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Accertamento e attribuzione d’ufficio partita IVA: Cassazione

Con Ordinanza 6 maggio 2021, n. 11915, la Corte di Cassazione ha chiarito che l’Agenzia delle Entrate, sulla base di indagini bancarie, può attribuire d’ufficio una partita IVA al socio di maggioranza e legale rappresentante di una s.r.l., non ostandovi l’accertamento con adesione concluso con la società, dotata di autonomia patrimoniale e soggettività distinta dal contribuente.Nel caso di specie, attraverso accertamenti bancari sui conti della società erano emersi “elementi tali da far presumere l’esercizio di una attività in parallelo” da parte del rappresentante legale. Fonte SEAC spa

Accertamento e contraddittorio preventivo: Ordinanza

Con Ordinanza 30 aprile 2021, n. 11405, la Corte di Cassazione ha chiarito che, in tema di IVA, la violazione dell’obbligo di contraddittorio endoprocedimentale (compilazione del questionario) comporta l’invalidità dell’atto di accertamento.Diversamente, per  quanto riguarda i tributi non armonizzati il mancato rispetto di tale obbligo non va ad inficiare la nullità dell’atto impositivo, ma comporta l‘impossibilità di invocare la sanzione di inutilizzabilità della documentazione esibita dal contribuente nella fase amministrativa o contenziosa. Fonte SEAC spa

Attività soggette allo scudo fiscale e accertamento: Cassazione

La Corte di Cassazione con Ordinanza 22 febbraio 2021, n. 4719, ha stabilito che affinché nell’ambito dello scudo fiscale operi l’effetto preclusivo è richiesto, oltre all’elemento quantitativo e numerico tra il reddito accertato e le attività “scudate”, anche il collegamento tra l’importo delle somme rimpatriate e l’imponibile, oggetto di verifica fiscale.In particolare la Suprema Corte sottolinea che il reddito non dichiarato, oggetto di accertamento, deve essere collegato alle somme o ai beni emersi a seguito del rimpatrio; pertanto rimangono escluse dall’efficacia inibente dello scudo quelle fattispecie in cui l’accertamento  abbia ad oggetto componenti estranei o non compatibili rispetto alle attività rimpatriate. fonte SEAC spa

Accertamento con redditometro e beni d’impresa: Ordinanza

Con Ordinanza 6 aprile 2021 n. 9216, la Corte di Cassazione ha stabilito che è da considerarsi nullo l’accertamento sintetico da redditometro ex art. 38, commi 4 e 5, D.P.R. n. 600/1973, quando l’acquisto di auto di grossa cilindrata rientra nell’esercizio dell’impresa del contribuente. Nel caso di specie, la Suprema Corte ha stabilito che non si considerano sostenute dal contribuente le spese per i beni se gli stessi sono relativi esclusivamente ed effettivamente all’attività di impresa. Infatti, la natura esclusivamente strumentale all’attività di impresa degli acquisiti di beni, ove venga accertata, è circostanza ostativa alla qualificazione di tali acquisti quali elementi indicativi di capacità contributiva. fonte SEAC spa