Secondo / unico acconto delle imposte 2022

Come di consueto si riepilogano le modalità di determinazione e i termini di versamento della seconda / unica rata dell’acconto 2022 delle imposte relative ai redditi 2022, che dovranno essere dichiarati nel mod. REDDITI / IRAP 2023.
Merita evidenziare che, a seguito dell’esonero operativo dal 2022, le persone fisiche esercenti attività commerciali / di lavoro autonomo non sono tenute al versamento dell’acconto IRAP 2022.

Il prossimo 30.11.2022 scade il versamento della seconda ovvero unica rata dell’acconto delle imposte dovute sul reddito / valore della produzione 2022, determinato con il metodo storico oppure con il metodo previsionale.

In ogni caso, ai sensi del DL n. 63/2002, “i versamenti di acconto … sono effettuati in due rate salvo che il versamento da effettuare alla scadenza della prima rata non superi euro 103”.

Metodi determinazione accontoMetodi determinazione acconto
StoricoL’acconto 2022 è determinato sulla base dell’imposta 2021 evidenziata:
– a rigo “Differenza” o “IRES dovuta o differenza a favore del contribuente” del quadro RN del mod. REDDITI 2022;
– a rigo “Totale imposta” del quadro IR del mod. IRAP 2022.

n.b. Va considerato l’eventuale saldo a credito risultante dalla dichiarazione. Così, ad esempio, il credito IRPEF risultante dal mod. REDDITI 2022 PF (rigo RN46) può essere utilizzato per versare un minor acconto.
PrevisionaleÈ possibile effettuare un versamento inferiore (rispetto a quanto dovuto con il metodo storico) ovvero non effettuare alcun versamento qualora si presuma di conseguire un reddito e quindi un’imposta 2022 minore rispetto al 2021.

Si rammenta che, come previsto dall’art. 58, comma 1, DL n. 124/2019, c.d. “Collegato alla Finanziaria 2020”, a seconda del soggetto (con / senza ISA) tenuto al versamento, occorre distinguere 2 diverse modalità di determinazione delle rate d’acconto da versare:

  • per i soggetti no ISA, è dovuta la prima rata nella misura del 40% e la seconda rata del 60%;
  • per i soggetti ISA, la prima e seconda rata sono dovute nella misura del 50% ciascuna.

ACCONTO IRPEF 2022

Utilizzando il metodo storico, l’acconto IRPEF 2022 è pari al 100% dell’importo esposto a rigo RN34 “DIFFERENZA” del mod. REDDITI 2022 PF. Qualora sia stato effettuato il ricalcolo dell’acconto, va considerato l’importo di campo 4 “Differenza” di rigo RN61 (in assenza di ricalcolo, l’importo di campo 4 corrisponde a quello di rigo RN34). In base all’importo di detto rigo il versamento non va effettuato, va effettuato in un’unica soluzione ovvero in 2 rate come di seguito schematizzato.

Rigo RN34 “Differenza”Acconto IRPEF 2022
Non superiore a € 51,65Non dovuto
Superiore a € 51,65
ma non a € 257,52
Versamento in unica soluzione (100% di rigo RN34) entro il 30.11.2022.
Superiore a € 257,52

Soggetti no ISA
Versamento in 2 rate pari al:
40% di rigo RN34 entro il 30.6 / 22.8.2022 + 0,40%;
– 60% di rigo RN34 entro il 30.11.2022.
Superiore a € 257,52

Soggetti ISA

Versamento in 2 rate pari al:
50% di rigo RN34 entro il 30.6 / 22.8.2022 + 0,40%;
50% di rigo RN34 entro il 30.11.2022.

Esempio 1

Nel mod. REDDITI 2022 PF del sig. Verdi a rigo RN34 risulta un importo di € – 215.Il sig. Verdi non è tenuto a versare alcun acconto IRPEF.

Esempio 2

Nel mod. REDDITI 2022 PF del sig. Gialli a rigo RN34 risulta un importo pari a € 47.Il sig. Gialli non è tenuto al versamento dell’acconto IRPEF.

Esempio 3

Nel mod. REDDITI 2022 PF del sig. Neri, artigiano (soggetto ISA), a rigo RN34 risulta un importo pari a € 220.L’acconto IRPEF di € 220 va versato in un’unica soluzione entro il 30.11.2022.

Esempio 4

Nel mod REDDITI 2022 PF del sig. Rossi (privato) a rigo RN34 risulta un importo di € 468.L’acconto IRPEF va versato in 2 rate:

I rata187,20(468 x 40%)entro il 30.6 / 22.8.2022 + 0,40%
II rata280,80(468 x 60%)entro il 30.11.2022

Esempio 5

Nel mod REDDITI 2022 PF del sig. Bianchi, commerciante (soggetto ISA), a rigo RN34 risulta un importo pari a € 688.
L’acconto IRPEF va versato in 2 rate:

I rata344,00(688 x 50%)entro il 30.6 / 22.8.2022 + 0,40%
II rata344,00(688 x 50%)entro il 30.11.2022

Esempio 6

Nel mod. REDDITI 2022 PF del sig. Viola, esercente l’attività di gestione di un ostello della gioventù, per il quale non è stato approvato il relativo ISA:

  • a rigo RN34 risulta un importo di € 715;
  • a rigo RN46 “IMPOSTA A CREDITO” risulta un importo di € 225.

L’acconto IRPEF va versato in 2 rate. Considerato che il credito IRPEF 2021 (€ 225) viene utilizzato in compensazione verticale, il versamento va così effettuato:

I rata61[(715 x 40%) – 225]entro il 30.6 / 22.8.2022 + 0,40%
II rata429(715 x 60%)
entro il 30.11.2022

Nel quadro RN del mod. REDDITI 2022 PF è presente il prospetto “Acconto 2022” nel quale va riportato l’ammontare dell’acconto 2022 dovuto. Si rammenta che a rigo RN62 va sempre riportato l’acconto dovuto applicando il metodo storico “e non i minori importi versati o che si intendono versare” utilizzando il metodo previsionale.

In tale prospetto (rigo RN61) vanno riportati anche i dati relativi alla rideterminazione dell’acconto 2022 al ricorrere degli specifici casi normativamente previsti, più avanti rammentati.

CASI PARTICOLARI DI UTILIZZO DEL METODO PREVISIONALE

Come in passato, in presenza di particolari fattispecie può risultare “conveniente” determinare l’acconto 2022 con il metodo previsionale come di seguito evidenziato.

Applicazione cedolare secca dal 2022

I soggetti che dal 2022 hanno scelto di assoggettare cedolare secca il reddito degli immobili locati:

  • non sono tenuti al versamento dell’acconto 2022 per la cedolare secca;
  • possono determinare l’acconto IRPEF 2022 con il metodo previsionale, considerando che il reddito fondiario / reddito diverso (derivante dalla locazione breve) non sarà assoggettato ad IRPEF.

Fuoriuscita cedolare secca dal 2022

I soggetti che nel 2022 sono fuoriusciti dalla cedolare secca e devono assoggettare a tassazione ordinaria il reddito degli immobili locati a decorrere dall’uscita:

  • non sono tenuti a versare l’acconto IRPEF 2022per il reddito dell’immobile che nel 2022 sarà assoggettato ad IRPEF;
  • possono, utilizzando il metodo previsionale, versare un acconto inferiore ovvero non versare l’acconto per la cedolare secca.

Primo anno di applicazione del regime semplificato “per cassa”

Come noto, le imprese in contabilità semplificata determinano il reddito in base al principio di cassa e in applicazione di tale regime, ai fini della determinazione del reddito, non rilevano le esistenze iniziali / rimanenze finali.

Tuttavia, il reddito del primo periodo d’imposta in cui è applicabile il principio di cassa è ridotto “dell’importo delle rimanenze finali… che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo il principio della competenza“.

Così, per le imprese che dal 2022 sono passate dalla contabilità ordinaria alla contabilità semplificata per cassa, le rimanenze finali 2021 costituiscono un costo deducibile per il 2022.

n.b. La presenza di rimanenze rilevanti può pertanto comportare una significativa riduzione del reddito 2022, per cui può risultare opportuno / conveniente applicare il metodo previsionale.

ACCONTO ADDIZIONALE COMUNALE IRPEF

In relazione alle addizionali regionale e comunale IRPEF si rammenta quanto segue.

Addizionale regionaleNon sono dovuti acconti.
Addizionale comunaleL’acconto va versato entro il termine del saldo IRPEF e quindi l’acconto 2022 è stato versato entro il 30.6 / 22.8.2022 + 0,40%.

ACCONTO 2022 PER MINIMI E FORFETARI

Con riguardo ai contribuenti minimi / forfetari le situazioni che si possono presentare e la relativa imposta dovuta per il 2022 sono così sintetizzabili.

Regime 2021Regime 2022Imposta dovuta per il 2022
MinimiA – MinimiImposta sostitutiva (5%)
MinimiB – OrdinarioIRPEF (determinata con modalità “ordinarie”)
MinimiC – ForfetarioImposta sostitutiva (15%)
OrdinarioD – ForfetarioImposta sostitutiva (15%)
ForfetarioE – ForfetarioImposta sostitutiva (5% – 15%)
ForfetarioF – OrdinarioIRPEF (determinata con modalità “ordinarie”)
AMinimo 2021 e 2022I soggetti che hanno applicato il regime dei minimi nel 2021 e continuano ad applicarlo nel 2022, devono versare l’acconto dell’imposta sostitutiva del 5%con le modalità previste ai fini IRPEF.
BMinimo 2021 Ordinario 2022I soggetti minimi 2021 che nel 2022 hanno adottato il regime ordinario (contabilità semplificata o ordinaria):determinano il reddito 2022 nei modi ordinari / regime di cassa, assoggettando lo stesso ad IRPEF, come di consueto;possono versare l’acconto 2022 dell’imposta sostitutiva (codice tributo “1793”) al fine di scomputarlo nel quadro RN del mod. REDDITI 2023 PF. È comunque possibile applicare il metodo previsionale e quindi non versare l’acconto 2022 dell’imposta sostitutiva.
CMinimo 2021 Forfetario 2022I soggetti minimi 2021 che nel 2022 hanno adottato il regime forfetario:assoggettano il reddito 2022 all’imposta sostitutiva (15%);versano l’acconto 2022 dell’imposta sostitutiva dei minimi (codice tributo “1793”) da scomputare nel quadro LM del mod. REDDITI 2023 PF.
DOrdinario 2021 Forfetario 2022In base alla disciplina generale in materia di acconti, si ritiene che i soggetti che dal 2022 hanno aderito al regime forfetario non siano tenuti a versare l’acconto dell’imposta sostitutiva 2022, mancando la base di riferimento.Applicando il metodo previsionale detti soggetti possono non versare l’acconto IRPEF 2022 ovvero versare un minor acconto IRPEF 2022 rispetto a quello risultante con il metodo storico.
EForfetario 2021 e 2022I soggetti che hanno applicato il regime forfetario nel 2021 e continuano ad applicarlo nel 2022, devono versare l’acconto dell’imposta sostitutiva del 5% – 15%, con le modalità previste ai fini IRPEF.
FForfetario 2021 Ordinario 2022I soggetti forfetari nel 2021 che nel 2022 hanno adottato il regime ordinario (contabilità semplificata o ordinaria):determineranno il reddito 2022 nei modi ordinari / regime di cassa assoggettando lo stesso ad IRPEF, come di consueto;possono versare l’acconto 2022 dell’imposta sostitutiva (codice tributo “1790”) al fine di scomputarlo nel quadro RN del mod. REDDITI 2023 PF. È comunque possibile applicare il metodo previsionale e quindi non versare l’acconto 2022 dell’imposta sostitutiva.

ACCONTO IRES 2022

Applicando il metodo storico, l’acconto IRES 2022 dovuto da società di capitali, enti commerciali e non commerciali è pari al 100% dell’importo “IRES dovuta o differenza a favore del contribuente” di rigo RN17 del mod. REDDITI 2022 SC e di rigo RN28 del mod. REDDITI 2022 ENC.

Il versamento non va effettuato, va effettuato in un’unica soluzione ovvero in 2 rate come di seguito schematizzato.

Rigo RN17 / RN28Acconto IRES 2022
Non superiore a € 20,66Non dovuto
Superiore a € 20,66
ma non a € 257,52
Versamento in unica soluzione entro il 30.11.2022 se l’esercizio è coincidente con l’anno solare (ovvero entro l’ultimo giorno dell’11° mese dell’esercizio) nella misura del 100%.
Superiore a € 257,52

Soggetti no ISA
Versamento in 2 rate pari al:
40% di rigo RN17/28 entro il 30.6 / 22.8.2022 + 0,40% se esercizio coincidente con l’anno solare e termine ordinario di approvazione del bilancio (30.4), altrimenti entro il versamento del saldo 2021 (*);
60% di rigo RN17/28 entro il 30.11.2022 se esercizio coincide con l’anno solare (altrimenti entro ultimo giorno dell’11° mese dell’esercizio).
Superiore a € 257,52

Soggetti ISA

Versamento in 2 rate pari al:
50% di rigo RN17/28 entro il 30.6 / 22.8.2022 + 0,40% se esercizio coincide con l’anno solare e termine ordinario di approvazione del bilancio (30.4), altrimenti entro il versamento del saldo 2021 (*);
– 50% di rigo RN17/28 entro il 30.11.2022 se esercizio coincide con l’anno solare (altrimenti entro ultimo giorno dell’11° mese dell’esercizio).

( *) In caso di termine di approvazione “lungo” del bilancio (180 giorni), il versamento è differito al 22.8.2022 (il 31.7 cade di domenica ed opera la c.d. “proroga di Ferragosto”) ed è possibile anche versare entro il 21.9.2022 (+ 0,40%). Tuttavia, se il bilancio è approvato a maggio, trovano applicazione i termini “ordinari” del 30.6 / 22.8.2022 (+ 0,40%).

Come in passato, per la determinazione dell’acconto (ciò va considerato anche ai fini IRPEF) l’imposta netta di riferimento va maggiorata del 70% delle ritenute sugli interessipremi ed altri frutti dei titoliscomputate nel 2021, per effetto del D.Lgs. n. 239/96.

ACCONTO MAGGIORAZIONE IRES SOCIETÀ DI COMODO

Le società di comodo tenute dal 2021 all’applicazione della maggiorazione del 10,50% dell’aliquota IRES devono versare altresì l’acconto 2022 di tale maggiorazione, entro i medesimi termini previsti per l’IRES, utilizzando gli specifici codici tributo.

Si ritiene che anche per tale acconto da parte di un soggetto ISA, se il versamento va effettuato in 2 rate, le stesse sono pari al 50% ciascuna.

ACCONTO IRES SRL TRASPARENTI

Per le srl che hanno optato per il regime di trasparenza ex art. 116, TUIR, l’acconto IRES va determinato con modalità differenziate a seconda che si tratti del primo anno di efficacia dell’opzione ovvero delle annualità successive come di seguito schematizzato.

Primo anno di validità dell’opzioneLa società che intende applicare il regime di trasparenza dal 2022 (opzione da indicare nel quadro OP del mod. REDDITI 2022 SC):calcola l’acconto IRES 2022 con il metodo storico o previsionale (senza tener conto della trasparenza), anche se dal 2022 non è soggetto passivo IRES;attribuisce ai soci, in proporzione alla quota di partecipazione, l’acconto così determinato. Questi ultimi scomputeranno lo stesso dall’IRPEF dovuta nel mod. REDDITI 2023 PF sul reddito 2022 ad essi imputato per trasparenza.
Anni successivi di validità dell’opzioneLa società che ha esercitato l’opzione per il triennio 2020 – 2022 ovvero per il triennio 2021 – 2023 non deve versare alcun acconto IRES per il 2022.Anche la società che ha optato per la trasparenza per il triennio 2019 – 2021 ed intende rinnovare l’opzione per il triennio 2022 – 2024 non versa l’acconto IRES 2022. In tal caso è opportuno che la società richieda a ciascun socio, prima del termine di versamento dell’acconto, la comunicazione (raccomandata) di voler rinnovare l’opzione, considerato che se viene meno l’adesione anche di uno solo dei soci l’opzione non può essere rinnovata e per la società scatta l’obbligo di versare l’acconto IRES 2022.
Primo periodo successivo la scadenza del triennioLa società che ha optato per il regime di trasparenza per il triennio 2019 – 2021 e che non intende rinnovare l’opzione per il triennio 2022 – 2024, è tenuta a versare l’acconto IRES 2022 calcolato sulla base dell’imposta 2021 che si sarebbe determinata senza considerare l’opzione.
Periodo di decadenza dal regimeLa società per la quale si è verificata la decadenza dal regime di trasparenza dal 2022 è tenuta a versare l’acconto IRES 2022 calcolato sull’imposta 2021 rideterminata senza tener conto del regime di trasparenza.
n.b. La srl trasparente è in ogni caso tenuta a versare l’acconto IRAP.

ACCONTO IRAP 2022

Il versamento dell’acconto IRAP 2022 va determinato applicano le medesime regole previste per l’acconto IRPEF / IRES e pertanto lo stesso va versato nella misura del 100%:

  • per i soggetti no ISA:
    • in unica soluzione entro il 30.11.2022;

ovvero

  • in 2 rate, del 40% e del 60%, rispettivamente entro il 30.6 / 22.8.2022 (+ 0,40%) e il 30.11.2022;
  • per i soggetti ISA:
    • in unica soluzione entro il 30.11.2022;

ovvero

  • in 2 rate del 50% ciascuna, rispettivamente entro il 30.6 / 22.8.2022 (+ 0,40%) e il 30.11.2022;

fermo restando che, l’acconto IRAP non è dovuto se l’importo di rigo IR21 “Totale imposta” del mod. IRAP 2022 è:

  • non superiore a € 51,65 per i soggetti IRPEF;
  • non superiore a € 20,66 per gli altri soggetti (IRES).

ESONERO IRAP PER PERSONE FISICHE DAL 2022

A decorrere dal 2022, l’art. 1, comma 8, Legge n. 234/2021 (Finanziaria 2022) ha previsto l’esonero IRAP per le persone fisiche:

  • esercenti attività commerciali. Risultano beneficiarie dell’esclusione, oltre alle ditte individuali, anche le aziende coniugali non gestite in forma societaria e le imprese familiari;
  • esercenti attività di lavoro autonomo. Considerato il riferimento alle “persone fisiche”, l’esclusione non trova applicazione in caso di esercizio dell’attività in forma associata (Informativa SEAC 23.3.2022, n. 97).

In merito si rammenta inoltre che tale esonero opera:

  • a prescindere dalla sussistenza o meno dell’autonoma organizzazione e quindi anche in presenza di dipendenti / collaboratori e di beni strumentali “rilevanti”;
  • a decorrere dal 2022 e pertanto con riferimento all’IRAP 2022.

REGIONI IN DISAVANZO SANITARIO

Nelle Regioni che non hanno raggiunto la copertura del disavanzo del settore sanitario, continuano a trovare applicazione le maggiorazioni dell’aliquota ordinaria / aliquote previste da disposizioni regionali.

ACCONTO CEDOLARE SECCA 2022

Per effetto di quanto previsto dell’art. 1, comma 1127, Legge n. 145/2018 (Finanziaria 2019), dal 2021 l’acconto della cedolare secca va calcolato sul 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente.

n.b. L’acconto 2022 della cedolare secca (21% – 10%) è pertanto dovuto in misura pari al 100% dell’imposta dovuta per il 2021.

A tal fine si rammenta che nel mod. REDDITI 2022 PF è presente il quadro LC riservato alla “Determinazione della cedolare secca”, nel quale:

  • per determinare se l’acconto è dovuto / non dovuto e se va versato in un’unica soluzione o in 2 rate va fatto riferimento all’importo di rigo LC1campo 5 Differenza”;
  • l’ammontare dell’acconto 2022 da versare va esposto a rigo LC2.

Anche per la cedolare secca dovuta dai soggetti ISA, se il versamento va effettuato in 2 rate, le stesse sono dipari importo (50% ciascuna).

Rigo LC1, campo 5Acconto cedolare secca 2022
Non superiore a € 51,65Non dovuto
Superiore a € 51,65
ma non a € 257,52
Versamento in unica soluzione entro il 30.11.2022.
L’importo da versare è pari al 100% di rigo LC1, campo 5.
Superiore a € 257,52

Soggetti no ISA
Versamento in 2 rate pari al:
40% di rigo LC1campo5, entro il 30.6 / 22.8.2022 + 0,40%;
– 60% di rigo LC1campo 5, entro il 30.11.2022.
Superiore a € 257,52

Soggetti ISA
Versamento in 2 rate pari al:
– 50% di rigo LC1campo 5, entro il 30.6 / 22.8.2022 + 0,40%;
– 50% di rigo LC1campo 5, entro il 30.11.2022.

Come sopra accennato, in caso di:

  • applicazione della cedolare secca dal 2022 , non è dovuto l’acconto 2022 per la cedolare secca ed è possibile “ridurre” l’acconto IRPEF;
  • fuoriuscita dalla cedolare secca dal 2022, non è dovuto l’acconto IRPEF 2022 per gli immobili per i quali si è verificata la fuoriuscita e l’acconto 2022 della cedolare può essere determinato con il metodo previsionale.

ACCONTO IVIE / IVAFE 2022

Con le stesse modalità previste ai fini IRPEF, i soggetti interessati devono versare l’acconto IVIE / IVAFE, determinate nel quadro RW.

L’assunto “con le stesse modalità previste ai fini IRPEF” comporta che, anche per l’acconto in esame è necessario distinguere tra soggetti ISA e soggetti no ISA, applicando le rispettive percentuali per la determinazione della prima e seconda rata dell’acconto (50% + 50% ovvero 40% + 60%).

OBBLIGO DI RICALCOLO DELL’ACCONTO

Come sopra accennato, in caso di utilizzo del metodo storico, al ricorrere di specifiche fattispecie è obbligatorio ricalcolare l’acconto IRPEF / IRES considerando quale imposta del periodo precedente (2021) quella che si sarebbe ottenuta non applicando determinate disposizioni. In particolare si rammenta che risulta necessario ricalcolare l’acconto 2022 nei seguenti casi:

  • deduzione forfetaria distributori carburanti.

Per il calcolo dell’acconto IRPEF / IRES 2022 l’imposta 2021 va rideterminata senza tener conto della deduzione forfetaria a favore degli esercenti impianti di distribuzione di carburanti, individuata in base al volume d’affari conseguito;

  • noleggio occasionale di imbarcazioni e navi da diporto.

Per il calcolo dell’acconto IRPEF / IRES 2022 è necessario rideterminare il reddito 2021 facendo concorrere allo stesso anche i proventi derivanti dal noleggio occasionale di unità di diporto assoggettati all’imposta sostitutiva del 20%;

  • liberalità ricevute da imprese con procedure di crisi / concorsuali che non concorrono alla formazione del reddito quali sopravvenienze attive.

Considerato che l’esclusione dal reddito di detti importi si realizza mediante la deduzione degli stessi in 5 quote annuali, per il calcolo dell’acconto IRPEF / IRES 2022 è necessario rideterminare il reddito 20210 facendo concorrere allo stesso anche la quota (1/5) di liberalità dedotta.

Con riferimento all’iper e maxi ammortamento, l’art. 1, comma 65, Legge n. 145/2018 (Finanziaria 2019) prevede la rideterminazione dell’imposta per l’acconto 2019 e 2020 e pertanto i soggetti che fruiscono dell’iper ammortamento per i beni materiali (comma 60) e del maxi ammortamento dei beni immateriali (comma 62) non sono tenuti ad effettuare il ricalcolo dell’acconto 2022.

Inoltre, la Finanziaria 2020 (commi da 184 a 197) ha “sostituito” l’iper / maxi ammortamento con agevolazioni fiscali riproposte anche per il 2021 e 2022, che prevedono il riconoscimento di un credito d’imposta (Informativa SEAC 7.1.2022, n. 5), per le quali non è prevista la rideterminazione dell’imposta ai fini del calcolo dell’acconto.

Come sopra accennato, nel mod. REDDITI 2022 PF è presente uno specifico rigo (RN61) nel quale riportare i dati del ricalcolo dell’acconto IRPEF 2022 (reddito, imposta e differenza rideterminati).

Tali informazioni non sono da esporre nel mod. REDDITI 2022 SC / ENC, nei quali è richiesta l’indicazione dei dati utilizzati per il ricalcolo dell’acconto relativo al periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione (ricalcolo acconto IRES 2021) e non dei dati per il ricalcolo dell’acconto 2022.

MODALITÀ DI VERSAMENTO

In sede di versamento dell’acconto 2022 il contribuente può utilizzare in compensazione (verticale / orizzontale) i crediti a sua disposizione.

VerticaleSi utilizzano imposte / contributi della stessa natura e nei confronti del medesimo Ente impositore (ad esempio, saldo IRPEF 2021 a credito con la prima rata dell’acconto IRPEF 2022), senza necessità di utilizzare il mod. F24.
OrizzontaleSi utilizzano imposte / contributi di natura diversa e/o di diversi Enti impositori (ad esempio, saldo IRPEF 2021 a credito con saldo IRAP 2021 a debito). La compensazione orizzontale è estesa a quasi tutte le imposte e contributi dovuti a Stato, Regioni, INPS, INAIL ed ENPALS. Ciò richiede l’utilizzo del mod. F24.

In materia di compensazione orizzontale si rammenta inoltre che:

  • è fissato a € 5.000 il limite annuo di utilizzo dei crediti IRES / IRPEF, IRAP in compensazione oltre il quale è necessario il visto di conformità. Tale limite è elevato a € 20.000 per i soggetti ISA che hanno ottenuto un punteggio 2021 almeno pari a 8 oppure un punteggio medio 2020 e 2021 pari a 8,5;
  • la compensazione per importi superiori a € 5.000 annui può essere effettuata soltanto successivamente alla presentazione della dichiarazione annuale;
  • sia i soggetti titolari di partita IVA che i “privati” devono utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel / Fisconline) per la compensazione del credito nel mod. F24, indipendentemente dall’importo;
  • non è possibile utilizzare la compensazione in caso di iscrizione a ruolo a seguito di mancato pagamento, totale o parziale, di somme dovute a causa dell’utilizzo indebito di crediti.
n.b. Il “vincolo” riguardante l’utilizzo dei crediti tributari per importi superiori a € 5.000 dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dalla quale emerge il credito, introdotto dal DL n. 127/2019, c.d. “Collegato alla Finanziaria 2020”, opera a prescindere dal punteggio ISA conseguito.

Le modalità di presentazione del mod. F24, collegata alla qualifica del contribuente (titolare di partita IVA / privato) e alla presenza o meno di compensazione, possono pertanto essere così sintetizzate.

Tipologia versamentoContribuenteModalità utilizzabile
Mod. F24 “a debito” senza compensazionePrivatoModello cartaceo
Servizi telematici delle Entrate (Entratel / Fisconline) o bancari (remote / home banking)
Mod. F24 “a debito” senza compensazioneTitolare partita IVAServizi telematici delle Entrate (Entratel / Fisconline) o bancari (remote / home banking)
Mod. F24 con saldo “a zeroPrivato
Titolare partita IVA
Servizi telematici delle Entrate (Entratel / Fisconline)
Mod. F24 “a debito” concompensazione di crediti IRPEF, IVA, IRES, IRAP, addizionali, imposte sostitutive, crediti da quadro RU, ritenutePrivato
Titolare partita IVA
Servizi telematici delle Entrate (Entratel o Fisconline)
Mod. F24 “a debito” concompensazione di “altri” crediti
(ad esempio, contributi previdenziali)
Privato
Titolare partita IVA
Servizi telematici delle Entrate (Entratel / Fisconline) o bancari (remote / home banking)

IMPORTO MASSIMO COMPENSABILE

A decorrere dal 2022, l’importo massimo annuo utilizzabile per la compensazione dei crediti d’imposta e contributi nel mod. F24 è stato fissato, a regime, a € 2 milioni, fermo restando che:

  • non vanno considerati i crediti utilizzabili in compensazione verticale;
  • tale limite vale anche per la compensazione dei crediti IVA trimestrali (Comunicato Agenzia Entrate 20.7.2004);
  • l’eventuale eccedenza può essere richiesta a rimborso o utilizzata in compensazione nell’anno successivo.
n.b. L’Agenzia delle Entrate può bloccare le compensazioni ritenute sospette / rischiose in base ai criteri / parametri individuati dalla stessa Agenzia con il Provvedimento 28.8.2018 (Informativa SEAC 30.8.2018, n. 246).

COMPILAZIONE DEL MOD. F24

Ai fini della compensazione, si rammenta che nel mod. F24 vanno compilate, in particolare, le seguenti colonne.

importi a credito compensatiAmmontare del credito utilizzato in compensazione
anno di riferimentoPeriodo d’imposta cui si riferisce il credito
codice tributoCodice del versamento a saldo dell’imposta per la quale è scaturito il credito / codice tributo specifico del credito utilizzato.

Se il tributo è rateizzabile, nella colonna “rateazione / regione / provincia / mese rif. va indicato “0101.

Codici tributo utilizzabili

Per il versamento degli acconti in esame i codici tributo da utilizzare sono i seguenti.

Importo da versareCodice tributoImporto da versareCodice tributo
Acconto IRPEF (2° / unica rata)4034Acconto imposta sostitutiva regime minimi (2° / unica rata)1794
Acconto IRES (2° / unica rata)2002Acconto imposta sostitutiva regime forfetario (2° / unica rata)1791
Acconto maggiorazione IRES (10,50%) società di comodo (2° / unica rata)2019Acconto cedolare secca (2° / unica rata)1841
Acconto maggiorazione IRES (10,50%) società di comodo (2° / unica rata)2019Acconto IVIE (2° / unica rata)4045
Acconto IRAP (2° / unica rata)3813Acconto IVAFE (2° / unica rata)4048

RAVVEDIMENTO

Il mancato o insufficiente versamento degli importi in esame può essere sanato con il ravvedimento, applicando, eventualmente, la modalità “parziale” (Informativa SEAC 24.10.2019, n. 298).ù

Sanzione ridottaSanzione ridottaTermine di versamento della regolarizzazione
da 0,1%a 1,4%1/10 dell’1% per giornoEntro 14 giorni dalla scadenza, tenendo presente che per ogni giorno di ritardo va applicato lo 0,1%.Tale riduzione può essere pertanto applicata in caso di versamento degli acconti in esame tra l’1.12 e il 14.12.2022.
1,5%1/10
del 15%
Dal 15° al 30° giorno dalla scadenza.
Tale riduzione può essere pertanto applicata in caso di versamento degli acconti in esame tra il 15.12 e il 30.12.2022.
1,67%1/9
del 15%
Dal 31° al 90° giorno dalla scadenza.
Tale riduzione può essere pertanto applicata in caso di versamento degli acconti in esame tra il 31.12.2022 e il 28.2.2023.
3,75%1/8
del 30%
Entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno della violazione.
4,29%1/7
del 30%
Entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo alla violazione.
5%1/6
del 30%
Entro il termine di accertamento.

Si rammenta infine che in sede di regolarizzazione vanno corrisposti gli interessi di mora, calcolati a giorni, che a decorrere dall’1.1.2022 sono fissati nella misura dell’1,25%.

Fonte Seac Spa