Decreto “aiuti”: la rateazione delle cartelle di pagamento e le novità sul superbonus

di Forte Nicola

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 164, del 15 luglio scorso la Legge 15 luglio 2022, n. 91 di conversione del D.L. n. 50/2022, cioè del c.d. “Decreto Aiuti,” entrata in vigore il giorno successivo. Il provvedimento era particolarmente atteso dagli operatori sia per ciò che riguarda le novità in tema di rateazione delle somme iscritte a ruolo, sia per ciò che riguarda la disciplina del Superbonus. In quest’ultimo caso l’attenzione era concentrata sulla proroga del termine per fruire dell’agevolazione con riferimento agli immobili unifamiliari e soprattutto con riferimento alla cessione dei crediti di imposta.

La rateazione delle somme iscritte a ruolo

Il decreto in commento prevede alcune rilevanti novità in tema di riscossione delle imposte. È stato modificato l’art. 19, D.P.R. n. 602/1973. A far data dalle richieste presentate dal 16 luglio, è possibile ottenere la rateizzazione delle somme iscritte a ruolo in 72 rate senza dimostrare lo stato di difficoltà economica fino a 120.000 euro. In precedenza il limite massimo era pari a 60.000 euro. Il nuovo limite riguarda la singola partita. Inoltre risulta incrementato da 5 a 8 il numero delle rate non pagate, anche non consecutive, che determina la decadenza dal piano di rateazione.

Il nuovo testo prevede altresì l’estensione della disciplina a regime relativa alla compensazione delle somme iscritte a ruolo con crediti commerciali vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 28–quater, D.P.R. n. 602/1973, ai crediti relativi a prestazioni professionali, non solo a somministrazioni, forniture e appalti.

La cessione dei crediti relativi ai bonus edilizi

In sede di conversione in legge è stata prevista la possibilità per le banche e per le società appartenenti a gruppi bancari, di cedere il credito di imposta derivante dagli interventi edilizi ai loro correntisti, diversi dalle persone fisiche consumatori finali, quindi che agiscono per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta.

La misura, come detto, era particolarmente attesa in quando avrebbe dovuto potenziare la capacità delle banche di cedere i crediti già acquistati in passato e, conseguentemente, rendere possibile l’acquisto di ulteriori crediti. Rispetto alla formulazione originaria del decreto “Aiuti” le banche e le società facenti parte del gruppo non sono più obbligate a cedere a clienti professionali privati, individuati con regolamento della Consob. La cessione potrà essere effettuata in favore di qualsiasi impresa o professionista a condizione di essere correntista della banca cedente.

La norma, però, non aumenterà la capacità delle banche all’acquisto dei crediti. Infatti, la novella, troverà applicazione unicamente ai crediti la cui prima cessione è avvenuta con opzione esercitata dal 1° maggio 2022. I crediti di più remota formazione, originati fino al 30 aprile 2022, potranno essere oggetto solo di tre passaggi. La prima cessione, libera, cioè nei confronti di qualsiasi soggetto. La seconda e la terza solo in ambiente vigilato, cioè le cessioni devono in questo caso essere effettuate solo tra banche, società di gruppi bancari, altri intermediari finanziari e gruppi assicurativi operanti in Italia. Le cessioni, come detto, possono essere al massimo tre.

La proroga per gli immobili unifamiliari

La legge di conversione del decreto “Aiuti” ha previsto che, se alla data del 30 settembre gli interventi relativi agli immobili unifamiliari avranno raggiunto almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo, sarà possibile fruire della detrazione del 110 per cento per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022. Il decreto prevede anche che nell’effettuare il computo del raggiungimento di tale percentuale “minima” possono non essere considerati lavori che attribuiscono detrazioni in misura inferiore al 110 per cento. Se i predetti lavori sono all’inizio, sarà poco conveniente prenderli in considerazione in quanto concorreranno alla riduzione della percentuale degli interventi che attribuiscono il diritto alla detrazione nella misura del 110 per cento.

Fonte Seac spa