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La cessazione dell’attività non giustifica il recesso anticipato dal contratto di locazione

In presenza di gravi motivi è consentito al conduttore, indipendentemente dalle previsioni contrattuali, di recedere in qualsiasi momento dal contratto di locazione comunicando al locatore tali motivi a mezzo raccomandata con preavviso di almeno 6 mesi.Recentemente la Corte di Cassazione ha chiarito che la mera volontà del conduttore di interrompere l’attività commerciale nell’immobile locato non può essere considerato un motivo “grave”. Una pratica frequente nello svolgimento di un’attività commerciale è rappresentata dall’utilizzo di immobili di terzi, detenuti in locazione. I relativi contratti hanno generalmente una durata di 6 anni, con il rinnovo tacito ed automatico di ulteriori 6 anni. Prima del decorso della durata contrattuale il conduttore potrebbe avere la necessità di […]

Compensi percepiti dopo la cessazione dell’attività e versamento dell’IVA: Cassazione

Con Ordinanza 24 giugno 2021, n. 18081, la Corte di Cassazione ha ribadito il principio di diritto secondo il quale il compenso della prestazione professionale è imponibile a fini IVA anche se percepito successivamente alla cessazione dell’attività lavorativa, ed alla chiusura della partita IVA, nel cui ambito la prestazione è stata effettuata. È in relazione al fatto generatore dell’imposta (cioè all’esecuzione della prestazione) e non al pagamento del corrispettivo, qualora sia successivo all’esecuzione della prestazione stessa, che risulta necessario ragionare al fine di valutare quando sia sorto il presupposto impositivo e, con esso, l’insorgenza dell’imponibilità ai fini IVA. Fonte SEAC spa

Riporto delle perdite e cessazione dell’attività: Interpello

Con Risposta ad Interpello 23 novembre 2020, n. 556, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti circa l’applicabilità della disciplina transitoria di cui all’art. 1, comma 26, Legge di Bilancio 2019 (la quale prevede, a seguito dell’introduzione del criterio di cassa nella contabilità semplificata nel 2017, la possibilità di scomputo delle perdite maturate in tale anno, nel triennio 2018-2020, nella misura del 40% del reddito degli anni 2018 e 2019 e del 60% del reddito dell’anno 2020) nel caso di un imprenditore in contabilità semplificata che nel 2017 ha maturato una rilevante perdita, ma che abbia poi cessato l’attività nel 2019. L’Agenzia ha ritenuto che l’istante, nel periodo di imposta in cui si è verificata […]