I crediti d’imposta per le imprese “energivore” / “non energivore” e i nuovi chiarimenti dell’Agenzia

Recentemente l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti, sottoforma di FAQ, in merito all’ambito applicativo delle agevolazioni connesse alle spese sostenute per l’energia elettrica consumata dalle imprese “energivore” / “non energivore” nel primo e secondo trimestre 2022.
In particolare i chiarimenti riguardano:
– l’ambito soggettivo / oggettivo dei bonus;
– la determinazione del bonus spettante;
– la cedibilità dei crediti d’imposta maturati.

Come noto, al fine di mitigare gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico, a favore delle imprese “energivore” e “non energivore” il Legislatore ha previsto i seguenti benefici:

  • art. 15, DL n. 4/2022, c.d. “Sostegni-ter” a favore delle imprese “energivore” pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022 (1.1 – 31.3.2022), a condizione che i costi per kW/h della componente energia elettrica, calcolati sulla base della media dell’ultimo trimestre 2021, al netto di imposte e sussidi, abbiano subito un incremento superiore al 30% rispetto allo stesso periodo del 2019, valutato anche tenendo conto di eventuali contratti di fornitura di durata stipulati dall’impresa (utilizzabile in compensazione tramite il mod. F24, codice tributo “6960”, anno di riferimento “2022”);
  • art. 4, DL n. 17/2022, c.d. “Decreto Energia” a favore delle imprese “energivore” pari al 25% (così aumentato dall’art. 5, comma 1, DL n. 21/2022) delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022 (1.4 – 30.6.2022), a condizione che i costi per kW/h della componente energia elettrica, calcolati sulla base della media del primo trimestre 2022, al netto di imposte e sussidi, abbiano subito un incremento d superiore al 30% rispetto allo stesso periodo del 2019 (utilizzabile in compensazione tramite il mod. F24, codice tributo “6961”, anno di riferimento “2022”);
  • art. 3, DL n. 21/2022, c.d. “Decreto Ucraina” a favore delle imprese non “energivore” pari al 15% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022 (1.4 – 30.6.2022), a condizione che i costi per kW/h della componente energia elettrica, calcolati sulla base della media del primo trimestre 2022 al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, hanno subìto un incremento del costo per kW/h superiore al 30% relativo al primo trimestre 2019 (utilizzabile in compensazione tramite il mod. F24, codice tributo “6963”, anno di riferimento “2022”).

Con riferimento ai predetti benefici l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 13.5.2022, n. 13/E ha fornito gli opportuni chiarimenti in merito all’ambito soggettivo / oggettivo e all’utilizzo / cedibilità degli stessi (Informativa SEAC 18.5.2022, n. 163.

Successivamente, la stessa Agenzia, con il Provvedimento 30.6.2022 ha approvato il modello utilizzabile per comunicare la cessione a terzi dei predetti crediti d’imposta, in alternativa all’utilizzo in compensazione nel mod. F24 (Informativa SEAC 13.7.2022, n. 226).

Ora, con la Circolare 11.7.2022, n. 25/E l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti, sottoforma di FAQ, relativamente ai benefici in esame.

In particolare, merita evidenziare i seguenti chiarimenti:

  • anche le imprese iscritte nell’elenco per il 2022 con la “sessione suppletiva” possono beneficiare del bonus per i costi sostenuti a gennaio 2022, nella misura prevista per le “energivore”, ancorché l’iscrizione nell’elenco decorra dall’1.2 (rilevante per la decorrenza dell’agevolazione sugli oneri generali);
  • il costo medio per kW/h va determinato dal rapporto tra il totale della componente energia elettrica (prezzo + perdite + commercializzazione + dispacciamento, anche se non indicate nel prezzo della componente energia) e il consumo effettivo del trimestre;
  • in presenza di più contatori, per determinare la media di riferimento devono essere considerati tutti gli acquisti di energia elettrica del trimestre. Il credito d’imposta può essere determinato sulla base della singola fattura, a prescindere che sia riferito al singolo POD (contatore) o sia cumulativa per impresa;
  • il costo medio per kW/h va calcolato sulla base dei consumi effettivi relativi al trimestre di riferimento; i consumi stimati, eventualmente fatturati in acconto dai gestori, non possono essere considerati;
  • per calcolare il costo medio per kW/h non va considerata l’IVA;
  • la c.d. Asos prevista per le imprese energivore non costituisce un “sussidio” rilevante ai fini del calcolo del costo medio (la stessa rappresenta una riduzione dei soli oneri generali di sistema);
  • per determinare la media di riferimento devono essere considerati tutti gli acquisti di energia elettrica del trimestre. Il credito d’imposta può essere determinato sulla base della singola fattura, a prescindere che sia riferita al singolo POD o sia cumulativa per impresa;
  • è possibile beneficiare del bonus anche in relazione all’energia elettrica acquistata da un produttore, senza passare dalla rete pubblica, sulla base delle fatture emesse dal fornitore di energia elettrica;
  • per poter riscontrare i dati relativi all’energia elettrica consumata e alle relative spese sostenute possono essere utilizzate le c.d. fatture di cortesia (nelle quali è riportato il dettaglio delle singole voci) in aggiunta alle fatture elettroniche alle quali si riferiscono. Ciò sia per il calcolo dell’incremento del costo medio per kW/h (requisito d’accesso) sia per determinare l’ammontare della spesa sostenuta (rilevante per calcolare il bonus spettante);
  • non è possibile beneficiare del bonus per i consumi effettivi fatturati nel 2022.

LE FAQ DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

CREDITI D’IMPOSTA ACQUISTO ENERGIA ELETTRICA: REQUISITI SOGGETTIVI
1.1 – Iscrizione nell’elenco delle imprese energivore con la sessione suppletiva
Si chiede di chiarire se le aziende che sono incluse nell’elenco delle imprese “energivore” mediante sessione suppletiva – le quali, pertanto, beneficiano delle agevolazioni tariffarie sugli oneri generali di sistema soltanto a partire dal mese di febbraio – possano richiedere il credito d’imposta per l’acquisto dell’energia elettrica consumata anche per i costi sostenuti nel mese di gennaio.
Ai sensi dell’art. 15, DL n. 4/2022 accedono al beneficio fiscale le imprese a forte consumo di energia elettrica di cui al Decreto MISE 21.12.2017. Al riguardo, nella Circolare 13.5.2022, n. 13/E è chiarito che tali imprese devono risultare regolarmente e definitivamente inserite nell’elenco di cui al comma 1 dell’art. 6 del suddetto Decreto, per l’anno 2022, ossia quello relativo al periodo oggetto di agevolazione.
A tal fine, si precisa che la “sessione suppletiva” consente, ai soggetti che non rispettino il termine perentorio previsto per la presentazione delle dichiarazioni da parte delle imprese “energivore”, di richiedere comunque entro i primi mesi dell’anno l’attribuzione della classe di agevolazione relativa agli oneri generali di sistema applicabile al medesimo anno, con decorrenza in questo caso dall’1.2 anziché dall’1.1 come avviene per le imprese “energivore” che presentano la dichiarazione nella sessione ordinaria (negli ultimi mesi dell’anno precedente).Al riguardo, si ritiene che rientrino nel beneficio in commento anche le imprese iscritte nell’elenco per il 2022 con la “sessione suppletiva” e, conseguentemente, il credito d’imposta può essere fruito anche per i costi sostenuti a gennaio 2022, nella misura prevista per le “energivore”. La data dell’1.2 rileva, infatti, solo ai fini della decorrenza dell’agevolazione sugli oneri generali, che risulta autonoma e differente rispetto all’agevolazione di cui trattasi.
CREDITI D’IMPOSTA ACQUISTO ENERGIA ELETTRICA: REQUISITI OGGETTIVI
2.1 – Nozione di “componente energia”
Il costo delle garanzie di origine (per l’energia da fonti rinnovabili) va conteggiato sia in sede di verifica dei requisiti di accesso al credito d’imposta che nel calcolo del credito d’imposta?
Le garanzie di origine remunerano la certezza della provenienza da fonti rinnovabili dell’energia elettrica consumata e si ritiene che il relativo costo rientri in quello della componente energia elettrica. Il costo sostenuto per le garanzie di origine è, quindi, da considerarsi in ogni caso parte della componente energia, anche se queste siano riportate in una voce separata della medesima fattura, nell’ambito di un contratto di fornitura, e non inglobate nel prezzo specifico della stessa. In quanto tale, è da conteggiare sia in sede di verifica dei requisiti di accesso al diritto al credito sia nel calcolo dell’effettivo credito d’imposta spettante.
2.2 – Modalità di calcolo del costo medio
Il costo medio del kW/h sulla base del quale si calcola l’aumento del 30% si conteggia tenendo conto del rapporto tra totale della componente energia elettrica, così come identificata dalla Circolare 13.5.2022, n. 13/E (ossia prezzo, più perdite, più commercializzazione, più dispacciamento), relativa al trimestre di riferimento, e il quantitativo consumato nel medesimo trimestre?
Si conferma che il costo medio del kW/h sulla base del quale si calcola l’aumento del 30% si determina tenendo conto del rapporto tra totale della componente energia elettrica (prezzo, più perdite, più commercializzazione, più dispacciamento, anche ove tali componenti non siano distintamente indicate nel prezzo della componente energia) e il consumo effettivo del trimestre.
2.3 – Clienti “multisito”
Nel caso di clienti “multisito”, il confronto tra il costo medio della “componente energia elettrica” del primo trimestre 2019 e quella relativa al primo trimestre 2022 deve essere effettuato complessivamente o confrontando tra loro le singole utenze?
Il confronto tra il costo medio della “componente energia elettrica” dei trimestri di riferimento deve essere effettuato complessivamente e non tra le singole utenze.
2.4 – Rilevanza dell’IVA ai fini del credito d’imposta
Si chiede conferma che l’IVA applicata sulla componente energia consumata nel secondo trimestre non vada considerata ai fini del calcolo dell’incremento superiore al 30% nel raffronto tra costo medio del primo trimestre 2021 e costo medio del primo trimestre 2019, presupposto di applicazione del beneficio, mentre vada considerata nel calcolo del beneficio spettante; vale a dire che la percentuale del credito d’imposta debba essere calcolata sulla ” spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica “, IVA inclusa, del secondo trimestre dell’anno.
Sia in riferimento al calcolo del costo medio ai fini del raffronto tra il primo trimestre 2021 e il primo trimestre 2019, che con riguardo all’ammontare della spesa sostenuta per l’acquisto dell’energia elettrica consumata, a cui parametrare il credito d’imposta in esame, non si tiene conto delle relative imposte e, in particolare dell’IVA, atteso che occorre considerare il costo della sola “componente energetica”, indicata in fattura al netto delle imposte.
2.5 – Dispacciamento
Si chiede se nel calcolo del costo medio per kW/h della componente energia, rilevante ai fini della verifica dell’incremento del costo sostenuto e della determinazione del credito d’imposta spettante, occorra valorizzare il dispacciamento sulla base dell’aggiornamento trimestrale ARERA rilevante o possa essere applicato il costo del dispacciamento stabilito dal contratto firmato col fornitore, eventualmente difforme rispetto alla sopra menzionata tariffazione.
Nel calcolo dell’anzidetto costo medio per kW/h della componente energia, ai fini del calcolo dell’incremento del costo e della determinazione del credito d’imposta, occorre valorizzare il dispacciamento sulla base del costo effettivo dell’energia applicato dal fornitore.
Si ritiene, pertanto, che, qualora la voce dispacciamento sia indicata a parte in fattura, essa vada considerata e che, qualora sia inglobata nel prezzo della componente energia, debba essere computato direttamente solo tale prezzo, senza valorizzare il dispacciamento sulla base dei riferimenti di ARERA.
2.6 – Sussidi
Si chiede se debba includersi tra i sussidi – al netto dei quali occorre considerare la spesa per la materia energia ai fini della verifica dei requisiti di accesso all’agevolazione – anche l’agevolazione prevista per le imprese “energivore” per la riduzione degli oneri generali di sistema (tale agevolazione consiste in una riduzione della componente tariffaria c.d. Asos a copertura degli oneri generali per il supporto alle fonti rinnovabili). Come precisato nella Circolare 13.5.2022, n. 13/E, paragrafo 1.1, per “sussidio” si intende qualsiasi beneficio economico (fiscale e non fiscale) conseguito dall’impresa “energivora”, a copertura totale o parziale della componente energia elettrica e ad essa direttamente collegata. Si tratta, in particolare, di sussidi riconosciuti in euro/MWh ovvero in conto esercizio sull’energia elettrica.
L’agevolazione relativa alla componente c.d. Asos è riconosciuta alle “energivore” in riduzione dei soli oneri generali di sistema, che non rientrano nella componente energia elettrica. Considerato quanto sopra esposto, si evidenzia che l’agevolazione Asos non è da ritenersi inclusa tra i sussidi che rilevano ai fini del calcolo del costo medio.
2.7 – Rilevanza di imposte e sussidi
Si chiede di chiarire come considerare imposte e sussidi ai fini del calcolo del costo medio e dei crediti d’imposta energetici.
La disciplina normativa in commento riguardante le imprese “energivore” e “non energivore” prevede, ai fini del calcolo del costo medio, che i costi per kW/h per la componente energia elettrica siano determinati al netto delle imposte e degli eventuali sussidi.
Tale ultima modalità, normativamente prevista solo con riferimento alla verifica dell’incremento del costo medio come requisito di accesso al beneficio, va interpretata nel senso che il raffronto tra il costo medio dei due trimestri di riferimento debba avvenire avendo riguardo al costo sostenuto per l’acquisto della componente energetica, senza tener conto delle imposte eventualmente versate (già comprese in fattura in una diversa categoria di voci) e detraendo dallo stesso il valore di eventuali sussidi ricevuti.
Ai fini del calcolo del credito d’imposta, invece, come chiarito con la Circolare 13.5.2022, n. 13/E, si considera spesa agevolabile quella sostenuta per l’acquisto della componente energetica (costituita dai costi per l’energia elettrica, il dispacciamento e la commercializzazione), ad esclusione di ogni onere accessorio, diretto e/o indiretto, indicato in fattura diverso dalla componente energetica.
Ne consegue, quindi, che le imposte (già indicate in una categoria separata in fattura), anche in tal caso, non devono essere considerate nella base imponibile ai fini del calcolo del credito d’imposta e che eventuali sussidi non devono essere detratti dalla spesa sostenuta, in quanto la norma non prevede tale ipotesi.
Si rammenta, tuttavia, che il credito d’imposta, per espressa previsione normativa, è cumulabile con altre agevolazioni (tra cui i sussidi) che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto.
CALCOLO DEL CREDITO D’IMPOSTA
3.1 – Utilizzo valore del prezzo unico nazionale
Come si può compensare il credito maturato su base mensile senza attendere la chiusura del trimestre di riferimento? È possibile utilizzare il valore del prezzo unico nazionale dei mesi precedenti la dichiarazione e l’autoconsumo degli stessi mesi, andando poi a conguaglio alla chiusura del trimestre?
Ai sensi dell’art. 4, comma 2, DL n. 17/2022, il credito d’imposta, riconosciuto alle imprese “energivore” con riferimento alla spesa per l’energia elettrica prodotta e dalle stesse autoconsumata nel secondo trimestre 2022, è determinato con riguardo al prezzo convenzionale dell’energia elettrica, pari alla media del prezzo unico nazionale dell’energia elettrica relativa al medesimo trimestre. Con la Circolare 13.5.2022, n. 13/E, paragrafo 2.2, è stato precisato che la produzione e l’autoconsumo devono essere comprovati mediante idonea documentazione, che ne attesti l’effettiva corrispondenza quantitativa. In base al comma 2 dell’art. 4 del citato Decreto, ai fini della determinazione del credito d’imposta spettante, oltre al dato quantitativo relativo all’energia prodotta e autoconsumata, è necessario, altresì, far riferimento al ” prezzo convenzionale dell’energia elettrica, pari alla media, relativa al secondo trimestre 2022, del prezzo unico nazionale dell’energia elettrica “.Considerato che la media del prezzo unico dell’energia elettrica relativa al secondo trimestre 2022 costituisce un dato determinabile solo alla fine del trimestre di riferimento, si è dell’avviso che il credito d’imposta spettante possa essere determinato solo alla conclusione del medesimo periodo.
Ne consegue che non è possibile utilizzare il dato del valore del prezzo unico nazionale dell’energia elettrica autoconsumata relativo ai periodi antecedenti il secondo trimestre 2022.Nella presente fattispecie, quindi, per l’individuazione del momento di spettanza del credito d’imposta e del relativo utilizzo deve attendersi la chiusura del trimestre di riferimento.
3.2 – Molteplicità di POD
Nel caso di un’impresa dotata di più contatori di energia elettrica (di potenza sia superiore sia inferiore a 16,5 kW), i calcoli ai fini della media di riferimento e del credito d’imposta devono essere considerati per ogni POD o cumulativamente per società?
Per determinare la media di riferimento, i calcoli devono essere considerati cumulativamente per ogni impresa, tenendo conto di tutti gli acquisti di energia elettrica effettuati nel trimestre di riferimento. Il calcolo del credito d’imposta, invece, può essere determinato sulla base della singola fattura, a prescindere dal fatto che questa sia riferita al singolo POD o che sia considerata cumulativamente per società. Resta fermo che l’accesso al beneficio fiscale relativamente all’energia elettrica consumata è subordinato alla titolarità di almeno un POD di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW.
3.3 – Vendita di energia elettrica senza ricorso alla rete pubblica
Si chiede se anche in caso di vendita di energia elettrica effettuata senza passare dalla rete pubblica, il soggetto cessionario possa utilizzare, ai fini dell’agevolazione in commento, la fattura pervenuta dal soggetto produttore di energia.
La norma, ai fini della determinazione e della spettanza del credito d’imposta, non prevede che la vendita di energia elettrica debba essere effettuata attraverso la rete pubblica. Si ritiene, pertanto, che la vendita di energia elettrica, senza passare dalla rete pubblica, da parte di un soggetto produttore di energia a favore di un’impresa “energivora non sia ostativa al riconoscimento del beneficio fiscale in esame, al ricorrere dei previsti requisiti oggettivi e soggettivi debitamente documentati, sulla base delle fatture emesse dall’impresa fornitrice di energia elettrica.
3.4 – Obblighi/documenti certificativi
Con la Circolare 13.5.2022, n. 13/E, al paragrafo 1.2, si precisa che ” alle imprese che soddisfano i requisiti sopra esposti (soggettivo e oggettivo) e che siano in possesso della relativa documentazione certificativa spetta un credito d’imposta … “. Si chiedono chiarimenti su eventuali obblighi “certificativi”.
Per “documentazione certificativa” – a cui fa riferimento la Circolare – s’intende la documentazione probatoria di cui il contribuente deve essere in possesso per finalità sia di verifica della sussistenza dei requisiti sia del calcolo del credito d’imposta spettante. Si tratta, nello specifico, delle fatture di acquisto ricevute in relazione alle spese per l’energia elettrica consumata ovvero, in caso di autoproduzione e autoconsumo di energia elettrica, delle fatture di acquisto del combustibile utilizzato a tal fine nonché delle misurazioni registrate dai relativi contatori o delle risultanze della contabilità industriale.
3.5 – Fatture di cortesia
L’art. 3, comma 1, DL n. 21/2022 stabilisce che l’acquisto della “componente energia” debba essere ” comprovato mediante fatture d’acquisto “. In caso di fatturazione elettronica, si chiede se le spese per l’acquisto di energia possano essere comprovate mediante le c.d. fatture di cortesia.
Si fa presente che le fatture devono riferirsi a consumi effettivi del periodo di competenza del credito d’imposta e il relativo costo deve essere effettivamente sostenuto, nonché documentato. Per potere riscontrare i dati relativi all’energia elettrica consumata e alle relative spese sostenute, le fatture devono necessariamente riportare il dettaglio delle singole voci, con la conseguenza che potranno essere utilizzate, a tal fine, anche le c.d. fatture di cortesia, in aggiunta alle fatture elettroniche alle quali ineriscono, atteso che le prime sono univocamente connesse alle seconde.
Le considerazioni sopra esposte trovano applicazione sia ai fini del calcolo dell’incremento del costo medio in misura superiore al 30%, come requisito di accesso al beneficio, sia con riguardo alla spesa sostenuta per l’acquisto della “componente energetica” a cui parametrare l’agevolazione in esame.
3.6 – Effettività dei dati di consumo
Si chiede se, in caso di possesso di una fattura con consumi reali per il mese di aprile e maggio 2022 e con consumi stimati per il mese di giugno 2022, sia possibile calcolare il credito per i mesi di aprile e maggio e compensare il credito del mese restante in date successive oppure sia necessario attendere il dato dei consumi effettivi del trimestre.
Come già precisato nella FAQ pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate in data 11.4.2022 e nella Circolare 13.5.2022, n. 13/E, l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta è consentito in un momento antecedente rispetto alla conclusione del trimestre di riferimento, a condizione che, nel rispetto di tutti gli altri requisiti previsti dalle norme a tal fine applicate, le spese per l’acquisto dell’energia elettrica consumata, con riferimento alle quali è calcolato il credito d’imposta spettante, possano considerarsi sostenute, secondo i criteri di cui all’art. 109, TUIR, nel predetto trimestre e il loro sostenimento sia documentato mediante il possesso delle fatture di acquisto.
Nella Circolare 13.5.2022, n. 13/E, paragrafo 1.2, alla nota n. 7, è, altresì, precisato che il credito d’imposta, per espressa previsione normativa, è calcolato sulla base dei consumi effettivi relativi al trimestre di riferimento. I consumi stimati, eventualmente fatturati in acconto dai gestori, non potranno essere presi in considerazione; in tali casi occorre che si faccia riferimento ai consumi effettivi indicati nelle fatture di conguaglio, limitatamente ai mesi oggetto della norma.
Nella fattispecie in esame, pertanto, il credito d’imposta può essere calcolato e utilizzato in compensazione limitatamente ai mesi di aprile e maggio, se in possesso della relativa fattura, che attesti i consumi effettivi. Per il mese di giugno, invece, è necessario attendere il dato relativo ai consumi reali.
3.7 – Fattura emessa dopo il 31.12.2022
Si chiede, nel caso in cui il fornitore emetta fattura sulla base di dati reali dopo il 31.12.2022, come il cliente possa procedere per ottenere il credito d’imposta.
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 9, DL n. 21/2022, il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente ” entro la data del 31 dicembre 2022 “. Il cliente non può beneficiare dell’agevolazione in esame in relazione ai consumi effettivi fatturati successivamente a tale data.
CEDIBILITÀ DEL CREDITO
4.1 – Modalità di fruizione del credito d’imposta maturato
Si chiede di sapere quale sia la modalità di fruizione del credito d’imposta maturato e, in particolare, cosa si intenda per utilizzo “solo per intero” del credito stesso, così come indicato dagli artt. 9 e 3, comma 3, DL n. 21/2022.
La previsione che il credito sia cedibile solo “per intero”, come stabilito dagli artt. 9 e 3, comma 3, DL n. 21/2022, implica che l’ammontare cedibile sia quello maturato nell’ambito del trimestre di riferimento. Ne consegue, quindi, che l’utilizzo parziale di ciascun credito in compensazione, correlato alla singola fattura, impedisce la cessione della restante quota di credito trimestrale.
Si rileva, in proposito, che in data 30.6.2022, con Provvedimento prot. n. 253445, sono state previste le ” modalità di attuazione delle disposizioni relative alla cessione e alla tracciabilità dei crediti d’imposta riconosciuti in relazione agli oneri sostenuti per l’acquisto di prodotti energetici “. In particolare, al punto 2.2 è stabilito che ” l’utilizzo di uno dei suddetti crediti in compensazione tramite modello F24, da parte del beneficiario, non consente a quest’ultimo di effettuare la cessione di quel determinato credito “.

Documenti correlati

Normativa

  • Decreto Legge 21/03/2022 n.21 art.9
  • Decreto Legge 21/03/2022 n.21 art.3
  • Decreto Legge 01/03/2022 n.17 art.4
  • Decreto Legge 27/01/2022 n.4 art.15