Le misure premiali riconosciute all’imprenditore dal Codice della crisi

Il Codice della crisi, così come modificato dal D.Lgs. n. 83/2022, presenta diverse novità che hanno, in linea di principio, toccato quasi tutti gli articoli che lo compongono. Il precedente articolo 25 rubricato “Misure premiali” risulta essere stato sostituito dall’articolo 25-bis avente analoga rubrica. La disposizione si occupa delle misure premiali riconosciute all’imprenditore in crisi, cioè a colui che è impossibilitato a far fronte agli impegni finanziari assunti dall’impresa. Questi, nel caso in cui dia corso ad iniziative potenzialmente idonee a scongiurare una situazione di crisi o di insolvenza, o comunque volte a limitare il più possibile i danni che dalla stessa potrebbero derivarne ai creditori, si vede riconosciute le misure premiali previste dal D.Lgs. n. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) che, come vedremo nel seguito della trattazione, potranno essere revocate al verificarsi di determinati eventi. Come sopra evidenziato, l’articolo 25-bis del D.Lgs. n. 83/2022 ha profondamente rivisitato le misure premiali riconosciute all’imprenditore contenute nel precedente testo.

di Alfonso Sica – Commercialista, Giornalista, Pubblicista

Contenuto della norma

La norma si pone come obiettivo l’anticipazione dell’emersione dello stato di crisi. Tale finalità viene perseguita dal legislatore mediante il riconoscimento, all’imprenditore meritevole, di alcuni benefici molto importanti qualora segua un determinato percorso teso a dimostrare la tempestività d’intervento.

Comportamento dell’imprenditore

L’articolo 12 del Codice della crisi prevede che l’imprenditore commerciale o agricolo possa chiedere l’intervento di un esperto nominato dal segretario della camera di commercio, nel cui ambito si trova la sede legale dell’impresa, qualora riscontri di trovarsi in uno squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che ne rendono probabile la crisi o l’insolvenza. Deve trattarsi di una crisi temporanea che rende ragionevolmente perseguibile il risanamento dell’impresa e, come previsto dal predetto articolo 12 del Codice, deve trattarsi di uno squilibrio che rende probabile la crisi. Ciò induce a ritenere che eventuali squilibri legati all’assenza temporanea di flussi o al mancato sincronismo tra incassi e pagamenti siano privi del grado di probabilità richiesto dalla norma per chiedere l’intervento dell’esperto.

Si ritiene utile evidenziare la differenza sostanziale esistente tra un evento possibile ed un evento probabile.
Si definisce evento un fatto o avvenimento che già si è verificato o che può verificarsi, di solito determinante nei confronti di una situazione oggettiva o soggettiva.
Si dice evento possibile qualcosa che, dati alcuni assunti dettati dal contesto, dal tempo o dalla situazione, è comunque reale possa accadere per quanto possa essere improbabile. 
Si dice evento probabile, invece, qualcosa che non solo è possibile, ma che ha più possibilità che avvenga piuttosto che non avvenga.
Pertanto, l’imprenditore che intenda richiedere l’intervento dell’esperto nominato dalla camera di commercio, prima di rivolgersi all’ente, è opportuno che valuti con estrema attenzione sia l’esistenza dei presupposti richiesti dalla norma che il potenziale verificarsi dell’evento negativo.

Domanda del debitore

In presenza dei requisiti richiesti dall’articolo 12 del Codice della crisi, l’imprenditore inoltra al segretario della camera di commercio la richiesta di intervento dell’esperto finalizzata alla composizione negoziata della crisi.

Le iniziative del debitore, volte a prevenire l’aggravarsi della crisi e alla sostanziale tutela del patrimonio tesa alla migliore soddisfazione dei creditori, rendono applicabili le disposizioni di cui all’articolo 25-bis del Codice ed ottenere, così, il riconoscimento delle misure premiali da quest’ultimo regolate.

La nomina dell’esperto

Nel Codice della crisi si definisce esperto il soggetto terzo ed indipendente, iscritto nell’elenco di cui all’articolo 13, comma 3, avente il compito di facilitare le trattative nell’ambito della composizione negoziata.

La nomina avviene a cura di una commissione presente in ogni camera di commercio dei capoluoghi di regione e nelle province autonome di Trento e Bolzano. E’ composta da 3 membri effettivi e 3 membri supplenti. Il segretario generale della camera di commercio competente per territorio in funzione dell’ubicazione della sede legale dell’impresa richiedente l’intervento dell’esperto, provvede ad inoltrare alla commissione incaricata della nomina una comunicazione avente ad oggetto la richiesta di assistenza inoltrata dall’imprenditore. Successivamente all’accettazione dell’incarico, l’esperto procede alla verifica delle condizioni e delle iniziative da intraprendere per giungere ad una positiva conclusione della vicenda.

Quest’ultimo nell’esercizio dell’incarico ricevuto, tra l’altro, interviene per agevolare le trattative tra l’imprenditore, i creditori e gli altri soggetti eventualmente interessati. Acquisiti tutti gli elementi utili, individua una soluzione per il superamento delle condizioni previste all’articolo 12, comma 1, ossia uno squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che ne rendono probabile la crisi o l’insolvenza. Tra le soluzioni applicabili è prevista anche quella del trasferimento dell’impresa o di un ramo di essa.

L’individuazione di una soluzione idonea

Nell’eventualità in cui all’esito delle trattative sia stata individuata una soluzione idonea al superamento della crisi, di cui al più volte citato articolo 12, comma 1, le parti sono chiamate alla formalizzazione della conclusione positiva della vicenda.

In tale evenienza, si rende applicabile, una delle previsioni di cui all’articolo 23, comma 1, e cioè:

  • concludere un contratto, con uno o più creditori, che produce gli effetti di cui all’articolo 25-bis, comma 1 se, secondo la relazione dell’esperto di cui all’articolo 17, comma 8, è idoneo ad assicurare la continuità aziendale per un periodo non inferiore a due anni;
  • concludere la convenzione di moratoria di cui all’articolo 62;
  • concludere un accordo sottoscritto dall’imprenditore, dai creditori e dall’esperto che produce gli effetti di cui agli articoli 166, comma 3, lettera d), e 324. Con la sottoscrizione dell’accordo l’esperto dà atto che il piano di risanamento appare coerente con la regolazione della crisi o dell’insolvenza.

Ognuna delle precedenti previsioni produce, rispettivamente, gli effetti che seguono:

  • In caso di esito positivo delle trattative, ai sensi dell’articolo 17, comma 8, l’esperto:” (…) redige una relazione finale che inserisce nella piattaforma e comunica all‘imprenditore (…). Eseguiti gli adempimenti di cui al primo periodo, l‘esperto dà comunicazione al segretario generale della camera di commercio per l’archiviazione dell’istanza di composizione negoziata (…) “.
  • La conclusione della convenzione di moratoria di cui all’articolo 62 tra un imprenditore, anche non commerciale, ed i suoi creditori, finalizzata a disciplinare gli effetti della crisi ed avente ad oggetto la dilazione delle scadenze dei crediti, la rinuncia agli atti o la sospensione delle azioni esecutive, in deroga agli articoli1372 e 1411 del Codice civile, esplica efficacia anche nei confronti dei creditori non aderenti che appartengono alla stessa categoria.
  • In caso di conclusione dell’accordo sottoscritto dalle parti interessate, questo produce, rispettivamente:
    • la non assoggettabilità all’ azione revocatoria a tutela delle seguenti attività eventualmente poste in essere dall’imprenditore: ” (…) gli atti, i pagamenti effettuati e le garanzie concesse su beni del debitore posti in essere in esecuzione del piano attestato di cui all’articolo 284 e in esso indicati. L’esclusione non opera in caso di dolo o colpa grave dell’attestatore o dolo o colpa grave del debitore, quando il creditore ne era a conoscenza al momento del compimento dell’atto, del pagamento o della costituzione della garanzia. L’esclusione opera anche con riguardo all’azione revocatoria ordinaria (…)”;
    • l’esenzione dai reati di bancarotta di cui all’articolo 324 del codice della crisi, il quale precisa quanto segue: “Le disposizioni di cui agli articoli 322, comma 3 e 323 non si applicano ai pagamenti e alle operazioni compiuti in esecuzione di un concordato preventivo o di accordi di ristrutturazione dei debiti omologati o degli accordi in esecuzione del piano attestato ovvero del concordato minore omologato ai sensi dell’articolo 80, nonché ai pagamenti e alle operazioni di finanziamento autorizzati dal giudice a norma degli articoli 99, 100 e 101”.

Qualora, invece, al termine delle trattative non sia stata individuata alcuna delle soluzioni in precedenza elencate, l’imprenditore può optare per una di quelle previste al comma 2, lettere a), b), c) e d), cioè:

  • predisporre il piano attestato di risanamento di cui all’articolo 56;
  • domandare l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi degli articoli 57, 60 e 61. La percentuale di cui all’articolo 61, comma 2, lettera c), è ridotta al 60 per cento se il raggiungimento dell’accordo risulta dalla relazione finale dell’esperto;
  • proporre la domanda di concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio di cui all’articolo 25-sexies;
  • accedere ad uno degli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza disciplinati dal presente codice, dal decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270 o dal Decreto Legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39.

L’imprenditore agricolo

Il Codice della crisi dedica alcune disposizioni all’imprenditore agricolo che, al pari di quello commerciale, può trovarsi in una situazione di temporanea crisi.

Difatti, viene previsto che l’imprenditore agricolo che si trovi in una delle ipotesi previste dall’articolo 12, possa accedere agli strumenti di cui all’articolo 25-quater, comma 4.

Questo articolo, rubricato “Imprese sotto soglia”, prevede, in linea di massima, lo stesso procedimento di accesso e conclusione con esito positivo esposto in precedenza e puntualmente dettagliato ai commi 1, 2 e 3 del medesimo articolo.

Qualora, invece, dalle trattative intercorse non sia stato raggiunto un accordo, l’imprenditore potrà:

  • proporre la domanda di concordato minore di cui all’articolo 74;
  • chiedere la liquidazione controllata dei beni ai sensi dell’articolo 268;
  • proporre la domanda di concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio di cui all’articolo 25-sexies;
  • per la sola impresa agricola, domandare l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi degli articoli 57, 60 e 61.

Misure premiali

Dal momento di accettazione dell’incarico da parte dell’esperto per la verifica dei presupposti per una rapida soluzione della vicenda e fino alla conclusione delle trattative che portino ad una delle soluzioni previste dall’articolo 23, commi 1 e 2, lettera b), all’imprenditore vengono riconosciute le seguenti misure premiali:

  • per tutto il periodo di gestione della procedura della crisi gli interessi che maturano sui debiti tributari dell’imprenditore sono ridotti alla misura legale;
  • le sanzioni tributarie, per le quali è prevista l’applicazione in misura ridotta in caso di pagamento entro un determinato termine dalla comunicazione dell’ufficio che le irroga, sono ridotte alla misura minima se il termine di pagamento scade dopo la presentazione dell’istanza di cui all’articolo 17;
  • le sanzioni e gli interessi sui debiti tributari sorti prima del deposito dell’istanza di cui all’articolo 17 e oggetto della composizione negoziata sono ridotti della metà nelle ipotesi previste dall’articolo 23, comma 2.
  • In caso di pubblicazione nel registro delle imprese del contratto di cui all’articolo 23, comma 1, lettera a), e dell’accordo di cui all’articolo 23, comma 1, lettera c), l’Agenzia delle entrate concede all’imprenditore che lo richiede, con istanza sottoscritta anche dall’esperto, un piano di rateazione fino ad un massimo di settantadue rate mensili delle somme dovute e non versate a titolo di imposte sul reddito, ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta, imposta sul valore aggiunto, imposta sulle attività produttive non ancora iscritte a ruolo, e relativi accessori. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. La sottoscrizione dell’esperto costituisce prova dell’esistenza della temporanea situazione di obiettiva difficoltà.

l ‘imprenditore decade automaticamente dal beneficio della rateazione anche in caso di successivo deposito di ricorso ai sensi dell’articolo 40, in caso di apertura della procedura di liquidazione giudiziale o della liquidazione controllata, di accertamento dello stato di insolvenza oppure in caso di mancato pagamento anche di una sola rata alla sua scadenza.

  • Dalla pubblicazione nel registro delle imprese del contratto e dell’accordo di cui all’articolo 23, comma 1, lettre a) e c), o degli accordi di cui all’articolo 23, comma 2, lettera b), si applicano gli articoli 88, comma 4-ter, e 101, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto de Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
  • Nel caso di successiva apertura di liquidazione giudiziale o di liquidazione controllata o nel caso di accertamento dello stato di insolvenza, gli interessi e le sanzioni sono dovuti senza le riduzioni di cui ai commi 1 e 2 .

Conclusioni

Appare evidente che per poter beneficiare delle misure premiali previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, il debitore dovrà porre in essere tutte le iniziative volte a prevenire l’aggravarsi della crisi stessa e procedere tempestivamente alla sua risoluzione. Questo, a parere di chi scrive, non significa che il debitore o l’imprenditore debba quotidianamente logorarsi per la verifica delle prescrizioni di cui agli articoli 3 e 12 del Codice; dovrà, invece, dotarsi di tutti gli strumenti idonei al fine di rilevare tempestivamente lo stato di crisi. E’ necessario che tale crisi, come dianzi evidenziato, sia persistente ed irreversibile, non rilevando la temporanea difficoltà, riconducibile il più delle volte a semplici evidenze. Contrariamente all’imprenditore/debitore che si comporti in ossequio alla disciplina appena esaminata, chi non provveda alla tempestiva soluzione di un potenziale stato di insolvenza di cui sia a conoscenza, prolungando tale situazione, subirà tutte le conseguenze derivanti dall’applicazione delle norme di cui al D.Lgs. n. 14/2019.

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