Conversione in legge del Decreto Aiuti – Le principali novità fiscali

Con la Legge 15 luglio 2022, n. 91 è stato convertito in legge il Decreto Aiuti (D.L. n. 50/2022) con il quale erano stati rafforzati crediti d’imposta, introdotti nuovi benefici e si era intervenuti anche in materia di crediti edilizi. Molte le novità in sede di conversione, esaminate nel presente contributo, tra le quali si segnalano le ennesime modifiche al regime di circolazione dei crediti edilizi ma anche le nuove e più permissive norme in materia di dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo nonché l’ampliamento della possibilità di compensare crediti commerciali con somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.

di Pierluigi Antonini – Avvocato, Dottore di ricerca in diritto tributario

Con il Decreto Legge 17 maggio 2022 n. 50 (c.d. Decreto Aiuti) il Governo ha adottato una serie di misure in campo fiscale che sono state oggetto di esame in un precedente intervento. Si tratta, in particolare, delle seguenti:

  • incremento dei crediti d’imposta in favore delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e di gas naturale (articolo 2);
  • credito d’imposta per gli autotrasportatori (articolo 3);
  • credito d’imposta per le imprese gasivore per il primo trimestre 2022 (articolo 4);
  • novità in materia di superbonus (articolo 14);
  • credito d’imposta beni immateriali 4.0 (articolo 20);
  • credito d’imposta formazione 4.0 (articolo 21).

Come sempre accade, il passaggio parlamentare che porta, in fine, alla conversione in legge del decreto è stato di estrema rilevanza, essendosi il provvedimento arricchito (ed emendato) di disposizioni di particolare interesse. Tra queste, neanche a dirlo, quelle relative alla disciplina del Superbonus ed al connesso tentativo di alleggerimento dei magazzini crediti degli intermediari che, se funzionerà, potrebbe portare ad una riapertura dell’acquisto dei crediti.

Nel presente contributo, in particolare, si esamineranno le seguenti disposizioni:

  • riduzione dell’IVA e degli oneri generali nel settore del gas per il terzo trimestre dell’anno 2022 (articolo 1-quater);
  • credito d’imposta per l’acquisto di carburanti per l’esercizio dell’attività della pesca (articolo 3-bis);
  • modifiche in materia di circolazione dei crediti (articolo 14);
  • disposizioni urgenti in materia di liquidità (articolo 15-bis);
  • disposizioni in materia di compensazione dei crediti maturati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione (articolo 20-ter);
  • interpretazione autentica di norme del Decreto IVA in materia di servizi di trasporto di persone per finalità turistico-ricreative (articolo 36-bis).

Occorre precisare che nella legge di conversione in esame confluiscono anche le disposizioni del D.L. n. 80/2022 (c.d. Decreto Energia) che risulta conseguentemente abrogato, pur restando validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto legge.

Riduzione dell’IVA e degli oneri generali nel settore del gas per il terzo trimestre dell’anno 2022 (art. 1-quater)

L’articolo 1-quater del Decreto Aiuti, introdotto in sede di conversione, estende l’applicazione dell’IVA agevolata al 5 per cento anche alle somministrazioni di gas metano usato per combustione per usi civili e industriali contabilizzate nelle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di luglioagosto e settembre 20221.

Il comma 1, in particolare, prevede che, in deroga a quanto previsto dal Decreto IVA, le somministrazioni digas metano usato per combustione per usi civili e industriali – di cui all’articolo 26, comma 1, del testo unico accise (D.Lgs. n. 504 del 1995) – contabilizzate nelle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di luglio, agosto e settembre 2022, sono assoggettate all’aliquota IVA del 5 per cento.

Se la contabilizzazione avviene sulla base di consumi stimati, l’aliquota IVA del 5 per cento si applica anche alla differenza derivante dagli importi ricalcolati sulla base dei consumi effettivi riferibili, anche percentualmente, ai mesi di luglio, agosto e settembre 20222.

Credito d’imposta per l’acquisto di carburanti per l’esercizio dell’attività della pesca (articolo 3-bis)

Il comma 1 dell’articolo in esame proroga l’applicazione del credito di imposta per l’acquisto di carburanti istituito e disciplinato dall’articolo 18, D.L. n. 21/2022.

Pare utile ricordare che tale norma ha introdotto un credito d’imposta, a favore delle imprese esercenti attività agricola e della pesca, pari al 20 per cento della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante, comprovato mediante le relative fatture d’acquisto e al netto dell’imposta sul valore aggiunto. La norma dell’articolo 18 concede il credito d’imposta per gli acquisti effettuati nel primo trimestre solare dell’anno 2022.

Con le modifiche in esame il credito di imposta viene prorogato al secondo trimestre solare 2022 ma limitatamente alle imprese esercenti la pesca.

Modifiche in materia di circolazione dei crediti (articolo 14)

Come anticipato, in sede di conversione del “Decreto Aiuti” sono state apportate talune importanti modifiche in tema di circolazione dei crediti di natura edilizia e, più in generale, di superbonus

Prima di esaminare le modifiche, tuttavia, pare opportuno ricordare che con un primo intervento, che incide sull’articolo 119, comma 8-bis, D.L. n. 34/2020, il Decreto Aiuti aveva previsto che per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche, la detrazione del 110 per cento spettasse anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, a condizione che alla data del 30 settembre 2022 – e non più quindi 30 giugno 2022 – siano stati effettuati lavori per almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo, nel cui computo possono essere compresi anche i lavori non agevolati ai sensi del presente articolo. Sul punto, non si registrazione modifiche.

L’altro intervento del Decreto Rilancio, su cui invece si registrano modifiche, attiene al regime di circolazione.

Modificando l’articolo 121 del Decreto Rilancio, sia per lo sconto in fattura che per la cessione del credito, il Decreto Aiuti aveva emendato il regime della c.d. “quarta cessione” prevedendo che alle banche, ovvero alle società appartenenti ad un gruppo bancario iscritto all’albo di cui all’articolo 64 del Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385, fosse sempre consentita la cessione a favore dei clienti professionali privati di cui all’articolo 6, comma 2-quinquies, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca stessa, ovvero con la banca capogruppo, senza facoltà di ulteriore cessione”.

Con le modifiche apportate in sede di conversione viene espunto il riferimento ai clienti professionali privati e viene invece previsto che la predetta “quarta cessione” possa avvenire, sempre, a favore di soggetti diversi dai consumatori o utenti – come definiti dall’articolo 3, comma 1, lettera a), del codice del consumo, di cui al Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, vale a dire persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale – che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca stessa, ovvero con la banca capogruppo, senza facoltà di ulteriore cessione. In tal modo per le banche è possibile cedere il credito a tutti i soggetti loro clienti quindi a società, professionisti e partite IVA (con la sola eccezione dei consumatori).

Il comma 1-bis precisa che le predette nuove disposizioni si applicano anche alle cessioni o sconto in fattura comunicate all’Agenzia delle Entrate prima della data di entrata in vigore della legge di conversione (fermo restando il limite massimo delle cessioni previsto al medesimo articolo 121, comma 1, lettere a) e b)).

Disposizioni urgenti in materia di liquidità (articolo 15-bis)

Al fine di consentire a imprese, professionisti e altri contribuenti di sopperire a esigenze di liquidità anche temporanee, la legge di conversione in commento modifica l’articolo 19, D.P.R. n. 602/1973 concernente la disciplina generale della dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo.

In primo luogo, viene disposto che l’agente della riscossione, su richiesta del contribuente che dichiara di versare in temporanea situazione di obiettiva difficoltà , concede per ciascuna richiesta la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, con esclusione dei diritti di notifica, fino ad un massimo di settantadue rate mensili.

Se le somme iscritte a ruolo, ricomprese in ciascuna richiesta, sono di importo superiore a 120.000 euro (in luogo dei vigenti 60.000 euro) la dilazione può essere concessa se il contribuente documenta la temporanea situazione di obiettiva difficoltà.

In sintesi, dunque, con la modifica in esame si precisa che:

  • il contribuente in temporanea situazione di obiettiva difficoltà può ottenere la dilazione per ciascuna richiesta presentata;
  • si può presentare richiesta di rateazione senza documentare la temporanea obiettiva difficoltà, per importi iscritti a ruolo che siano pari o inferiori a centoventimila euro.

Le novità normative prevedono, poi, che in caso di mancato pagamento, nel corso del periodo di rateazione, di otto rate – in luogo delle vigenti cinque rate – anche non consecutive, il carico non può essere nuovamente rateizzato a seguito della decadenza dal beneficio della rateazione.

Viene altresì introdotto un nuovo comma 3-ter al citato articolo 19, il quale precisa che la decadenza dal beneficio della rateazione di uno o più carichi non preclude al debitore la possibilità di ottenere la dilazione del pagamento di carichi diversi da quelli per i quali è intervenuta la decadenza.

Le disposizioni in parola si applicano esclusivamente ai provvedimenti di accoglimento emessi con riferimento alle richieste di rateazione presentate a decorrere dalla data di entrate in vigore della legge di conversione del decreto in esame (16 luglio 2022).

Il comma 3 prevede, infine che, in caso di decadenza dal beneficio della rateazione concessa a seguito di richieste presentate fino alla medesima data indicata al comma 2, il carico può essere nuovamente rateizzato se, alla data di presentazione della nuova richiesta, le rate scadute sono integralmente saldate.

Disposizioni in materia di compensazione dei crediti maturati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione (articolo 20-ter)

La Legge di conversione, con l’articolo 20-ter, modifica l’articolo 28-quater, D.P.R. n. 602/1973 in materia di compensazioni di crediti con somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.

Più in dettaglio la norma stabilisce che anche per le prestazioni professionali (non solo nel caso di somministrazione, forniture e appalti) i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle amministrazioni pubbliche possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.

Vien poi previsto che le disposizioni sopra citate si applichino anche alle somme contenute nei carichi affidati all’agente della riscossione successivamente al 30 settembre 2013 e, in ogni caso, entro il 31 dicembre del secondo anno antecedente a quello in cui è richiesta la compensazione.

Ai fini dell’applicazione delle norme in esame, le certificazioni delle PA che attestano che il credito sia certo, liquido ed esigibile, recanti la data prevista per il pagamento, emesse mediante l’apposita piattaforma elettronica, sono utilizzate, a richiesta del creditore, per il pagamento, totale o parziale, delle somme dovute a seguito dell’iscrizione a ruolo, effettuato in data antecedente a quella prevista per il pagamento del credito.

Interpretazione autentica di norme del Decreto IVA in materia di servizi di trasporto di persone per finalità turistico-ricreative (articolo 36-bis)

L’articolo 36-bis, inserito in sede di conversione, contiene una norma interpretativa che precisa retroattivamente la portata di alcune agevolazioni IVA per il settore dell’autotrasporto di persone.

Tale norma, in particolare, chiarisce che l’esenzione IVA e l’applicazione di aliquote agevolate (al 5 o al 10%), previste per le prestazioni di trasporto di persone, si applicano anche alle prestazioni rese per finalità turistico-ricreative, indipendentemente dalla tipologia di soggetto che le rende, purché non comprendano la fornitura di ulteriori servizi, diversi da quelli meramente accessori.

Tale interpretazione non si riferisce, inoltre, alle mere prestazioni di noleggio del mezzo di trasporto.

1 La norma in commento riproduce l’articolo 2, commi 1 e 2, D.L. n. 80/2022, contestualmente abrogato.
2 Chiarimenti di prassi sono contenuti nelle circolari n. 17 del 2021, n. 3 del 2022 e n. 20 del 2022 dell’Agenzia delle entrate. In particolare l’Agenzia ha precisato che l’aliquota IVA del 5 per cento è applicabile, seppure in via temporanea, sia alle somministrazioni di gas metano per usi civili e industriali ordinariamente assoggettate all’aliquota del 10 per cento, sia a quelle per usi civili (che superano il limite annuo di 480 metri cubi) e industriali ordinariamente assoggettate all’aliquota del 22 per cento.

Fonte Seac spa