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Sanzionabile la compensazione del credito senza presentazione modello F24: Cassazione

Con Ordinanza 4 giugno 2021 n. 15615, la Corte di Cassazione ha affermato che è sanzionabile il contribuente che compensa il suo credito senza aver presentato tempestivamente il relativo modello F24. In particolare, ai sensi dell’art. 17, D.Lgs n. 241/1997, il pagamento mediante modello F24 a saldo zero, al fine di compensare un precedente credito, è una modalità di pagamento che deve avvenire nel rispetto dei termini di legge previsti. La Corte chiarisce che in tema di accertamento delle imposte, la compensazione fra crediti e debiti tributari, di cui all’art. 19, D.Lgs n. 546/1992 e all’art. 17, D.Lgs n. 241/1997, si fonda sul versamento, anche a saldo zero, del modello F24. Questa non può pertanto operare in base alla mera indicazione di crediti e debiti nella […]

Risoluzione di locazione tramite raccomandata a mano: Cassazione

Con Ordinanza 3 giugno 2021 n. 15352, la Corte di Cassazione ha affermato che la raccomandata a mano non è sufficiente a risolvere il rapporto locativo, ai fini fiscali, se tale atto non è registrato.Infatti, la Suprema Corte sottolinea che anche qualora si volesse assegnare alla raccomandata a mano il valore di un atto di risoluzione contrattuale, la mancata registrazione prevista dall’art. 28 D.P.R. n. 131/1986 rende l’atto, con particolare riferimento alla presunta data di risoluzione del contratto, inopponibile al fisco ai sensi dell’art. 2704 C.c.Inoltre, non è rilevante ai fini della tassabilità dei redditi 2009 il fatto che il locatore abbia provveduto alla registrazione dell’atto di risoluzione nel 2010, mediante ravvedimento operoso. Fonte SEAC spa

Oneri di contabilizzazione in capo alle Onlus: Cassazione

Con Sentenza 17 maggio 2021, n. 19163, la Corte di Cassazione ha ribadito che, anche per gli enti che non svolgono attività commerciale sono previsti, secondo quanto disciplinato dal D.P.R. n. 600/1973 recante disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi, specifici oneri di contabilizzazione.In particolare, l’art. 20-bis prevede che le Onlus, a pena di decadenza dei benefici fiscali previsti per esse, debbano, in relazione all’attività complessivamente svolta: redigere scritture contabili con periodicità, in modo da delineare le operazioni poste in essere in ogni periodo di gestione;rappresentare con adeguatezza in un apposito documento, da redigere entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio annuale, la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’organizzazione, distinguendo le attività direttamente connesse da quelle istituzionali;conservare le stesse scritture e la relativa documentazione per un periodo non inferiore a […]

Omesso versamento IVA da parte del liquidatore: Cassazione

Con Sentenza 21 maggio 2021, n. 20188, la Corte di Cassazione ha sancito che il liquidatore di una società risponde del reato di omesso versamento dell’IVA dichiarata e non versata dall’amministratore cui è chiamato a subentrare.La Corte di Cassazione, infatti, ha chiarito che il soggetto che subentra nella carica di liquidatore di una società di capitali, dopo la presentazione della dichiarazione di imposta, ma prima della scadenza del versamento, qualora ometta di versare le somme dovute risultanti dalla dichiarazione annuale IVA, risponde del reato di omesso versamento dell’IVA. Fonte SEAC spa

Notifica ad un indirizzo PEC errato: Cassazione

Con Ordinanza 26 maggio 2021, n. 14576, la Corte di Cassazione ha ribadito che, nel processo tributario, la comunicazione della data di udienza, ai sensi dell’art. 31, D.Lgs n. 546/1992, assume un’essenziale funzione di garanzia del diritto di difesa e del principio del contraddittorio. L’omessa comunicazione alle parti, almeno trenta giorni prima, dell’avviso di fissazione dell’udienza di discussione, determina pertanto la nullità della decisione pronunciata. Nel caso di specie, oltretutto, la Commissione Tributaria Regionale aveva notificato l’avviso di trattazione della pubblica udienza, innanzi alla Commissione stessa, ad un indirizzo PEC non coincidente con quello indicato dalla parte ricorrente come utile per le notificazioni in suo favore. Fonte SEAC spa

Cambio di residenza e notifica avviso di accertamento: Cassazione

Con Ordinanza 20 maggio 2021, n. 13843, la Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di cambio di residenza, la notifica dell‘avviso di accertamento effettuata presso il domicilio fiscale indicato dal contribuente nella propria dichiarazione dei redditi deve ritenersi valida, non rilevando la difformità tra la residenza anagrafica e quella indicata in dichiarazione. La Suprema Corte, infatti, richiamando altre sentenze, ha affermato il principio secondo cui: ai sensi dell’art. 58 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, al dovere del contribuente di dichiarare un determinato domicilio o sede fiscale ed un determinato rappresentante legale, non corrisponde l’obbligo dell’Amministrazione finanziaria di verificare e controllare l’attualità e l’esattezza del domicilio eletto”. Fonte SEAC spa

Condotta omissiva del commercialista e negligenza del contribuente: Cassazione

Con Ordinanza 11 maggio 2021, n. 12409, la Corte di Cassazione ha chiarito che, in merito alla condotta omissiva del professionista delegato alla trasmissione delle dichiarazioni all’Agenzia delle Entrate, è responsabile anche il contribuente che non provvede a vigilare sull’effettivo adempimento dell’incarico affidato.La Suprema Corte precisa, infatti, che il contribuente non assolve agli obblighi tributari con il mero affidamento ad un commercialista del mandato a trasmettere in via telematica la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, essendo tenuto a vigilare affinché tale mandato venga puntualmente adempiuto; la responsabilità del contribuente è esclusa solo in caso di comportamento fraudolento del professionista, finalizzato a mascherare il proprio inadempimento. Fonte SEAC spa

Commercialista inadempiente, sanzionato il contribuente: Cassazione

Con Ordinanza 6 maggio 2021, n. 11958, la Corte di Cassazione ha chiarito che grava sul contribuente il pagamento delle sanzioni fiscali per omesso versamento delle imposte, quando è stato omesso, per negligenza, il controllo sull’operato del professionista a cui è stato affidato l’incarico di effettuare gli adempimenti contabili e dichiarativi.La Suprema Corte precisa, infatti, che il contribuente non assolve agli obblighi tributari con il mero affidamento ad un commercialista del mandato a trasmettere in via telematica la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, essendo tenuto a vigilare affinché tale mandato venga puntualmente adempiuto; la responsabilità del contribuente è esclusa solo in caso di comportamento fraudolento del professionista, finalizzato a mascherare il proprio inadempimento. Fonte SEAC spa

Accertamento e attribuzione d’ufficio partita IVA: Cassazione

Con Ordinanza 6 maggio 2021, n. 11915, la Corte di Cassazione ha chiarito che l’Agenzia delle Entrate, sulla base di indagini bancarie, può attribuire d’ufficio una partita IVA al socio di maggioranza e legale rappresentante di una s.r.l., non ostandovi l’accertamento con adesione concluso con la società, dotata di autonomia patrimoniale e soggettività distinta dal contribuente.Nel caso di specie, attraverso accertamenti bancari sui conti della società erano emersi “elementi tali da far presumere l’esercizio di una attività in parallelo” da parte del rappresentante legale. Fonte SEAC spa

Operazioni soggettivamente inesistenti e onere della prova: Cassazione

La Corte di Cassazione, con Sentenza 5 maggio 2021, n. 11685, ha accolto il ricorso di una società, chiarendo che per l’accertamento della maggior IVA non è sufficiente il fatto che il fornitore sia palesemente una cartiera, risultando necessario che il fisco dimostri la piena consapevolezza del cliente in merito all’illiceità dell’operazione.In altre parole, sull’amministrazione grava l’onere di provare che il contribuente, al momento dell’acquisto del bene o del servizio, sapeva (o avrebbe dovuto sapere, con l’uso dell’ordinaria diligenza) che con l’emissione della fattura il soggetto formalmente cedente aveva evaso l’imposta, o partecipato ad una frode. Fonte SEAC spa