Contabilizzazione dello sconto in fattura

I bonus in edilizia nascono come detrazioni d’imposta, ma, a seguito di opzione, possono in alternativa essere usufruiti sotto forma di sconto in fattura, anticipato dal fornitore, oppure mediante la cessione del credito corrispondente alla detrazione. Nell’ipotesi di sconto in fattura, il fornitore matura un credito d’imposta che compensa il minor credito nei confronti del cliente e procede al recupero dello stesso:

  • utilizzandolo in compensazione nel mod. F24 nel medesimo arco temporale in cui il committente dei lavori avrebbe utilizzato la detrazione;
  • cedendo a sua volta il credito a terzi.

Lo sconto in fattura (ma anche la cessione del credito) consente al beneficiario della detrazione di recuperare immediatamente il beneficio fiscale che altrimenti sarebbe diluito in 4, 5 o 10 anni e di evitare situazioni di incapienza della detrazione rispetto alle imposte sui redditi “spostando” sul fornitore (o sull’acquirente il credito) il recupero del beneficio in più anni.

SCONTO IN FATTURA: DISCIPLINA FISCALE

L’applicazione dello sconto in fattura è subordinato ad una specifica opzione da parte del contribuente titolare della detrazione previo accordo con il fornitore (il quale infatti non è obbligato a concederlo). In aggiunta agli adempimenti ordinariamente previsti per i bonus edilizi, ai fini dell’esercizio dell’opzione il contribuente (tranne alcune ipotesi) deve acquisire:

  • Il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza del diritto alla detrazione, rilasciato dai professionisti abilitati (commercialisti, consulenti del lavoro) o da un CAF;
  • l’asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica o antisismici e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Ai fini dell’esercizio dell’opzione, è necessario utilizzare lo specifico modello denominato COMUNICAZIONE DELL’OPZIONE RELATIVA AGLI INTERVENTI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO … da inviare mediante il servizio web dell’Agenzia delle Entrate per comunicare l’intervenuta opzione relativa agli interventi effettuati e quindi il possibile utilizzo del credito da parte del fornitore.

Il modello è inviato dal beneficiario della detrazione direttamente o tramite intermediario ovvero esclusivamente dall’intermediario per gli interventi per i quali è obbligatorio il visto (ad esempio, Superbonus). In particolare nel modello, oltre alla tipologia di intervento desumibile dalla Tabella 4 delle istruzioni, va indicato:

  • nel Quadro C l’opzione “A” CONTRIBUTO SOTTO FORMA DI SCONTO;
  • nel Quadro D (da compilare previa accettazione da parte dei fornitori) il codice fiscale del fornitore, la data dell’opzione e l’ammontare dello sconto.

FATTURAZIONE DEL FORNITORE CHE APPLICA LO SCONTO

L’importo dello sconto non riduce l’imponibile ai fini IVA ed è indicato nella fattura emessa come sconto applicato in base all’art. 121 del DL 34/2020.

Per la compilazione della fattura elettronica è possibile indicare nel tracciato xml lo sconto nel blocco <ScontoMaggiorazione>, tag <Importo> e il riferimento che si tratta di sconto sul corrispettivo ex art. 121, DL 34/2020 nel blocco <AltriDatiGestionali> nel tag <RiferimentoTesto>.

Lo sconto può essere concesso fino ad un importo massimo pari al corrispettivo e pertanto:

  • per gli interventi la cui detrazione è inferiore al 100%, il credito d’imposta che matura in capo al fornitore è pari alla detrazione spettante al contribuente;
  • nel caso di Superbonus al 110%, a fronte di uno sconto pari all’intero corrispettivo (100%), il credito d’imposta che matura in capo al fornitore è pari al 110% del corrispettivo.

Nel calcolo dell’ammontare della detrazione e quindi dello sconto applicabile, va inclusa l’IVA per i soggetti privati mentre va considerato soltanto l’imponibile se la detrazione è fruita da soggetto passivo IVA per il quale l’imposta è detraibile.

CONTABILIZZAZIONE DA PARTE DEL FORNITORE

In base alla Comunicazione OIC del 3.8.2021, § 13:

13. La società commissionaria che ha realizzato l’investimento previsto dalla norma e ha concesso uno sconto in fattura al cliente iscrive il ricavo in contropartita ad un credito corrispondente alla somma dei seguenti elementi:a. l’ammontare che sarà regolato tramite disponibilità liquide,….;eb. il valore di mercato del bonus fiscale , che sarà ricevuto per effetto dello sconto in fattura applicato, …. Tale credito, al verificarsi dei presupposti previsti … per il riconoscimento dello sconto in fattura, sarà iscritto tra i crediti tributari .

Il valore di mercato del bonus fiscale risulta inferiore al valore nominale del credito in quanto il credito, che potrà essere utilizzato dal fornitore in 4/5/10 anni, va attualizzato con un tasso desumibile, ad esempio, dalle offerte commerciali dei vari gruppi bancari.

L’iscrizione al valore di mercato dovrebbe riguardare anche chi non applica il costo ammortizzato (soggetti con bilancio abbreviato e micro-imprese).

Successivamente tali soggetti rilevano:

20 d) la differenza tra il valore di iscrizione del credito tributario e il suo valore nominale in quote costanti, lungo il periodo di tempo in cui la legge consente di utilizzare il credito in compensazione, a conto economico nella voce proventi finanziari

In assenza di un valore di mercato è possibile iscrivere il credito al valore pari allo sconto.

Alfa srl effettua un intervento di € 100.000 nei confronti di un soggetto privato ed applica lo sconto in fattura per l’intero bonus spettante. Il fornitore utilizza il credito in compensazione il 30.6. di ciascun anno per il pagamento del saldo/acconto IRES. Per semplicità si trascurano il profilo IVA e il limite di spesa.

IPOTESI 1: L’INTERVENTO È AGEVOLATO CON IL SUPERBONUS 110% IN 4 ANNI

Nell’anno 0 il fornitore emette una fattura per € 100.000 riconoscendo lo sconto di € 100.000 e matura un credito nei confronti dell’Erario pari a € 110.000 (in quanto c’è il bonus 110%).

C.II.1ClientiA.1Ricavi100.000

L’intero ammontare del credito v/clienti è stornato in quanto nessun pagamento è dovuto dal cliente. In contropartita è rilevato il credito d’imposta maturato dal fornitore in base al valore di mercato pari a € 100.000 (si ipotizzi che il valore attuale del credito sia l’90,9% di € 110.000).

C.II.5-bisCrediti v/erarioC.II.1Clienti100.000

In tale caso particolare il valore di mercato del credito (ancorché attualizzato a € 100.000) coincide con lo sconto in fattura pari anch’esso a € 100.000.

Negli anni successivi dal 1° al 4° va rilevato in data 30.6 l’utilizzo del credito d’imposta (110.000 / 4 rate = € 27.500) per il pagamento del saldo/acconto IRES.

D.12Erario c/IRESC.II.5-bisCrediti v/Erario27.50025.000
C.16Proventi finanziari2.500

IPOTESI 2: L’INTERVENTO FRUISCE DI UNA DETRAZIONE DEL 50% IN 10 ANNI

Nell’anno 0 il fornitore emette una fattura per € 100.000 riconoscendo lo sconto di € 50.000 e matura un credito nei confronti dell’Erario pari a € 50.000 (ossia pari alla detrazione).

C.II.1ClientiA.1Ricavi100.000

L’ammontare del credito v/clienti è stornato per € 50.000 e la differenza di € 50.000 costituisce il saldo dovuto dal cliente. In contropartita è rilevato il credito d’imposta maturato dal fornitore in base al valore di mercato pari a € 35.000 (si ipotizzi che il valore attuale del credito sia pari al 70% di € 50.000) e per differenza è ridotto l’ammontare dei ricavi.

C.II.5-bisCrediti v/erarioC.II.1Clienti35.00050.000
A.1Ricavi15.000

Qualora il credito non venga attualizzato la rilevazione sarebbe Crediti v/erario @ Clienti per € 50.000.

Negli anni successivi dal 1° al 10° va rilevato in data 30.6 l’utilizzo del credito d’imposta (50.000 / 10 rate = € 5.000) per il pagamento del saldo/acconto IRES.

D.12Erario c/IRESC.II.5-bisCrediti v/Erario5.0003.500
C.16Proventi finanziari1.500

È infine possibile che fornitore e committente prevedano l’addebito degli oneri finanziari connessi all’operazione.

Documenti correlati

Normativa

Decreto Legge 19/05/2020 n.34 art.121