Conferimento d’azienda e credito d’imposta “imprese energivore” 2 trimestre 2022

Recentemente l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’agevolazione a favore delle imprese energivore in presenza di un’operazione straordinaria di conferimento d’azienda.
In particolare l’Agenzia specifica che, relativamente al calcolo dell’incremento dei costi per kW/h della componente energia elettrica, necessario ai fini dell’ottenimento dell’agevolazione in esame (almeno 30% primo trimestre 2022 rispetto allo stesso periodo del 2019), i costi sostenuti dall’impresa conferente non possono essere utilizzati per il citato calcolo.
Per verificare l’incremento del 30% l’impresa cessionaria deve fare riferimento al criterio di calcolo utilizzato dalle imprese costituite dopo l’1.1.2019.

Al fine di mitigare gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico, l’art. 4, DL n. 17/2022, c.d. “Decreto Energia” ha istituito a favore delle imprese energivore un beneficio pari al 25% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022, a condizione che i costi per kW/h della componente energia elettrica, calcolati sulla base della media del primo trimestre 2022, al netto di imposte e sussidi, abbiano subito un incremento superiore al 30%rispetto allo stesso periodo del 2019.

Recentemente l’Agenzia delle Entrate, con la Risposta 14.10.2022, n. 512 ha fornito alcuni chiarimenti relativi al beneficio in esame con riferimento alla verifica dell’incremento dei costi dell’energia elettrica, in presenza di un’operazione straordinaria di conferimento d’azienda.

IL CASO ANALIZZATO DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

La Alfa srl, già costituita all’1.1.2019, a seguito del conferimento d’azienda (da parte di Beta srl) ha iniziato, a decorrere dall’1.7.2019, l’attività produttiva (impianto siderurgico). La società risulta iscritta nell’elenco delle imprese a forte consumo di energia per il 2022.

Con riferimento all’agevolazione in esame, la società ha posto all’Agenzia i seguenti quesiti:

  • se, a seguito del conferimento d’azienda possa accedere al credito d’imposta in esame;
  • se, in caso di risposta positiva, al fine del calcolo dell’incremento del costo per kW/h, considerata la mancanza di costi sostenuti nel primo trimestre 2019, debba:
    • considerare i costi sostenuti dalla Beta srl (società conferente) nel 2019, in base al principio della “continuità dell’azienda” conseguente al conferimento;

o se, invece

  • fare riferimento a quanto indicato dalla stessa Agenzia per le imprese non ancora costituite all’1.10.2019, posto che la società è rimasta inattiva fino al 30.6.2019, e pertanto considerare per il 2019 l’importo pari a 59,91 euro/mWh.

LE SOLUZIONI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’Agenzia, dopo aver rammentato la disciplina che regola l’accesso al beneficio in esame, afferma che la società, in quanto iscritta nell’elenco delle imprese a forte consumo di energia per il 2022, può accedere al credito d’imposta relativo al secondo trimestre 2022.

Relativamente al secondo quesito l’Agenzia rileva che la società, essendo un soggetto giuridico diverso rispetto alla società conferente non può utilizzare i dati di consumo relativi al POD di quest’ultima del periodo antecedente il conferimento.

Di conseguenza, i costi della componente energia elettrica sostenuti nel primo trimestre 2019 da Beta srl (considerato “iniziale parametro di riferimento” dell’art. 4, DL n. 17/2022) non possono essere utilizzati da Alfa srl ai fini del confronto con i costi sostenuti nel primo trimestre 2022.

Al fine del calcolo dell’incremento del costo per kW/h è necessario quindi fare riferimento ai criteri esposti nella Circolare 13.5.2022, n. 13/E (Informativa SEAC 18.5.2022, n. 163).

La Alfa srl deve quindi:

  • calcolare il costo medio per kW/h del primo trimestre 2022 sulla base del rapporto tra il totale della componente energia elettrica e il consumo effettivo del trimestre;
  • confrontarlo con l’importo di 69,26 euro/mWh utilizzabile dalle imprese non ancora costituite all’1.1.2019.

La soluzione proposta dall’Agenzia delle Entrate appare in contrasto con quanto chiarito dalla stessa con riferimento alla valutazione / determinazione dei contributi a fondo perduto riconosciuti nell’emergenza COVID-19. In particolare come specificato nella Circolare 13.6.2020, n. 15/E i soggetti costituiti nel periodo 1.1.2019 – 30.4.2020 a seguito di un conferimento / cessione d’azienda dovevano considerare anche i dati dell’azienda oggetto del trasferimento, in quanto non potevano essere considerati “soggetti neocostituiti”.

Documenti correlati

Normativa: Decreto Legge 01/03/2022 n.17 art.4

Fonte Seac Spa