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Esclusi dai contributi gli utili non distribuiti ai soci di società di capitali: INPS

Con Circolare 10 giugno 2021, n. 84, l’INPS ha fornito chiarimenti in merito al calcolo della base imponibile, ai fini previdenziali, per gli iscritti all’IVS che producono redditi derivanti dalla partecipazione a società di capitale. Recependo le indicazioni fornite dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali nella nota n. 7476/2020, che ha condiviso l’orientamento della Corte di Cassazione (vedasi le sentenze n. 21540/2019, n. 23790/2019, n. 23792/2019, n. 24096/2019 e n. 24097/2019), l’INPS ha riconosciuto che i redditi di capitale attribuiti agli iscritti all’IVS e, derivanti dalla partecipazione a società di capitali nella quale i lavoratori autonomi non svolgono attività lavorativa, devono essere esclusi dalla base imponibile. Pertanto, gli utili derivanti dalla mera partecipazione a società di capitali, senza prestazione di attività lavorativa, disciplinati dal Tuir tra i […]

Differimento termine di pagamento 16 maggio 2021 per iscritti IVS: chiarimenti INPS

Con Circolare 10 giugno 2021, n. 85, l’INPS ha fornito chiarimenti in merito al differimento dei termini dei versamenti contributivi, previsto dall’art. 47, D.L. n. 73/2021 (c.d. “Decreto Sostegni-bis”), per i soggetti iscritti all’IVS.In particolare, l’INPS conferma per tali soggetti, attraverso il richiamo del citato art. 47 e facendo seguito al precedente Messaggio INPS 13 maggio 2021, n. 1911, il differimento dal 17 maggio 2021 al 20 agosto 2021 del termine di versamento della prima rata dei contributi fissi relativi al 2021.In considerazione di ciò, non saranno applicate sanzioni civili o interessi sui versamenti effettuati entro il 20 agosto 2021. Fonte SEAC spa

Sanzionabile la compensazione del credito senza presentazione modello F24: Cassazione

Con Ordinanza 4 giugno 2021 n. 15615, la Corte di Cassazione ha affermato che è sanzionabile il contribuente che compensa il suo credito senza aver presentato tempestivamente il relativo modello F24. In particolare, ai sensi dell’art. 17, D.Lgs n. 241/1997, il pagamento mediante modello F24 a saldo zero, al fine di compensare un precedente credito, è una modalità di pagamento che deve avvenire nel rispetto dei termini di legge previsti. La Corte chiarisce che in tema di accertamento delle imposte, la compensazione fra crediti e debiti tributari, di cui all’art. 19, D.Lgs n. 546/1992 e all’art. 17, D.Lgs n. 241/1997, si fonda sul versamento, anche a saldo zero, del modello F24. Questa non può pertanto operare in base alla mera indicazione di crediti e debiti nella […]

Processo tributario: la comunicazione via PEC si perfeziona con la ricevuta di avvenuta consegna

Con Sentenza 27 maggio 2021, n. 14874, la Corte di Cassazione ha precisato che nel processo tributario la comunicazione via PEC si perfeziona con le stesse modalità previste nel processo civile ordinario.In particolare la Suprema Corte ha evidenziato che le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria si effettuano, per via telematica, all’indirizzo PEC del destinatario e la trasmissione del documento informatico, equivalente alla notificazione a mezzo posta, si intende perfezionata con riferimento alla data ed all’ora della sua ricezione, quando la stessa sia avvenuta in conformità di quanto disposto dal D.P.R. n. 68/2005. L’articolo 6 del citato Decreto, infatti, stabilisce che il gestore della PEC utilizzata dal destinatario deve fornire al mittente, presso il suo indirizzo elettronico, la cd. ricevuta di avvenuta consegna (RAC), che costituisce, quindi, il documento idoneo a dimostrare che il messaggio informatico è […]

Ritardo nella fatturazione IVA: Cassazione

Con Sentenza 10 giugno 2021, n. 16450, la Corte di Cassazione ha stabilito che: il ritardo nella fatturazione dell’IVA costituisce una violazione formale e non sostanziale;in tal caso, in presenza di una pluralità di violazioni della medesima disposizione, si integra un cumulo materiale ex art. 12, comma 1, D.Lgs. n. 472/1997. In particolare, con riguardo al ritardo nella fatturazione dell’IVA, sanzionata dall’art. 6, comma 1 D.Lgs. n. 471/1997, si configura una violazione meramente formale poiché non è riscontrabile alcun danno erariale. Infatti, tale violazione non incide sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta o del versamento del tributo, ma è solamente lesiva per l’esercizio delle azioni e dei poteri di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.La Corte ha altresì ricordato che, in termini generali, emerge: […]

Illegittimo l’avviso di accertamento che non rispetta il termine dilatorio: Cassazione

Con Ordinanza 10 giugno 2021, n. 16208, la Corte di Cassazione ha ribadito che, in materia di garanzie del soggetto sottoposto a verifiche fiscali, il processo verbale di contestazione, redatto ai sensi dell’art. 24, L. n. 4/1929, deve attestare le operazioni compiute dall’amministrazione.In particolare, nel caso di accesso mirato all’acquisizione di documentazione fiscale, è sufficiente l’indicazione dei documenti prelevati, ferma restando la decorrenza del termine dilatorio (60 giorni), di cui all’art. 12, comma 7, L. n. 212/2000, dal rilascio di copia del predetto verbale; inoltre non è necessaria l’adozione di un ulteriore verbale di contestazione delle violazioni successivamente riscontrate.  Fonte SEAC spa

Termini per la fruizione del credito d’imposta ricerca e sviluppo: Interpello

Con Risposta ad Interpello 9 giugno 2021, n. 396, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito a modalità e tempistiche con le quali è possibile fruire del credito d’imposta in attività di ricerca e sviluppo di cui all’ art. 3, D.L. n. 145/2013. Nel caso di specie, l’istante riferisce di non aver fruito, alla data odierna, del credito d’imposta potenzialmente spettante per investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuati nell’anno 2015. L’Agenzia precisa che per non  perdere i benefici dell’agevolazione in oggetto: è possibile presentare una dichiarazione integrativa per ciascun periodo d’imposta ancora integrabile, così da indicare nel quadro RU l’importo del credito spettante e versare, per ciascuna annualità, la sanzione di cui all’art. 8, D.Lgs. n. 471/1997 tramite ravvedimento operoso;è inoltre necessario […]

Risoluzione di locazione tramite raccomandata a mano: Cassazione

Con Ordinanza 3 giugno 2021 n. 15352, la Corte di Cassazione ha affermato che la raccomandata a mano non è sufficiente a risolvere il rapporto locativo, ai fini fiscali, se tale atto non è registrato.Infatti, la Suprema Corte sottolinea che anche qualora si volesse assegnare alla raccomandata a mano il valore di un atto di risoluzione contrattuale, la mancata registrazione prevista dall’art. 28 D.P.R. n. 131/1986 rende l’atto, con particolare riferimento alla presunta data di risoluzione del contratto, inopponibile al fisco ai sensi dell’art. 2704 C.c.Inoltre, non è rilevante ai fini della tassabilità dei redditi 2009 il fatto che il locatore abbia provveduto alla registrazione dell’atto di risoluzione nel 2010, mediante ravvedimento operoso. Fonte SEAC spa

Esonero da garanzia rimborso IVA per soggetto non residente: Interpello

Con Risposta ad Interpello 9 giugno 2021, n. 395, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità, per un soggetto non residente identificato a fini IVA in Italia, di godere dell’esonero dall’obbligo di prestare garanzia in sede di rimborso IVA, previsto in caso di dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa, ai sensi dell’articolo 74-bis, comma 3, D.P.R. n. 633/1972.In particolare, l’Agenzia stabilisce che l’elemento decisivo ai fini dell’applicazione del predetto esonero, consiste nell’assimilazione della procedura estera a quella in vigore in Italia. Nel caso di specie, in assenza di elementi concreti che consentano di assimilare la procedura di insolvenza tedesca, al fallimento o alla liquidazione coatta amministrativa, non vengono soddisfatte le condizioni per applicare l’esonero dall’obbligo di prestare garanzia […]

Agevolazione per giovani agricoltori: Decreto

È stato pubblicato sulla G.U. 8 giugno 2021, n. 135 il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali 20 aprile 2021 che dispone delle misure in favore dell’autoimprenditorialità giovanile in agricoltura. I progetti finanziabili (purché non prevedano investimenti superiori ad euro 1.500.000) devono contemplare obiettivi relativi alla sostenibilità globale dell’azienda agricola, al benessere degli animali, allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura e possono beneficiare di agevolazioni quali mutui agevolati a tasso dalla durata decennale e un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile. Fonte SEAC spa