La non imponibilità dei trasporti internazionali non è applicabile “a catena”

I trasporti relativi a beni in esportazione / transito / importazione temporanea, nonché relativi a beni in importazione i cui corrispettivi sono inclusi nella base imponibile, sono non imponibili IVA.
A seguito delle modifiche apportate dal c.d. “Decreto Fiscale”, sono esclusi dal regime di non imponibilità i servizi di trasporto resi a soggetti diversi:


– dall’esportatore / importatore;
– dal titolare del regime di transito;
– dal destinatario dei beni;
– dal prestatore dei servizi di spedizione / operazioni doganali.


Recentemente l’Agenzia delle Entrate è intervenuta precisando che alle prestazioni di servizi di trasporto territorialmente rilevanti in Italia la non imponibilità non è applicabile “a catena”.
I predetti servizi resi nei confronti di un soggetto “subappaltatore” sono quindi assoggettati ad IVA.

Recentemente l’Agenzia delle Entrate con la Risposta 26.7.2022, n. 392 è intervenuta in merito all’ambito applicativo del regime di non imponibilità dei servizi di trasporto di beni in esportazione di cui all’art. 9, DPR n. 633/72, dopo le modifiche apportate dal DL n. 146/2021, c.d. “Decreto Fiscale”.

Il caso esaminato dall’Agenzia riguarda un’esportazione Italia – Kenya nell’ambito della quale uno spedizioniere italiano (Alfa) ha ricevuto da un altro spedizioniere (Gamma), incaricato dall’esportatore (Beta), l’incarico di effettuare le operazioni doganali di esportazione e il trasporto dei beni per la tratta italiana. La tratta estera del trasporto è affidata da Gamma ad una compagnia di navigazione (Delta).

Lo spedizioniere Alfa per l’esecuzione del servizio:

  • ha incaricato un autotrasportatore (Epsilon) di effettuare il trasporto dei beni per la tratta italiana;
  • provvede direttamente alle operazioni doganali di esportazione.

LA NON IMPONIBILITÀ DEI TRASPORTI INTERNAZIONALI

In base all’art. 9, comma 1, n. 2, DPR n. 633/72 sono non imponibili IVA i trasporti relativi a beni in esportazione / transito / importazione temporanea, nonché quelli relativi a beni in importazione i cui corrispettivi sono inclusi nella base imponibile.

Con l’aggiunta del nuovo comma 3 ad opera dell’art. 5-septies, DL n. 146/2021, c.d. “Decreto Fiscale”, è stato precisato che, a decorrere dall’1.1.2022, tali trasporti non comprendono i servizi resi a soggetti diversi:

  • dall’esportatore / importatore;
  • dal titolare del regime di transito;
  • dal destinatario dei beni;
  • dal prestatore dei servizi di cui al n. 4 del citato comma 1, ossia:
    • spedizione relativi ai trasporti di persone eseguiti in parte in Italia e in parte in territorio estero in dipendenza di unico contratto;
    • trasporti di beni in esportazione / transito / temporanea importazione;
    • trasporti di beni in importazione (sempre che i corrispettivi dei servizi di spedizione siano inclusi nella base imponibile ex art. 69, comma 1);
    • relativi alle operazioni doganali.

Considerato che i servizi di trasporto in esame rientrano nell’ambito applicativo dell’art. 7-ter, comma 1, lett. a), DPR n. 633/72, la non imponibilità di cui all’art. 9 è applicabile ai servizi effettuati nei confronti di committenti soggetti passivi stabiliti in Italia, in quanto prestazioni ivi territorialmente rilevanti.

L’introduzione del nuovo comma 3 è stata motivata con l’intento di “adeguare” il trattamento IVA dei trasporti internazionali alle indicazioni fornite dalla Corte di Giustizia UE in materia di non imponibilità IVA.

In particolare, con la sentenza 29.6.2017 relativa alla causa C-288/16, i Giudici comunitari hanno precisato che l’art. 146, Direttiva n. 2006/112/CE

“deve essere interpretato nel senso che l’esenzione prevista da tale disposizione non si applica ad una prestazione di servizi … relativa a un’operazione di trasporto di beni verso un paese terzo, laddove tali servizi non siano forniti direttamente al mittente o al destinatario di detti beni”.

Come evidenziato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 25.2.2022, n. 5/E la finalità della non imponibilità (esenzione in base alle disposizioni comunitarie) è quella di garantire che siano tassati nel luogo di destinazione:

  • sia i beni destinati fuori UE;
  • sia le connesse prestazioni di trasporto.

Tali ultimi servizi, per rientrare nella non imponibilità, devono:

  • contribuire all’effettiva realizzazione dell’esportazione / importazione dei beni;
  • essere forniti direttamente, a seconda del caso, all’esportatore / importatore o al destinatario dei beni.

In sostanza le prestazioni di servizi di trasporto internazionali territorialmente rilevanti in Italia sono non imponibiliIVA solo nel caso in cui siano prestate nei confronti dei predetti soggetti.

Di conseguenza, sono assoggettate ad IVA, ad esempio, le prestazioni di trasporto internazionale che un vettore principale, incaricato di trasportare i beni all’estero dall’esportatore / importatore o dal destinatario degli stessi, affida (in tutto / in parte) ad un vettore terzo (c.d. “subvezione”).

Nella Risposta n. 392 in esame, dopo aver ribadito quanto sopra, l’Agenzia delle Entrate precisa che il servizio di trasportointerno effettuato da Epsilon nei confronti di Alfa non può rientrare nel regime di non imponibilità IVA, poichè Alfa opera in qualità di “subappaltatore”.

Trattasi di un servizio che Alfa ha ricevuto in “subappalto” da Gamma (unico soggetto a diretto contatto con l’esportatore da cui ha ricevuto l’incarico di effettuare anche il trasporto).

Per l’Agenzia una diversa interpretazione comporterebbe un’applicazione “a catena” del regime di non imponibilità IVA, in contrasto così la citata sentenza, in base alla quale

“il citato articolo 146, paragrafo 1, lettera e) dispone, in particolare, che i servizi di trasporto direttamente connessi all’esportazione di beni fuori dell’Unione sono esenti dall’IVA.
Un’interpretazione estensiva di tale disposizione, che includa servizi che non sono forniti direttamente all’esportatore, all’importatore, o al destinatario di tali beni, potrebbe comportare, in capo agli Stati membri e agli operatori interessati, vincoli che risulterebbero inconciliabili con la corretta e semplice applicazione delle esenzioni, prescritta all’articolo 131 della direttiva 2006/112.Peraltro, secondo una giurisprudenza costante della Corte, le esenzioni dall’IVA devono essere interpretate restrittivamente, in quanto costituiscono una deroga al principio generale secondo cui tale imposta è riscossa su ogni cessione di beni e su ogni prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso da un soggetto passivo …
Pertanto, dalla formulazione e dall’obiettivo dell’articolo 146, paragrafo 1, lettera e), della direttiva 2006/112 risulta che tale disposizione deve essere interpretata nel senso che l’esistenza di un rapporto diretto implica non solo che, attraverso il loro obiettivo, le prestazioni di servizi interessate contribuiscano all’effettiva realizzazione di un’operazione di esportazione o di importazione, bensì anche che tali servizi siano forniti direttamente, a seconda del caso, all’esportatore, all’importatore o al destinatario dei beni di cui a tale disposizione“.

Nel caso di specie l’Agenzia precisa che la non imponibilità IVA è applicabile soltanto al servizio di trasporto effettuato da Alfa a favore dello spedizioniere Gamma, che:

  • oltre ad essere espressamente elencato nel nuovo comma 3 dell’art. 9;
  • fornisce il servizio di trasporto direttamente all’esportatore.

Il servizio di trasporto effettuato dall’autotrasportatore Epsilon a favore di Alfa, territorialmente rilevante in Italia, è imponibile con applicazione dell’aliquota IVA ordinaria (22%).

Documenti correlati

Normativa:

  • Decreto Legge 21/10/2021 n.146 art.5
  • Decreto del Presidente della Repubblica 26/10/1972 n.633 art.9

Fonte Seac spa