Deducibilità dei contributi previdenziali versati dal coniuge superstite

DOMANDA

Al fine di ottenere il trattamento pensionistico di reversibilità, ho provveduto a versare all’INPS i contributi previdenziali intestati a mio marito defunto, dal quale mi sono separata nel 2018. Posso dedurre tali contributi dal mio reddito?

RISPOSTA

L’Agenzia delle Entrate, con Risoluzione 28 aprile 2009, n. 114, ha chiarito che la funzione fondamentale degli oneri deducibili, messa in evidenza dalla disciplina di cui all’art. 10, commi 1 e 2, TUIR, consiste nel dare rilevanza a quei pesi che incidono sulla situazione personale del soggetto passivo, per far sì che l’IRPEF sia correlata alla sua effettiva capacità contributiva.

Relativamente ai contributi previdenziali versati dal coniuge superstite, il contribuente sostiene degli oneri che corrispondono ad un suo personale interesse, atteso che il mancato pagamento degli stessi gli impedirebbe di beneficiare del trattamento pensionistico.

Per tale motivo, i contributi intestati al coniuge defunto e versati dal coniuge superstite alla forma pensionistica di appartenenza sono deducibili dal reddito. Considerata la motivazione sopraindicata non assume rilevanza il fatto che i coniugi siano separati.

A tal fine, tuttavia, è necessario che dalle ricevute di pagamento risulti che l’onere è stato integralmente assolto dal coniuge superstite, sebbene il titolo di pagamento sia intestato al de cuius.

Fonte Seac spa