Le novità della Circolare n. 24/2022 sul visto di conformità (1a parte)

Con Circolare 7 luglio 2022, n. 24, l’Agenzia delle Entrate ha diramato la prima parte della guida (elaborata congiuntamente alla Consulta dei CAF) relativa ai controlli che CAF e professionisti abilitati devono effettuare per il rilascio del visto di conformità sulle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2021. Come usuale, vengono trattati i seguenti argomenti:

  • spese che danno diritto a detrazioni d’imposta;
  • spese che danno diritto a deduzioni dal reddito;
  • crediti d’imposta;
  • altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione e l’apposizione del visto di conformità.
Nelle prime pagine della citata Circolare si legge che le detrazioni pluriennali relative ad immobili (recupero del patrimonio edilizio, sisma bonus, bonus verde, bonus facciate, ecobonus e superbonus) saranno oggetto di trattazione in un ulteriore documento di prassi.

Nella presente Informativa si inizia l’analisi delle novità contenute nella citata Circolare, in relazione:

  • ad alcuni aspetti di interesse generale per la redazione della dichiarazione ed il controllo documentale;
  • alle spese sanitarie;
  • agli interessi passivi su mutui.

Nelle prossime Informative si proseguirà con la trattazione degli ulteriori chiarimenti forniti.

ASPETTI GENERALI

RILASCIO DEL VISTO DI CONFORMITÀ

Come noto, il D.L. n. 157/2021, modificando il comma 11, art. 119, D.L. n. 34/2020, ha esteso l’obbligo di apposizione del visto di conformità sulla documentazione attestante il rispetto dei requisiti richiesti per la maxidetrazione 110% anche in caso di utilizzo diretto in dichiarazione dei redditi.

Il nuovo obbligo non è previsto solo nei casi in cui la dichiarazione sia:

  • presentata direttamente dal contribuente all’Agenzia delle Entrate, attraverso l’utilizzo della dichiarazione precompilata (Mod. 730 o Mod. REDDITI), oppure
  • trasmessa tramite il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale (Mod. 730).
NEWLa Circolare n. 24/2022, riprendendo la Circolare n. 16/2021, ricorda che il visto di conformità apposto sul Mod. 730 presentato tramite CAF/intermediario “assorbe” l’obbligo di visto relativo al superbonus 110% introdotto dal D.L. n. 157/2021.

ACQUISIZIONE E CONSERVAZIONE DEL MODELLO 730 E RELATIVI DOCUMENTI

In merito alla sottoscrizione autografa dei Modd. 730 e 730-1, del Mod. REDDITI PF e della delega per l’acquisizione del Mod. 730 precompilato, la Circolare n. 24/2022 chiarisce che se il contribuente attesta, mediante il proprio documento di identità, di essere un soggetto “impossibilito alla firma” o “illetterato”, il CAF o il professionista abilitato potrà:

  • riportare tale stato nel documento da sottoscrivere e
  • acquisire copia del documento di identità, conservandolo per il periodo previsto per l’accertamento, ai sensi dell’art. 43, D.P.R. n. 600/1973.

LIMITE REDDITUALE PER FIGLI FISCALMENTE A CARICO

Dal 2019, i figli di età non superiore a 24 anni possono essere considerati fiscalmente a carico se presentano un reddito complessivo (comprensivo dei redditi assoggettati a cedolare secca) non superiore a € 4.000,00. Per i figli di età superiore a 24 anni, permane il limite reddituale “generale” di € 2.840,51.

Il requisito dell’età è rispettato purché sussista anche per una sola parte dell’anno, in considerazione del principio di unitarietà del periodo d’imposta: pertanto se il figlio ha compiuto 24 anni nel 2021, la detrazione spetta anche per le spese sostenute nel suo interesse successivamente al compimento dell’età.

NEWA maggior chiarimento di tale concetto, la Circolare n. 24/2022, ricorda che diversamente, per i ragazzi che hanno compiuto 25 anni nel 2021, il limite reddituale a cui fare riferimento è di € 2.840,51.

ASSEGNO UNICO UNIVERSALE E DETRAZIONI PER FIGLI A CARICO

A seguito dell’introduzione, dal 1° marzo 2022, dell’assegno unico universale per i figli a carico ad opera dell’art. 1, D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230, sono stati soppressi vari incentivi fiscali (es. assegni al nucleo familiare, bonus bebè, premio alla nascita) nonché, a specifiche condizioni, le detrazioni IRPEF previste per figli a carico dall’art. 12 TUIR.

La nuova disciplina dell’assegno unico si applica ai figli di età non superiore a 21 anni. Pertanto, per il 2022:

  • dal 1° gennaio al 28 febbraio, sono attribuite le detrazioni fiscali;
  • dal 1° marzo al 31 dicembre, si applica l’assegno universale, che “assorbe” le detrazioni fiscali per i figli fino a 21 anni. Per i figli di età superiore a 21 anni, continuano ad applicarsi le detrazioni per carichi di famiglia, secondo l’articolo 12, TUIR come modificato dal citato D.Lgs. n. 230/2021.
NEWIn merito alle modifiche normative intervenute sulle detrazioni per figli a carico, la Circolare n. 24/2022, ricorda che dal 1° marzo 2022:

cessano di avere efficacia le detrazioni fiscali per figli a carico minori di 21 anni, incluse le maggiorazioni delle detrazioni per figli minori di tre anni e per figli con disabilità;
è abrogata la detrazione per famiglie numerose (in presenza di almeno 4 figli) disciplinata dal comma 1-bis, art. 12, TUIR.

Riprendendo i contenuti della Circolare n. 4/2022, l’Agenzia delle Entrate ricorda inoltre che le modifiche intervenute sulle detrazioni per figli non hanno rilevanza ai fini delle detrazioni e deduzioni per oneri e spese sostenute a favore di familiari a carico: detti benefici sono attribuiti ai figli di età inferiore ai 21 anni (fiscalmente a carico) anche se non spettano più le detrazioni per figli.

SPESE SANITARIE

PRESTAZIONI DEI MASSOFISIOTERAPISTI (TITOLO CONSEGUITO DOPO IL 17.3.1999)

Le prestazioni rese dai massofisioterapisti che hanno conseguito il titolo dopo il 17 marzo 1999, sono detraibili a condizione che entro il 30 giugno 2020 si siano iscritti negli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso gli ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

La detrazione spetta per le prestazioni rese dalla data di iscrizione al citato elenco ed a condizione che nel documento di spesa sia attestata la descrizione della figura professionale e della prestazione resa, nonchè l’iscrizione all’elenco speciale.

NEWLa Circolare n. 24/2022 specifica che nel caso in cui:

– i citati soggetti abbiano presentato la domanda d’iscrizione entro il 30 giugno 2020,
– ma la delibera formale è stata emessa oltre detto termine,

la detrazione spetta per le prestazioni rese dalla data della domanda di iscrizione a condizione che l’iscrizione nel citato elenco sia effettuata entro il termine di presentazione della dichiarazione nella quale si intende fruire della detrazione.Nel paragrafo dedicato alla documentazione da controllare è specificato che per le iscrizioni dei massofisioterapisti negli elenchi speciali ad esaurimento successive al 30 giugno 2020, va presentata copia della domanda di iscrizione, con attestazione di ricevimento, se indicata nella ricevuta fiscale o rilevante ai fini della detrazione e successiva copia del diploma o dell’attestato stesso o della ricevuta di iscrizione ai citati elenchi.

DISPOSITIVI MEDICI

Affinché un dispositivo medico sia detraibile, è necessario che siano conformi alle previsioni di cui agli artt. 1, comma 2, dei Decreti Legislativi 14 dicembre 1992, n. 507, 24 febbraio 1997, n. 46, e 8 settembre 2000, n. 332 come successivamente modificati ed integrati.

Per facilitare il controllo, l’Agenzia delle Entrate, nella Circolare 13 maggio 2011, n. 20, ha fornito un elenco non esaustivo dei dispositivi medici e medico diagnostici in vitro più comuni.

NEWLa Circolare n. 24/2022 ora specifica che per l’individuazione dei dispositivi medici occorre far riferimento anche ai regolamenti europei UE/2017/745 e UE/2017/746. Operativamente, quindi, ai fini della detrazione:

-se il documento di spesa riporta il codice AD o PI (la spesa per dispositivi medici è stata trasmessa al sistema tessera sanitaria), non è necessario che sia riportata anche la marcatura CE o la conformità alle direttive europee;
-se il documento di spesa non riporta il codice AD o PI, va effettuata una distinzione:
per idispositivi medici di uso più comune(elenco di cui alla Circolare n. 20/2011) va conservata la documentazione dalla quale risulti cheil prodotto ha la marcatura CE;
per idispositivi medici non compresi nel citato elenco, va attestato che il dispositivo riporta, oltre alla marcatura CE, anche la conformità alle direttive europee93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE, o ai regolamenti europei UE/2017/745 e UE/2017/746.

Il soggetto che vende il dispositivo può assumersi l’onere di individuare i prodotti detraibili, integrando lo scontrino/fattura con la dicitura “prodotto con marcatura CE” e, per i dispositivi diversi da quelli di uso comune, il numero della direttiva comunitaria o del regolamento europeo di riferimento. In questa ipotesi, il contribuente è esonerato dal conservare la documentazione comprovante la conformità alle direttive o ai regolamenti europei del dispositivo medico acquistato. I dispositivi medici fabbricati su misura in base ad una prescrizione medica non devono recare la marcatura CE, ma ne deve essere attestata la conformità al D.Lgs. n. 46/1997 o al regolamento europeo UE/2017/745.

SPESE PER ESECUZIONE DI TAMPONI

NEWLa Circolare n. 24/2022 fornisce chiarimenti in merito alla detraibilità delle spese per tamponi e test per la ricerca del virus Covid-19.

La Circolare in esame chiarisce in particolare che le spese per l’esecuzione di tamponi e di test per il Sars-Cov-2, eseguiti da laboratori pubblici o privati, sono detraibili a titolo di prestazioni sanitarie diagnostiche.

Ai fini della detrazione, dette spese:

  • devono essere state pagate con metodo tracciabile, se le prestazioni sono state eseguite da strutture private non accreditate al SSN;
  • non devono essere state pagate necessariamente con metodo tracciabile (è ammesso quindi il pagamento in contanti) se le prestazioni sono state eseguite in farmacia“…atteso che le farmacie – sia pubbliche sia private – operano in regime di convenzionamento con il SSN”.

La certificazione rilasciata dalle farmacie può riportare:

  • la qualità della prestazione sanitaria effettuata (es. esecuzione prestazione di servizio tampone antigenico per la diagnosi Covid-19″) ovvero
  • l’indicazione dei codici univoci 983172483 (esecuzione tampone rapido 18+) e 983172420 (esecuzione tampone rapido 12-18), validi su tutto il territorio nazionale, riferiti all’esecuzione di tamponi rapidi per Covid-19 approvati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).
tamponi rapidi di autodiagnosi, generalmente utilizzati dai pazienti in casa, non sono compresi nell’elenco dei dispositivi di uso più comune emanato dal Ministero della salute e, pertanto, ai fini della detraibilità valgono le regole generali esposte nel paragrafo precedente. Se il documento di spesa non riporta il codice AD, va conservata la documentazione attestante la marcatura CE e la conformità alla normativa europea del prodotto.

INTERESSI PASSIVI SU MUTUI

ONERI ACCESSORI

Come noto, in relazione ai mutui ipotecari, la detrazione è ammessa per gli interessi passivi e gli oneri accessori pagati nel corso del periodo di imposta di riferimento secondo il criterio di cassa, ovvero a prescindere dalla scadenza della rata.

Sono oneri accessori ammessi alla detrazione, tra gli altri, anche:

  • le maggiori somme corrisposte a causa delle variazioni del cambio di valuta per i mutui stipulati in altra valuta;
  • la commissione spettante agli istituti di credito per la loro attività di intermediazione;
  • gli oneri fiscali (compresa l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato);
  • la c.d. “provvigione” per scarto rateizzato nei mutui in contanti, le spese di istruttoria e le spese di perizia tecnica;
  • le spese notarili che comprendono sia l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo, sia le spese sostenute dal notaio per conto del cliente (es. iscrizione e cancellazione dell’ipoteca).
NEWLa Circolare n. 24/2022 include nell’elenco degli oneri accessori ammessi alla detrazione anche la penalità per anticipata estinzione del mutuo.

TRASFERIMENTO RESIDENZA E EMERGENZA COVID-19

Per fruire della detrazione degli interessi passivi su mutui per acquisto dell’abitazione principale è richiesto il rispetto di precise condizioni, tra cui il trasferimento della residenza nell’immobile entro un anno dall’acquisto (caso generale).

Nel corso del 2020 e del 2021 l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che:

  • l’emergenza da Covid-19 era riconducibile ad una causa di forza maggiore che poteva impedire il rispetto del termine di decadenza per il trasferimento della residenza e pertanto
  • il contribuente poteva fruire della detrazione per interessi passivi a condizione che l’immobile fosse adibito a dimora abituale entro un tempo pari a quello previsto dalla norma, maggiorato del periodo corrispondente alla durata della causa di forza maggiore derivante dall’emergenza Covid-19.

I D.P.C.M. 23 febbraio e 9 marzo 2020, avevano stabilito, in particolare, il divieto di spostamento a livello nazionale per il periodo compreso tra il 23 febbraio ed il 2 giugno 2020.

NEWLa Circolare n. 24/2022 precisa che nelle ulteriori ipotesi di limitazione agli spostamenti previste da provvedimenti non uniformi sul territorio nazionale, la sussistenza della causa di forza maggiore va rimessa ad una valutazione caso per caso.

Come chiarisce anche la Circolare n. 24/2022, detto principio può ritenersi valido per tutti i termini previsti, a pena di decadenza, per il trasferimento della dimora abituale ai fini della fruizione delle detrazioni per interessi passivi per mutui per l’abitazione principale: pertanto, trova applicazione, oltre che nell’ipotesi di acquisto, anche per la costruzione/ristrutturazione.

Fonte Seac spa