

Il regime speciale per i lavoratori impatriati e l’attività svolta in “remote working”

Con Risposta 8 aprile 2022, n. 186, l’Agenzia delle Entrate ha fornito nuovi chiarimenti in merito al regime speciale per i lavoratori impatriati (ex art. 16, D.Lgs. n. 147/2015).In particolare, l’Agenzia ha precisato che è possibile beneficiare dell’agevolazione in esame per i redditi di lavoro prodotti in Italia mediante attività lavorativa svolta in “remote working”: a decorrere dal periodo d’imposta nel quale il lavoratore trasferisce la residenza fiscale in Italia;e per i 4 periodi d’imposta successivi. Nel caso di specie, l’agevolazione in esame trova quindi applicazione anche per il lavoratore che trasferisce la propria residenza fiscale in Italia per proseguire da remoto l’attività lavorativa resa al proprio datore di lavoro estero sulla base di un contratto di lavoro dipendente preesistente.In tale ipotesi, non […]

Regime speciale impatriati: ammessi anche i cittadini britannici

Con Risposta 6 aprile 2022, n. 172, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità di fruire, anche per i cittadini britannici, del regime speciale per lavoratori impatriati per ulteriori 5 periodi d’imposta (ex art. 5, comma 2-bis, D.L. n. 34/2019), a seguito della c.d. “Brexit”.In particolare, l’Agenzia precisa che, sulla base di quanto previsto dal c.d. “Accordo Brexit” (in vigore dall’1 febbraio 2020), è vietato: discriminare i cittadini britannici sulla base della loro nazionalità;negare a tali cittadini gli stessi vantaggi fiscali concessi agli altri lavoratori comunitari. Pertanto, al sussistere dei requisiti necessari previsti dalla normativa, l’esercizio dell’opzione mediante regolare versamento, di cui all’art. 5, comma 2-bis, lett. a), D.L. n. 34/2019, secondo le modalità ed i […]

Regime speciale lavoratori impatriati: necessaria la discontinuità lavorativa

Con Risposta 28 marzo 2022, n. 159, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’applicazione del regime speciale per i c.d. “lavoratori impatriati”, di cui all’art. 16, D.Lgs. n. 147/2015. In particolare, l’Agenzia ha precisato che il lavoratore impatriato può accedere al beneficio fiscale in esame al sussistere di una “discontinuità lavorativa”, ossia in presenza di condizioni contrattuali caratterizzati da un nuovo rapporto di lavoro, in sostituzione di quello precedente, che determina un sostanziale mutamento: dell’oggetto della prestazione lavorativa;del titolo del rapporto di lavoro.   Fonte SEAC spa

Proroga del regime speciale per lavoratori impatriati: Provvedimento

Con Provvedimento 3 marzo 2021, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità di esercizio per la proroga dell’opzione per gli ulteriori cinque periodi d’imposta del regime previsto per i lavoratori impatriati (art. 5, comma 2-bis, D.L. n. 34/2019, come modificato dalla Legge di Bilancio 2021). L’Agenzia delle Entrate precisa che i lavoratori dipendenti e autonomi esercitano l’opzione attraverso il versamento, in un’unica soluzione, di un importo pari al 5% o al 10% dei redditi di lavoro dipendente/autonomo prodotti in Italia (relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione) entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di conclusione del primo periodo di fruizione dell’agevolazione. I soggetti, il cui primo periodo di fruizione è terminato il 31 dicembre […]