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Compensi percepiti dopo la cessazione dell’attività e versamento dell’IVA: Cassazione

Con Ordinanza 24 giugno 2021, n. 18081, la Corte di Cassazione ha ribadito il principio di diritto secondo il quale il compenso della prestazione professionale è imponibile a fini IVA anche se percepito successivamente alla cessazione dell’attività lavorativa, ed alla chiusura della partita IVA, nel cui ambito la prestazione è stata effettuata. È in relazione al fatto generatore dell’imposta (cioè all’esecuzione della prestazione) e non al pagamento del corrispettivo, qualora sia successivo all’esecuzione della prestazione stessa, che risulta necessario ragionare al fine di valutare quando sia sorto il presupposto impositivo e, con esso, l’insorgenza dell’imponibilità ai fini IVA. Fonte SEAC spa

Illegittima la notifica dell’avviso senza ricerche nel Comune: Cassazione

Con Sentenza 24 giugno 2021, n. 18061, la Corte di Cassazione ha chiarito che la notifica dell’avviso tributario è illegittima se il messo determina l’irreperibilità assoluta del contribuente senza aver eseguito una ricerca nel Comune.In particolare, la Suprema Corte ha specificato che la notificazione dell’avviso tributario di cui all’art. 60, D.P.R. n. 600/1973 è da compiersi: seguendo la disciplina contenuta nell’art. 140 C.p.c. nel caso in cui residenza e indirizzo del destinatario dell’avviso siano noti, ma non sia stato possibile consegnare l’avviso a causa dell’assenza o irreperibilità del destinatario;seguendo la disciplina contenuta del citato art. 60, nel caso in cui vi sia irreperibilità assoluta del destinatario, essendo egli “sconosciuto all’indirizzo indicato”. Pertanto, nel caso di specie, il messo, prima […]

Nessuna agevolazione se la selezione di bestiame è a favore del venditore: Interpello

Con Risposta ad Interpello 24 giugno 2021, n. 446, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’attività di selezione di bestiame, qualora fornita a favore del venditore di bestiame, non rientra fra le attività soggette alla tassazione prevista dall‘art. 56-bis, comma 3, TUIR.L’Agenzia specifica che la predetta attività, per poter usufruire della tassazione prevista dall’articolo citato, dovrebbe soddisfare i requisiti di cui al comma 3, art. 2135 C.c.Se da un lato il requisito soggettivo è soddisfatto in quanto l’istante è imprenditore agricolo, d’altra parte manca il requisito oggettivo per cui si richiede l’impiego di risorsa aziendale. Infatti, secondo l’Agenzia, l’istante “ non sfrutta una propria risorsa aziendale rappresentata dalle conoscenze tecniche acquisite per fornire un servizio ad altri allevatori a fronte dei quali percepisce un compenso dagli […]

CFP irrilevante in caso di superamento soglia del regime forfetario: Interpello

Con Risposta ad Interpello 24 giugno 2021, n. 443, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito che il contributo a fondo perduto erogato ai sensi dell’art. 1, D.L. n. 41/2021, stante il suo carattere di eccezionalità, non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi. Nel caso di specie, il CFP del Decreto Sostegni di cui sopra, fruito dal lavoratore autonomo in regime forfetario, non rileva ai fini dell’eventuale superamento della soglia massima prevista per rimanervi, pari a 65.000 euro, di cui all’art. 1, comma 54, L. n. 190/2014. Fonte SEAC spa

Determinazione della soglia per il contributo a fondo perduto Covid-19: Interpelli

Con le Risposte ad Interpello 24 giugno 2021, nn. 440 e 441, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla corretta modalità di calcolo del contributo a fondo perduto Covid-19 di cui all’articolo 1, D.L. n. 41/2021 con riferimento a soggetti che svolgono attività di commercio al dettaglio di carburante per autotrazione.L’Agenzia precisa che al fine del calcolo delle soglie previste dall’articolo 1, comma 5, D.L. n. 41/201, come indicato nella Circolare n. 15/2020, sarà necessario considerare l’ammontare dei ricavi determinato al netto del prezzo corrisposto al fornitore (ex art. 18, comma 10, D.P.R. n. 600/1973). Fonte SEAC spa

Fondazione con attività commerciale: nessun credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Con Risposta ad Interpello 23 giugno 2021, n. 432, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la fondazione che svolge attività commerciale non può beneficiare del credito d’imposta previsto dall’art. 120, D.L. n. 34/2020 (c.d. “Decreto Rilancio”)  in relazione alle spese sostenute per l’adeguamento degli ambienti di lavoro al fine di contrastare la diffusione del Covid-19.Nel caso di specie, infatti, l’Ente nel corso del 2020 ha effettuato investimenti per garantire la didattica a distanza e assicurare lo smart working, quali l’acquisto di software, di licenze per l’utilizzo di piattaforme webinar, laptop, ecc).In particolare, l’Agenzia della Entrate ha precisato che tale fondazione è un ente commerciale (art. 73, comma 1, lett. b) TUIR) che svolge attività commerciale; pertanto non rientra nel novero degli […]

IVA indetraibile e costi agevolabili ai fini del credito d’imposta ex. L. n. 208/2015: Interpello

Con Risposta ad Interpello 23 giugno 2021, n. 428, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al calcolo del valore dei beni strumentali nuovi  su cui determinare il credito d’imposta di cui all’art. 1, commi 98-108, L. n. 208/2015 (credito d’imposta a favore delle imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo). L’Agenzia ritiene che, laddove il contribuente abbia un pro-rata di detraibilità pari a zero, l’IVA indetraibile assolta sui costi agevolati può rientrare tra i costi rilevanti ai fini della determinazione della base di commisurazione del credito d’imposta di cui all’art. 1, comma 98, L. […]

Soppressione codice tributo 6918: Risoluzione

Con Risoluzione 22 giugno 2021 n. 43, l’Agenzia delle Entrate ha disposto la soppressione, a decorrere dal 1° luglio 2021, del codice tributo 6918.Quest’ultimo, introdotto con Risoluzione 11 gennaio 2021 n. 2 e denominato “CREDITO D’IMPOSTA PER L’ADEGUAMENTO DEGLI AMBIENTI DI LAVORO – articolo 120 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”, era stato istituito per consentire ai beneficiari l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro previsto dal Decreto Rilancio in relazione agli interventi necessari per prevenire la diffusione del virus Covid-19.Il credito d’imposta in oggetto era utilizzabile dal 1° gennaio al 30 giugno 2021. Fonte SEAC spa

Legge “Antispreco” e cessione gratuita di beni: Consulenza giuridica

Con Consulenza Giuridica 22 giugno 2021, n. 8, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’interpretazione delle norme relative alle cessioni gratuite di beni contenute nella L. n. 166/2016 (c.d. Legge “Antispreco”).In sintesi, l’Agenzia precisa che i beni elencati dalla Legge, perché siano ammessi al beneficio, devono: essere ceduti gratuitamente ai soggetti indicati all’art. 2, comma 1, lettera b);essere ancora astrattamente idonei all’utilizzo;non essere più commercializzati, cioè non più presenti nei canali distributivi, avendo raggiunto un valore tale da rendere la vendita non più conveniente;oppure non essere più idonei alla commercializzazione a causa di imperfezioni, alterazioni, danni o vizi del prodotto o del suo imballaggio o di altri motivi simili. Infine, l’Amministrazione finanziaria rileva che per i beni elencati non si applica la […]

Accertamento dei ricavi in nero a fronte di parcelle troppo basse: Cassazione

Con Ordinanza 21 giugno 2021, n. 17596, la Corte di Cassazione ha sancito che il fisco può accertare i ricavi in nero di un professionista, a fronte di parcelle eccessivamente basse in rapporto a quelle dei suoi colleghi di zona.Al riguardo, la Corte ha ritenuto irrilevante: che lo studio sia di un giovane professionista in fase di start-up;la richiesta, promossa dal ricorrente, di applicare i parametri degli studi di settore. In tal caso, ricordando che, ai sensi del D.L. n. 331/1993, gli studi di settore sono soltanto uno degli strumenti disponibili ai fini dell’accertamento induttivo dei redditi effettivi, l’ufficio ha reputato più idoneo il ricorso alla comparazione dei redditi dichiarati dal professionista con quelli relativi ai colleghi presenti sul medesimo territorio. Inoltre, la Suprema […]