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Determinazione della soglia per il contributo a fondo perduto Covid-19: Interpelli

Con le Risposte ad Interpello 24 giugno 2021, nn. 440 e 441, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla corretta modalità di calcolo del contributo a fondo perduto Covid-19 di cui all’articolo 1, D.L. n. 41/2021 con riferimento a soggetti che svolgono attività di commercio al dettaglio di carburante per autotrazione.L’Agenzia precisa che al fine del calcolo delle soglie previste dall’articolo 1, comma 5, D.L. n. 41/201, come indicato nella Circolare n. 15/2020, sarà necessario considerare l’ammontare dei ricavi determinato al netto del prezzo corrisposto al fornitore (ex art. 18, comma 10, D.P.R. n. 600/1973). Fonte SEAC spa

Fondazione con attività commerciale: nessun credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Con Risposta ad Interpello 23 giugno 2021, n. 432, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la fondazione che svolge attività commerciale non può beneficiare del credito d’imposta previsto dall’art. 120, D.L. n. 34/2020 (c.d. “Decreto Rilancio”)  in relazione alle spese sostenute per l’adeguamento degli ambienti di lavoro al fine di contrastare la diffusione del Covid-19.Nel caso di specie, infatti, l’Ente nel corso del 2020 ha effettuato investimenti per garantire la didattica a distanza e assicurare lo smart working, quali l’acquisto di software, di licenze per l’utilizzo di piattaforme webinar, laptop, ecc).In particolare, l’Agenzia della Entrate ha precisato che tale fondazione è un ente commerciale (art. 73, comma 1, lett. b) TUIR) che svolge attività commerciale; pertanto non rientra nel novero degli […]

IVA indetraibile e costi agevolabili ai fini del credito d’imposta ex. L. n. 208/2015: Interpello

Con Risposta ad Interpello 23 giugno 2021, n. 428, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al calcolo del valore dei beni strumentali nuovi  su cui determinare il credito d’imposta di cui all’art. 1, commi 98-108, L. n. 208/2015 (credito d’imposta a favore delle imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo). L’Agenzia ritiene che, laddove il contribuente abbia un pro-rata di detraibilità pari a zero, l’IVA indetraibile assolta sui costi agevolati può rientrare tra i costi rilevanti ai fini della determinazione della base di commisurazione del credito d’imposta di cui all’art. 1, comma 98, L. […]

Soppressione codice tributo 6918: Risoluzione

Con Risoluzione 22 giugno 2021 n. 43, l’Agenzia delle Entrate ha disposto la soppressione, a decorrere dal 1° luglio 2021, del codice tributo 6918.Quest’ultimo, introdotto con Risoluzione 11 gennaio 2021 n. 2 e denominato “CREDITO D’IMPOSTA PER L’ADEGUAMENTO DEGLI AMBIENTI DI LAVORO – articolo 120 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”, era stato istituito per consentire ai beneficiari l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro previsto dal Decreto Rilancio in relazione agli interventi necessari per prevenire la diffusione del virus Covid-19.Il credito d’imposta in oggetto era utilizzabile dal 1° gennaio al 30 giugno 2021. Fonte SEAC spa

Legge “Antispreco” e cessione gratuita di beni: Consulenza giuridica

Con Consulenza Giuridica 22 giugno 2021, n. 8, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’interpretazione delle norme relative alle cessioni gratuite di beni contenute nella L. n. 166/2016 (c.d. Legge “Antispreco”).In sintesi, l’Agenzia precisa che i beni elencati dalla Legge, perché siano ammessi al beneficio, devono: essere ceduti gratuitamente ai soggetti indicati all’art. 2, comma 1, lettera b);essere ancora astrattamente idonei all’utilizzo;non essere più commercializzati, cioè non più presenti nei canali distributivi, avendo raggiunto un valore tale da rendere la vendita non più conveniente;oppure non essere più idonei alla commercializzazione a causa di imperfezioni, alterazioni, danni o vizi del prodotto o del suo imballaggio o di altri motivi simili. Infine, l’Amministrazione finanziaria rileva che per i beni elencati non si applica la […]

Accertamento dei ricavi in nero a fronte di parcelle troppo basse: Cassazione

Con Ordinanza 21 giugno 2021, n. 17596, la Corte di Cassazione ha sancito che il fisco può accertare i ricavi in nero di un professionista, a fronte di parcelle eccessivamente basse in rapporto a quelle dei suoi colleghi di zona.Al riguardo, la Corte ha ritenuto irrilevante: che lo studio sia di un giovane professionista in fase di start-up;la richiesta, promossa dal ricorrente, di applicare i parametri degli studi di settore. In tal caso, ricordando che, ai sensi del D.L. n. 331/1993, gli studi di settore sono soltanto uno degli strumenti disponibili ai fini dell’accertamento induttivo dei redditi effettivi, l’ufficio ha reputato più idoneo il ricorso alla comparazione dei redditi dichiarati dal professionista con quelli relativi ai colleghi presenti sul medesimo territorio. Inoltre, la Suprema […]

Istruzioni per la compilazione del Quadro RR, modello REDDITI 2021 PF: Circolare INPS

Con Circolare 21 giugno 2021 n. 88, l’INPS ha fornito le annuali istruzioni in merito alle modalità di compilazione del Quadro RR del modello “REDDITI 2021-PF” e per la riscossione dei contributi a saldo 2020 e in acconto 2021 per gli artigiani e i commercianti iscritti all’IVS e per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata.In particolare, la Circolare in oggetto definisce in materia di: compilazione del Quadro RR;termini e modalità di versamento;rateizzazione;compensazione. Sulla base delle indicazioni fornite nella Circolare 10 giugno 2021, n. 84, l’INPS ricorda che per la determinazione della base imponibile da considerare ai fini del calcolo dei contributi dovuti all’IVS, non vanno considerati gli utili derivanti dalla partecipazione a società di capitali nel caso in cui […]

La dichiarazione IVA viziata da errore è emendabile anche in sede contenziosa

Con Ordinanza 17 giugno 2021 n. 17291, la Corte di Cassazione ha ribadito che la dichiarazione IVA effettuata dal contribuente e viziata da errore, sia di fatto che di diritto, è sempre emendabile, anche in sede contenziosa, qualora derivi l’assoggettamento del dichiarante ad oneri contributivi più gravosi di quelli che sarebbero dovuti. Diversamente, nel caso in cui la legge subordini la concessione di un beneficio fiscale ad una precisa manifestazione di volontà del contribuente da compiersi attraverso la compilazione di un modulo, tale dichiarazione assume il valore di atto negoziale, pertanto irretrattabile anche in caso di errore. Fonte SEAC spa

Criteri e modalità per esenzione IRPEF della NASPI: Provvedimento AE

Con Provvedimento 17 giugno 2021, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito i criteri e le modalità di attuazione della disposizione di cui all’art. 1, comma 12, L. n. 160/2019, la quale riconosce la non imponibilità, ai fini IRPEF, dell’intero importo ricevuto, in un’unica soluzione, a titolo di NASpI. Il lavoratore che intenda richiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione dell’importo della NASpI spettante, non ancora erogato, a titolo di incentivo per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa in cui il socio presta attività lavorativa è tenuto, ai fini del riconoscimento dell’esenzione, ad allegare alla domanda di anticipazione la seguente documentazione: attestazione di avvenuta iscrizione della cooperativa nel registro delle imprese nonché nell’Albo nazionale delle società cooperative, specificando agli estremi di avvenuta registrazione; stralcio dell’elenco dei soci unitamente alla dichiarazione del Presidente della cooperativa attestante l’avvenuta iscrizione del socio e relativa attività lavorativa dello stesso;dichiarazione sostitutiva di […]

Imposta di registro e decreto ingiuntivo contro garante: Cassazione

Con Ordinanza 17 giugno 2021, n. 17261, la Corte di Cassazione ha chiarito che, qualora il creditore sia un soggetto IVA, si applica l’imposta di registro in misura fissa anche nel caso in cui il decreto ingiuntivo sia diretto contro il garante.In particolare la Suprema Corte, cassando la sentenza della CTR, ritiene corretto applicare l’imposta di registro in misura fissa, considerando non rilevante il fatto che il decreto ingiuntivo, ottenuto dal creditore soggetto IVA, fosse rivolto contro il garante e non contro il debitore principale.Secondo la Corte di Cassazione, infatti, l’elemento dirimente ai fini impositivi è il conseguimento, da parte del creditore soggetto IVA, del titolo esecutivo al fine di soddisfare il proprio diritto, indipendentemente dal fatto che tale diritto […]