La leva finanziaria

Il rapporto tra capitale di terzi e mezzi propri è noto come leva finanziaria. Si usa il termine leva in quanto l’indebitamento di terzi consente di moltiplicare le potenzialità dei progetti che sarebbero molto limitate se si ricorresse solo al proprio patrimonio. La leva, fungendo da moltiplicatore, può provocare effetti molto positivi o molto negativi a seconda dei risultati che si otterranno. La leva finanziaria misura quindi, da un lato l’opportunità e dall’altra la rischiosità delle iniziative imprenditoriali.

di Giuseppe Toccoli – Dottore commercialista in Trento

Premessa

In genere, il denaro preso in prestito consente di “far leva” rispetto alle proprie disponibilità; consente cioè di realizzare degli investimenti che altrimenti non sarebbero consentiti se si utilizzassero solamente le proprie risorse.

Quanto più un paese è progredito tanto più le sue istituzioni (politiche e bancarie) mettono in campo le occasioni per consentire agli imprenditori di ricorrere al credito, fare leva finanziaria e realizzare gli investimenti.

Un’azienda per finanziare il proprio capitale investito (attivo) utilizza mezzi propri (patrimonio netto) e mezzi di terzi (debiti a breve e a medio termine) come si vede nello schema che segue

LO STATO PATRIMONIALE RICLASSIFICATO

LIMLIQUIDITÀ IMMEDIATEEIMESIGIBILITÀ IMMEDIATEMEZZI DI TERZI
LIDLIQUIDITÀ DIFFERITEEIDESIGIBILITÀ DIFFERITEMEZZI DI TERZI
LITOTALE LIQUIDITÀ (LIM+LID)PCPASSIVO CORRENTE (EIM+EID)MEZZI DI TERZI
DISDISPONIBILITÀPCOPASSIVITÀ CONSOLIDATEMEZZI DI TERZI
ACATTIVO CORRENTE (LI+DIS)PATOTALE PASSIVO (PC+PCO)MEZZI DI TERZI
IIMIMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NETTECSCAPITALE SOCIALEMEZZI PROPRI
IMAIMMOBILIZZAZIONI MATERIALI NETTERIRISERVEMEZZI PROPRI
IFIIMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE NETTERERISULTATO D’ESERCIZIOMEZZI PROPRI
IMTOTALE IMMOBILIZZAZIONI (IIM+IMA+IFI)PNPATRIMONIO NETTO (CS+RI+RE)MEZZI PROPRI
ATTOTALE ATTIVO (AC+IM)PeNPASSIVO E NETTO (PA+PN)MEZZI PROPRI

Ogni volta che si decide di incrementare l’attivo, ad esempio con nuovi investimenti, si deve ricorrere alla provvista finanziaria decidendo il mix tra mezzi propri e mezzi di terzi. La leva finanziaria, quindi continua a cambiare nel tempo a seconda degli incrementi marginali di debito e mezzi propri.

Come si determina la leva finanziaria

La leva finanziaria misura la proporzione tra le due fonti di finanziamento.

La leva finanziaria si ottiene quindi dal rapporto esistente tra l’indebitamento di terzi ed i mezzi propri e si esprime come segue:

Questo indicatore patrimoniale ha due finalità importanti:

  • in primo luogo, funge da moltiplicatore della redditività aziendale per la proprietà: tanto più è elevato il rapporto tanto maggiore è la redditività dei mezzi propri;
  • in secondo luogo, misura la rischiosità finanziaria aziendale: quanto più è elevata la leva finanziaria, tanto più alta è la rischiosità aziendale che si misura nella probabilità di non poter più pagare i debiti.

La leva finanziaria quale moltiplicatore della redditività aziendale

Per comprendere meglio il concetto di leva finanziaria quale moltiplicatore della redditività aziendale dobbiamo riprendere velocemente alcuni importanti indicatori: il R.O.E., il R.O.I. e il R.O.D.

IL RENDIMENTO DEL CAPITALE NETTO (RETURN ON EQUITY)

L’obiettivo di questo indicatore è quello di esprimere il rendimento vantato dal singolo socio al fine dell’esercizio, a fronte del suo apporto di capitale nel patrimonio aziendale.

IL RENDIMENTO DEL CAPITALE INVESTITO (RETURN ON INVESTMENTS)

Questo indicatore, esprime la redditività dell’intero capitale investito; è un indicatore che consente di valutare da un lato la redditività aziendale e dall’altro l’efficienza nell’utilizzo del capitale investito.

IL COSTO DEL CAPITALE DI TERZI

Questo indicatore misura l’onerosità media dei finanziamenti ottenuti da terzi.

E’ intuitivo capire che la remunerazione per il socio, rappresentato dal R.O.E. dipende dalla redditività aziendale e cioè, dal R.O.I. Diventa conseguentemente importante comprendere qual è il fattore che può far aumentare o diminuire questa dipendenza.

La relazione finanziaria esistente tra R.O.I. e R.O.E. viene sintetizzata dalla formula che segue che ha esprime il moltiplicatore per il R.O.E.

R.O.E. = R .O.I. + (R.O.I. – ROD) x Leva finanziaria (D /MP)

Da questa relazione emerge che il R.O.E. sarà tanto più elevato:

  • quanto più ampia sarà la differenza tra il R.O.I. ed il R.O.D. e
  • quanto maggiore sarà l’indebitamento di terzi rispetto al Patrimonio netto.

ESEMPIO

Nell’esempio che segue si riportano due aziende simili. L’azienda B utilizza maggiormente la leva finanziaria rispetto all’azienda A. Economicamente, l’azienda B sostiene maggiori interessi passivi a seguito del maggior indebitamento, minori oneri fiscali e registra un utile comunque più basso rispetto all’azienda A.

AZIENDA AAZIENDA B
STATO PATRIMONIALE
a)TOTALE ATTIVO50.000,0050.000,00
b)CAPITALE DI TERZI10.000,0040.000,00
c)MEZZI PROPRI40.000,0010.000,00
a)TOTALE PASSIVO E NETTO50.000,0050.000,00
CONTO ECONOMICO
d)VALORE PRODUZIONE50.000,0050.000,00
e)COSTI OPERATIVI40.000,0040.000,00
f)REDDITO OPERATIVO10.000,0010.000,00
g)INTERESSI PASSIVI500,002.000,00
h)IMPOSTE2.850,002.400,00
h)UTILE NETTO6.650,005.600,00
INDICATORI
R.O .E.h / c16,6%56,0%
R.O.I.f / a20,0%20,0%
R.O.D.g / b5,0%5,0%
ROI -ROD15,0%15,0%
LEVA FINANZIARIA (D/CP)b / c0,254,00

A parità di Redditività aziendale (ROI) e di costo del denaro (ROD) l’unico elemento che varia tra le due aziende è la leva finanziaria (per l’azienda A è pari a 0,25, mentre per l’azienda B è pari a 4).

Il differenziale di leva finanziaria porta ad un effetto moltiplicativo notevole per l’azienda B: il ROE è pari a 56% contro il 16,6% dell’azienda A.

La leva finanziaria quale misura del rischio aziendale

Si è visto che attraverso l’effetto di leva gli imprenditori possono incrementare il loro business anche se i capitali a disposizione sono ridotti e riescono ad ottenere maggiori redditività all’aumentare del grado di indebitamento. Questo però funziona solamente nelle ipotesi che le cose vadano bene e cioè quando il differenziale tra il ROI e il costo del denaro è positivo

Cosa succede se questo non si verifica?

Riprendendo l’esempio precedente ipotizziamo un calo di fatturato per entrambe le aziende con conseguente risultati economici negativi.

STATO PATRIMONIALE
a)TOTALE ATTIVO50.000,0050.000,00
b)CAPITALE DI TERZI10.000,0040.000,00
c)MEZZI PROPRI40.000,0010.000,00
a)TOTALE PASSIVO E NETTO50.000,0050.000,00
CONTO ECONOMICO
d)VALORE PRODUZIONE40.000,0040.000,00
e)COSTI OPERATIVI40.000,0040.000,00
f)REDDITO OPERATIVO
g)INTERESSI PASSIVI500,002.000,00
h)IMPOSTE
h)UTILE NETTO– 500,00– 2.000,00
INDICATORI
R.O.E. (*)h / c-1,3%-20,0%
R.O. I.f / a0,0%0,0%
R.O.D.g / b5,0%5,0%
D/CPb / c0,254,00
(*) R. O.E. =R.O.I. + (R.O.I. – R.O.D.) x D/CP

In questo caso l’effetto moltiplicatore della leva finanziaria ha un effetto negativo e le aziende meno capitalizzate risultano le più penalizzate.

Questo è il motivo per cui il rapporto di leva finanziaria (D/CP) viene preso in grande considerazione sia nell’elaborazione dei rating aziendali che nei cosiddetti early warnings, negli indicatori cioè che monitorano i segnali di crisi aziendale.Conclusioni

La leva finanziaria è il rapporto che esprime la potenzialità finanziaria dell’azienda soprattutto nei periodi di sviluppo. Per contro, la leva finanziaria misura la rischiosità patrimoniale che diventa tanto più rilevante quanto più l’azienda si trova in una situazione di mercato negativa (stagnazione o contrazione).