I corsi di nuoto non sono esenti IVA

Recentemente l’Agenzia delle Entrate è intervenuta precisando che i corrispettivi percepiti da un’associazione sportiva dilettantistica riconosciuta dalla relativa Federazione nazionale per i corsi di nuoto impartiti, prevalentemente a bambini, non possono beneficiare dell’esenzione IVA.
I corsi in esame, come definito dai Giudici comunitari, non sono infatti riconducibili alla nozione di “insegnamento scolastico o universitario”. Di conseguenza agli stessi è applicabile l’aliquota IVA ordinaria (22%).

Recentemente l’Agenzia delle Entrate con la Risposta 27.7.2022, n. 393 è intervenuta precisando che i corsi di nuoto devono essere assoggettati ad IVA con l’aliquota ordinaria del 22% e pertanto gli stessi non possono beneficiare dell’esenzione IVA di cui all’art. 10, comma 1, n. 20, DPR n. 633/72.

Il caso esaminato dall’Agenzia riguarda un’associazione sportiva dilettantistica che, disponendo della licenza di “scuola di nuoto”, riconosciuta dalla relativa Federazione nazionale (Federazione Italiana Nuoto), impartisce corsi di nuoto prevalentemente a bambini.

INSEGNAMENTO / FORMAZIONE E ESENZIONE IVA

L’art. 132, Direttiva n. 2006/112/CE, dispone che i singoli Stati membri possono prevedere l’esenzione IVA per le seguenti operazioni:

  • educazione dell’infanzia / gioventù;
  • insegnamento scolastico / universitario;
  • formazione / riqualificazione professionale,

sempre che le stesse siano effettuate da Enti di diritto pubblico aventi lo stesso scopo o da altri organismi riconosciuti dallo Stato come aventi finalità simili.

In base all’art. 10, comma 1, n. 20, DPR n. 633/72, beneficiano dell’esenzione IVA le prestazioni:

  • educative dell’infanzia e della gioventù;
  • didattiche di ogni genere;
  • di formazione, aggiornamento, riqualificazione e riconversione professionale;

rese da istituti / scuolericonosciuti da Pubbliche Amministrazioni e da Enti del Terzo settore di natura non commerciale.

La normativa nazionale, coerentemente a quella comunitaria, subordina l’esenzione IVA delle prestazioni didattiche al verificarsi dei seguenti 2 presupposti.

Presupposto oggettivoLe prestazioni devono essere:

– di natura educativa dell’infanzia e della gioventù o didattica;
– di formazione, aggiornamento, riqualificazione e riconversione professionale.

La norma comunitaria fa riferimento alla nozione di “insegnamento scolastico o universitario, mentre quella nazionale fa riferimento alle prestazioni didattiche “di ogni genere“. In entrambe le norme è ricompresa la formazione / riqualificazione professionale.
Presupposto soggettivoLe prestazioni devono essere rese da istituti / scuole riconosciuti da Pubbliche amministrazioni.
Come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella Risoluzione 15.3.2007, n. 53/E e ribadito nella Risoluzione 5.11.2007, n. 308/E:

– alla terminologia usata dalla norma “istituti o scuole” va attribuito un “valore meramente descrittivo“, in relazione ai soggetti che normalmente presiedono a tale attività, e non il significato di un’indicazione tassativa dei soggetti ammessi a fruire dell’esenzione IVA;
– l’esenzione sussiste anche se il riconoscimento di istituti o scuole è effettuato, per ragioni di competenza, da un’Amministrazione dello Stato che non sia quella scolastica;
– il riconoscimento deve riguardare specificatamente il corso educativo, didattico, che l’organismo intende realizzare.

NOZIONE DI “INSEGNAMENTO SCOLASTICO O UNIVERSITARIO”

Al fine di individuare il presupposto oggettivo nella Risposta n. 393 in esame l’Agenzia richiama le interpretazioni della Corte di Giustizia UE desumibili dalle seguenti sentenze:

  • 14.3.2019 relativa alla causa C- 449/17 avente ad oggetto le lezioni di scuola guida automobilistica;
  • 21.10.2021 relativa alla causa C-373/19, in materia di corsi di nuoto.

In particolare, i Giudici comunitari hanno precisato che:

  • termini con i quali sono state individuate le esenzioni di cui al citato art. 132 devono essere interpretati in maniera restrittiva, in quanto costituiscono deroghe al principio generale. Tuttavia gli stessi Giudici hanno evidenziato che tale regola non significa che i termini utilizzati per specificare le esenzioni devono essere interpretati in modo da privare l’esenzione.
  • la nozione di insegnamento scolastico / universitario:
    • non si limita ai soli insegnamenti che si concludono con esami volti all’ottenimento di una qualifica / che consentono di acquisire una formazione per l’esercizio di un’attività professionale, ma comprende altre attività in cui l’istruzione viene fornita nelle scuole / Università per sviluppare le conoscenze e le attitudini, “purché tali attività non abbiano carattere puramente ricreativo“;
    • include un sistema integrato di trasmissione di conoscenze e di competenze che ha ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie che prevede necessariamente l’approfondimento. Infatti, secondo la Corte di Giustizia UE
“la nozione di insegnamento scolastico o universitario include attività che si distinguono tanto per la loro specifica natura, quanto per il contesto in cui sono esercitate. Ne consegue che, mediante tale nozione, il legislatore dell’Unione ha inteso fare riferimento ad un determinato tipo di sistema di insegnamento, che è comune a tutti gli stati membri, indipendentemente dalle caratteristiche specifiche di ogni sistema nazionale. Di conseguenza, la nozione «di insegnamento scolastico o universitario» ai fini del regime IVA, si riferisce, in generale, a un sistema integrato di trasmissione di conoscenze e di competenze avente ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie, nonché all’approfondimento e allo sviluppo di tali conoscenze e di tali competenze da parte degli allievi e degli studenti, di pari passo con la loro specializzazione in seno ai diversi livelli costitutivi del sistema stesso”.

Coerentemente con il predetto orientamento, la stessa Corte di Giustizia UE ha negato l’esenzione IVA per le lezioni guida in quanto non rientranti nella nozione di formazione scolastica / universitaria prevista dal citato art. 132, sancendo che tale insegnamento

“pur avendo ad oggetto varie conoscenze di ordine pratico e teorico, resta comunque un insegnamento specialistico che non equivale, di per se stesso, alla trasmissione di conoscenze e di competenze aventi ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie, nonché al loro approfondimento e al loro sviluppo, caratterizzanti l’insegnamento scolastico o universitario”.

Si rammenta che a seguito della predetta sentenza, il Legislatore nazionale ha modificato il citato n. 20 prevedendo che le prestazioni didattiche “non comprendono l’insegnamento della guida automobilistica ai fini dell’ottenimento delle patenti di guida per i veicoli delle categorie B e C1“.

NOZIONE DI “FORMAZIONE PROFESSIONALE”

L’art. 44, Regolamento UE n. 282/2011 prevede che

“i servizi di formazione o riqualificazione professionale comprendono le prestazioni didattiche direttamente relative a un’attività commerciale o professionale, nonché le prestazioni didattiche per la formazione e l’aggiornamento professionale“.

Sul punto, nella citata sentenza 14.3.2019 relativa ai corsi di scuola guida, l’Avvocato generale ha precisato che “le lezioni di scuola guida per l’ottenimento della patente di guida per la categoria C1potrebberoessere considerate come formazione professionale se il giudice nazionale stabilisse, ad esempio, che tale formazione sia rivolta a coloro che intendono esercitare un’attività nel settore del trasporto di merci su strada e costituisca parte integrante della formazione di queste persone”.

Analogamente a quanto sopra, l’Agenzia delle Entrate nella Risposta 1.6.2020, n. 162 ha negato l’applicazione dell’esenzione IVA ex art. 10, comma 1, n. 20, DPR n. 633/72 alle lezioni di volo finalizzate al conseguimento della licenza di pilota privato.

Sul punto l’Agenzia ha precisato che:

  • al pari dell’insegnamento della guida automobilistica, i corsi di volo rappresentano, in via generale, un insegnamento di tipo specialistico, imponibile IVA, dal cui ambito è possibile escludere, per assoggettarli al regime di esenzione, solo i corsi finalizzati all’ottenimento della licenza di pilota commerciale e quella di pilota di linea in quanto finalizzati a svolgere l’attività professionale di pilota. Tali corsi in sostanza possiedono di per sé le caratteristiche per essere ricondotti nell’ambito della formazione professionale (esente da IVA) perché volti a trasmettere conoscenze utilizzate esclusivamente ai fini dello svolgimento professionale dell’attività di pilota”;
  • diversamente, l’insegnamento finalizzato all’ottenimento della licenza di pilota privato, avendo uno scopo meramente ricreativo o sportivo , va considerato di tipo specialistico, come tale imponibile IVA con aliquota ordinari“.

TRATTAMENTO IVA APPLICABILE AI CORSI DI NUOTO

Nella Risposta n. 393 in esame, coerentemente con quanto sancito dalla Corte di Giustizia UE, l’Agenzia d evidenzia che (dal punto di vista oggettivo), per individuare se i corsi di nuoto possono beneficiare dell’esenzione IVA, è necessario accertare se l’insegnamento del nuoto possa essere o meno riconducibile nella nozione comunitaria di “insegnamento scolastico o universitario“.

In merito a tale questione, nella citata sentenza 21.10.2021 i Giudici comunitari, dopo aver evidenziato che:

  • nonostante l’insegnamento del nuoto, impartito da una scuola di nuoto nei confronti principalmente di bambini e diretto all’apprendimento delle basi / tecniche di tale disciplina, “presenti un’indubbia importanzae persegua un obiettivo di interesse pubblico”;
  • costituisce comunque un insegnamento specialistico ed impartito ad hoc, che “non equivale… alla trasmissione di conoscenze e di competenze aventi ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie, nonché al loro approfondimento e al loro sviluppo, caratterizzanti l’insegnamento scolastico o universitario“;

e ribadito quanto precisato in merito ai corsi di guida, ossia che la nozione di “insegnamento scolastico o universitario” di cui al citato art. 132, deve riferirsi a “un sistema integrato di conoscenze e competenze avente ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie, nonché all’approfondimento e allo sviluppo di tali conoscenze e di tali competenze da parte degli allievi e degli studenti“; concludono affermando che

la nozione di insegnamento scolastico o universitario … deve essere interpretata nel senso che essa non comprende l’insegnamento del nuoto impartito da una scuola di nuoto“.
n.b. I corsi in esame non possono essere ricompresi tra i servizi di formazione / riqualificazione professionale in quanto hanno uno scopo meramente ricreativo / sportivo.

Secondo l’Agenzia quindi i corsi di nuoto impartiti dall’Associazione sportiva dilettantistica, prevalentemente a bambini, non possono beneficiare dell’esenzione IVA, in quanto:

  • fermo restando l’eventuale sussistenza del requisito soggettivo (scuola di nuoto riconosciuta dalla Federazione di competenza);
  • non è soddisfatto il presupposto oggettivo concernente la nozione di “insegnamento scolastico o universitario“, come definita dalla giurisprudenza comunitaria.

Di conseguenza, i corrispettivi dei corsi di nuoto sono assoggettati ad IVA con applicazione dell’aliquota ordinaria (22%).

Documenti correlati

Normativa: Decreto del Presidente della Repubblica 26/10/1972 n.633 art.10

Fonte Seac spa