Efficacia delle disposizioni fiscali estesa a tutti gli ETS iscritti nel RUNTS

Le disposizioni tributarie si rendono applicabili dal periodo d’imposta successivo a quello in cui, oltre all’operatività del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), già acclarata nel mese di novembre 2021, verrà rilasciata l’autorizzazione della Commissione UE rispetto ad alcune misure regolate dal medesimo codice, di cui al comma 2 dell’art. 104 del D.Lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo Settore – CTS).
Dal 1° gennaio 2018, in deroga a questo principio di carattere generale, e fino al citato periodo di entrata in vigore delle disposizioni fiscali, alle Organizzazioni lucrative di utilità sociale (ONLUS), alle Organizzazioni di volontariato (ODV) e alle Associazioni di promozione sociale (APS) iscritte nei registri di riferimento, si applicano le disposizioni individuate al comma 1 del citato art. 104, come, per esempio, il “social bonus”, le agevolazioni in tema di imposte indirette e tributi locali e in tema di erogazioni liberali.
In conseguenza all’operatività del RUNTS non era chiaro se le disposizioni operative, in via transitoria, potessero essere applicate anche agli enti diversi da quelli espressamente indicati i quali, conseguita l’iscrizione al nuovo Registro, possono qualificarsi a tutti gli effetti come Enti del Terzo Settore (ETS).
Pertanto, al fine di evitare ingiustificate disparità di trattamento, integrando il comma 1 dell’art. 104 del D.Lgs. n. 117/2017, l’art. 26 del D.L. n. 73/2022 (cosiddetto decreto “Semplificazioni Fiscali”) ha previsto che la detta disciplina transitoria si rende applicabile a decorrere dall’operatività del RUNTS, agli enti che si iscrivono al medesimo registro e, di conseguenza, non esclusivamente e limitatamente alle ONLUS, alle ODV e alle APS.

di Fabrizio G. Poggiani*

Premessa

Com’è stato appena indicato, con la novità introdotta dal comma 1 dell’art. 26 del D.L. 21 giugno 2022, n. 73 (decreto “Semplificazioni Fiscali”), le disposizioni di carattere tributario, di cui al Titolo X del D.Lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo Settore) si applicheranno, dal periodo successivo al via libera della Commissione UE, dopo l’avvenuta operatività del RUNTS, a tutti gli enti che si iscrivono nel Registro nazionale degli Enti del Terzo Settore (RUNTS).

C’è, quindi, un totale riallineamento legislativo che estende anche gli enti diversi dalle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), dalle Organizzazioni di volontariato (ODV) e dalle Associazioni di promozione sociale (APS), che si iscrivono al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), l’applicazione in via transitoria delle disposizioni agevolative fino alla piena efficacia relative alla disciplina fiscale degli Enti del Terzo Settore.

La previsione, come detto, è stata inserita nel comma 1 dell’art. 104 del D.Lgs. n. 117/2017 dall’art. 26 citato del D.L. 21 giugno 2022 n. 73, da convertire in Legge entro il 20 agosto 2022.

Art. 104 – Entrata in vigore

1. Le disposizioni di cui agli articoli 77, 78, 81, 82, 83 e 84, comma 2, 85 comma 7 e dell’articolo 102, comma 1, lettere e), f) e g) si applicano in via transitoria a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 e fino al periodo d’imposta di entrata in vigore delle disposizioni di cui al titolo X secondo quanto indicato al comma 2, alle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 iscritte negli appositi registri, alle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e alle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano previsti dall’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383. Le disposizioni richiamate al primo periodo si applicano, a decorrere dall’operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore, agli enti del Terzo settore iscritti nel medesimo Registro.

2. Le disposizioni del titolo X, salvo quanto previsto dal comma 1, si applicano agli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore a decorrere dal periodo di imposta successivo all’autorizzazione della Commissione europea di cui all’articolo 101, comma 10, e, comunque, non prima del periodo di imposta successivo di operatività del predetto Registro .

3. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

In base al comma 1 del citato art. 104 del Codice del Terzo settore, si applicano in via transitoria, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 (in linea di principio, quindi, dal 1° gennaio 2018) e fino al periodo di entrata in vigore del Titolo X del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. n. 117/2017) – a ONLUS, ODV e APS iscritte negli appositi registri le seguenti misure di natura essenzialmente tributaria previste dal medesimo codice:

  • titoli di solidarietà, di cui all’art. 77 del D.Lgs. n. 117/2017;
  • regime fiscale del “Social Lending” (tipologia di prestito tra privati con utilizzo di portali on line), di cui all’art. 78 del D.Lgs. n. 117/2017;
  • “Social bonus”, di cui all’art. 81 del D.Lgs. n. 117/2017;
  • esenzioni e agevolazioni ai fini delle imposte indirette e dei tributi locali, di cui all’art. 82 del D.Lgs. n. 117/2017;
  • deduzioni e detrazioni per erogazioni liberali, di cui all’art. 83 del D.Lgs. n. 117/2017;
  • esenzione IRES per gli immobili adibiti esclusivamente alle attività non commerciali di ODV e APS, di cui al comma 2 dell’art. 84 e comma 7 dell’art. 85 del D.Lgs. n. 117/2017;
  • abrogazione di talune disposizioni del Testo unico delle imposte sui redditi (D.P.R. n. 917/1986), con particolare riferimento alle detrazioni d’imposta e alle deduzioni dal reddito previgenti l’entrata in vigore del Codice del Terzo Settore, ai sensi delle lettere e), f) e g) del comma 1 dell’art. 102 del D.Lgs. n. 117/2017.

Il comma 2 dell’art. 104 del D.Lgs. n. 117/2017 (CTS) prevede, inoltre, che le disposizioni fiscali di cui al Titolo X del D.Lgs. n. 117/2017 si applicheranno dal periodo d’imposta successivo a quello in cui, oltre all’operatività del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, sancita lo scorso novembre 2021 a cura del Decreto ministeriale 26 ottobre 2021 n. 561, verrà rilasciata l’autorizzazione della Commissione UE rispetto ad alcune misure regolate dal medesimo codice e indicate dal comma 10 dell’art. 101 del D.Lgs. n. 117/2017).

Art. 101 – Norme transitorie e di attuazione
[…]
10. L’efficacia delle disposizioni di cui agli articoli 77, 79, comma 2-bis (5), 80 e 86 è subordinata , ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, all’autorizzazione della Commissione europea, richiesta a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Come anticipato, pertanto, stante l’indicazione puntuale della norma, in seguito dell’operatività del RUNTS, si era posta la questione se le disposizioni operative, in via transitoria, come indicate, potessero essere applicate anche agli enti diversi da quelli espressamente indicati i quali, una volta ottenuta l’iscrizione al RUNTS, possono qualificarsi a tutti gli effetti come Enti del Terzo settore (ETS).

Peraltro, l’identificazione degli enti destinatari della disciplina transitoria con il richiamo ai registri, di cui alla Legge n. 266/1991 (Organizzazioni di volontariato) e alla Legge n. 383/2000 (Associazioni di promozione sociale), appariva già superato dalle disposizioni riformatrici, in relazione all’abrogazione di detti registri a cura del comma 4 dell’art. 102 del D.Lgs. n. 117/2017.

Con riferimento, invece, alle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) si evidenzia che l’elenco non è stato più aggiornato, anche per agevolare la relativa trasmigrazione nel RUNTS, ma rimane ancora attivo fino al periodo d’imposta successivo a quello in cui perverrà la citata autorizzazione UE, a decorrere dalla quale l’intera disciplina di favore dei soggetti che hanno assunto la detta qualifica sarà definitivamente abrogata, ai sensi del comma 2, del medesimo art. 102 del CTS.

L’operatività del Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS)

Il registro è stato istituito con le disposizioni contenute nell’art. 45 del D.Lgs. 117/2017 al fine di inserire, in un elenco pubblico accessibile a tutti gli interessati, gli enti che hanno deciso e/o decideranno di entrare a far parte della famiglia degli Enti del Terzo Settore (ETS), che rappresentano i nuovi soggetti operanti nel comparto del “non profit”, naturalmente aderendo alla relativa disciplina.

La riforma è stata introdotta in via modulata ma, all’avverarsi delle condizioni relative all’operatività del RUNTS e al rilascio dell’autorizzazione UE, la stessa prenderà definitivamente corpo e sarà applicata in tutta la sua ampiezza ed efficacia.

Peraltro, l’atteso via libera dell’UE rende inevitabile lo spostamento in avanti della data di partenza effettiva, con la conseguenza che, allo stato attuale, se la Commissione UE fornisse entro la fine di questo anno (2022) la citata autorizzazione, soltanto a partire dal 1° gennaio 2023 si realizzerebbe la completa riforma, per quanto indicato anche dalle disposizioni in precedenza richiamate.

L’art. 53 del D.Lgs. 117/2017 ha disposto che “entro un anno dall’entrata in vigore” del CTS, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali doveva emanare specifico decreto per stabilire le regole relative a iscrizione e funzionamento, coinvolgendo anche le Regioni e province autonome per quanto riguarda i relativi provvedimenti amministrativi e con il medesimo provvedimento doveva essere disciplinato il passaggio delle Organizzazioni di volontariato (ODV) e delle Associazioni di promozione sociale (APS), di cui all’art. 54 del D.Lgs. n. 117/2017, rubricato “Trasmigrazione dei registri esistenti” ; l’attuazione è avvenuta, com’è noto, con il Decreto ministeriale 15 settembre 2020 n. 106, con il quale è stato disciplinato il popolamento iniziale del RUNTS.

Con l’emanazione del Decreto direttoriale 26 ottobre 2021 n. 5614 è stata disposta la data di avvio per la trasmigrazione automatica dei dati relativi a ODV e APS (23 novembre 2021), mentre dal giorno successivo quello dal quale tutti gli altri enti avevano la possibilità di iscriversi nel RUNTS per acquisire la qualifica di Ente del Terzo Settore, come le ONLUS non destinatarie della trasmigrazione “automatica”.

L’art. 34 del D.M. 106/2020 ha disposto che, per le ONLUS, l’Agenzia delle Entrate dovesse eseguire una specifica comunicazione, dei dati e delle informazioni inerenti, direttamente al RUNTS ma con riferimento esclusivo a quelle iscritte alla data del 22 novembre 2021 e, di conseguenza, l’elenco di tutte le ONLUS iscritte a tale data è stato pubblicato sul sito internet dell’Agenzia stessa.

Dal giorno successivo, di fatto, non è stato più possibile iscriversi all’anagrafe delle ONLUS, per l’acquisizione della relativa qualifica, anche se il comma 29 dell’art. 34 del D.M. 106/2020 ha fatti salvi gli effetti della presentazione delle domande con la conseguenza che, in caso di esito positivo, gli enti richiedenti sono comunicati al RUNTS.

Si ricorda, peraltro, che l’operatività del RUNTS, da un lato, riguarda le ODV e le APS per i quali enti viene stabilita la data di trasmigrazione automatica nel RUNTS e dall’altro riguarda tutti gli enti diversi, con l’eccezione delle ONLUS, per le quali vengono fornite le indicazioni e modalità per l’iscrizione al detto RUNTS.

Naturalmente, con riferimento all’iscrizione automatica degli enti che sono in possesso della natura giuridica di ODV e APS, l’ufficio del RUNTS procederà al controllo dei requisiti richiesti, ai sensi delle disposizioni contenute nell’art. 54 del D.Lgs. 117/2017.

Gli effetti tributari derivanti dall’operatività del RUNTS e dal via libera dell’UE

Dal punto di vista tributario, quindi, posto il riallineamento avvenuto grazie al decreto “Semplificazioni fiscali”, si rende necessario verificare quali regimi e/o agevolazioni siano applicabili nel corso del regime transitorio, in relazione anche al fatto che, per esempio, tutti i regimi forfettari previsti dal d.lgs. 117/2017 e destinati agli ETS iscritti nel RUNTS sono inapplicabili a causa dell’attesa autorizzazione della Commissione UE.

È opportuno evidenziare, però, che attualmente ci sono delle disposizioni di carattere tributario che sono già entrate in vigore e che, di conseguenza, devono ritenersi pienamente operative, giacché non necessitavano di alcuna autorizzazione.

Si tratta, in particolare, delle norme indicate dal comma 1 dell’art. 104 del D.Lgs. n. 117/2017, che ne ha previsto l’applicazione in via transitoria già a partire dal 1° gennaio 2018 e fino al periodo di imposta di completa entrata in vigore del codice citato, esclusivamente a cura delle ODV, APS e ONLUS regolarmente iscritte nei rispettivi registri o albi.

Norma di riferimento del D.Lgs. 117/2017Oggetto della disposizione
Titoli di solidarietà (art. 77)Emissione di titoli di solidarietà a cura degli istituti di credito autorizzati a sostegno agli ETS. Si tratta di obbligazioni e altri titoli di debito non subordinati, non convertibili, non scambiabili, con scadenza non inferiore a 36 mesi
Social Lending (art. 78)Ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, da parte di gestori di piattaforme “PEER TO PEER LENDING”, sui redditi di capitale corrisposti a persone fisiche che abbiano erogato prestiti attraverso piattaforme e destinati al finanziamento e sostegno di attività, ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. 117/2017
Social Bonus (art. 81)Credito d’imposta del 65% delle erogazioni liberali in denaro effettuate da parte di persone fisiche e del 50% se effettuate da enti e società in favore degli ETS che hanno presentato un progetto di recupero di mobili e immobili confiscati a criminalità organizzata, assegnati agli stessi e utilizzati esclusivamente per attività istituzionale.Limite 15% del reddito per persone fisiche ed enti non commerciali e 5 per mille se titolari di reddito d’impresa
Imposte indirette e
tributi locali
(art. 82)
Esenzione imposta successioni e donazioni, ipocatastali per trasferimenti a titolo gratuito a favore ETS (escluse le imprese sociali in forma societaria) e utilizzati esclusivamente per finalità dell’ente.Imposta di registro e ipocatastali fisse in caso di costituzione e modifiche statutarie, comprese operazioni straordinarie.Esenzione per gli atti imposti da norme di legge.Esenzione imposta di bollo per tutti gli atti emessi e richiesti da ETS.Esenzione da IMU per gli ETS non commerciali per immobili destinati a finalità istituzionali.Riduzione o esenzione TARI e altri tributi locali in base a delibere. Riduzione o esenzione IRAP.Esenzione ISI se la comunicazione alla SIAE è presentata anteriormente all’inizio della manifestazione.
Detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali (art. 83)Detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali a favore di ETS di natura non commerciale, effettuate da parte di persone fisiche e giuridiche.
Redditi derivanti dagli immobili(comma 2, art. 84 e comma 7, art. 85)Esenzione dall’IRES dei redditi derivanti dagli immobili di proprietà di ODV e APS per l’esercizio dell’attività istituzionale.
Abrogazioni di talune disposizioni relative a deduzioni e detrazioni (lett. e, f, g, comma 1,
art. 102)
Abrogazione della deducibilità dal reddito ai fini IRPEF delle erogazioni liberali in denaro fino ad euro 1.549,37 o 2% del reddito d’impresa dichiarato, a favore delle APS iscritte nei relativi registri

Abrogazione della detrazione IRPEF delle erogazioni liberali in denaro per importo non superiore a euro 2.065,82 a favore delle APS iscritte nei relativi registri

Abrogazione della detrazione IRPEF dei contributi associativi versati da soci di società di mutuo soccorso per un importo non superiore a euro 1.291,14

Per effetto delle disposizioni contenute nell’art. 53 del D.Lgs. 117/2017, tali norme perdono la transitorietà e diventano definitivamente operative, perché le ODV e le APS acquisiscono la qualifica di ETS.

Per le ONLUS, invece, la situazione è diversa in relazione all’assenza di una trasmigrazione di tipo automatico, con la conseguenza che si ritiene che la disposizione resti transitoria, nell’ulteriore considerazione che l’Anagrafe delle ONLUS sarà definitivamente abrogata dopo l’autorizzazione della Commissione UE.

Le norme di favore indicate, al contrario, non risultavano fruibili per gli altri Enti del Terzo settore, anche se già iscritti nel RUNTS, per quanto disposto dal comma 2 dell’art. 104 del D.Lgs. 117/2017; situazione sanata con la modifica in commento.

Gli effetti tributari in considerazione della tipologia dell’ente

Con riferimento specifico alle Organizzazioni di volontariato (ODV), delle Associazioni di promozione sociale (APS) e delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) si conferma, per quanto detto, che le stesse sono già destinatarie delle norme agevolative indicate.

Di conseguenza, attualmente e per detti enti, non si riscontrano variazioni sostanziali nella normativa fiscale di riferimento e, quindi, non trova applicazione la parte rimanente delle disposizioni fiscali del Titolo X – “Regime fiscale degli enti del Terzo Settore” – del D.Lgs. n. 117/2017, per effetto dell’attesa autorizzazione della Commissione UE, rimanendo in vigore le disposizioni tributarie delle specifiche normative speciali.

Considerazioni simili anche per gli enti del mondo sportivo dilettantistico associazioni o Società sportive dilettantistiche), i quali, a prescindere dall’assunzione o meno della qualifica di Enti del Terzo Settore (ETS), tutta da valutare, potranno, continuare a applicare, in via esclusiva, le disposizioni di cui alla Legge n. 398/1991 e le disposizioni, di cui al comma 3, dell’art. 148 del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR) nonché le disposizioni IVA, di cui al comma 4, dell’art. 4 del D.P.R. n. 633/1972, con particolare riferimento, in tal caso, all’esclusione da IVA delle operazioni effettuate, in conformità alle finalità istituzionali, nei confronti dei soci, associati o partecipanti.

Peraltro, sempre per questi enti sportivi, le disposizioni agevolative indicate non subiscono modifiche nemmeno per effetto delle disposizioni introdotte con il D.Lgs. n. 28 febbraio 2021 n. 36 (Riforma dello Sport).

Le imprese sociali, di cui al D.Lgs. n. 112/2017, con esclusione delle società cooperative sociale che fanno riferimento alle disposizioni della legge 391/1991, possono godere di talune misure fiscali agevolate, tra cui quella relativa alla detassazione integrale degli utili reinvestiti nell’attività interna dell’impresa sociale, di cui all’art. 18 del D.Lgs. 112/2017; anche in tal caso, è necessario il via libera della Commissione UE.

Peraltro, le imprese sociali, con eccezione delle cooperative sociali, che godono di talune agevolazioni specifiche, sono soggette alla normativa ordinaria, sia ai fini dell’imposizione diretta sia ai fini IVA, stante la loro acclarata natura commerciale di tutta l’attività esercita.

Nell’ambito degli enti non commerciali, non qualificabili nelle tipologie in precedenza enunciate, tra i quali rientrano a pieno titolo gli enti costituiti in forma di associazione, si rendono applicabili le disposizioni del D.P.R. n. 917/1986 e del D.P.R. n. 633/1972 e, sebbene ancora per poco, ovvero fino al via libera della Commissione UE, al ricorrere dei relativi presupposti, il regime forfetario, destinato alle associazioni sportive, di cui alla Legge n. 398/1991.

La stessa indicazione deve essere fornita per le fondazioni e per gli enti non commerciali minori (comitati, in primis), che non possono applicare le disposizioni di cui alla Legge n. 398/1991.

Il nuovo regime di esenzione IVA e il rinvio al 2021

Preliminarmente, si evidenzia che con le disposizioni, di cui al comma 15-quater dell’art. 5 del D.L. 21 ottobre 2021 n. 146 (decreto “Fisco e lavoro”), convertito con modificazioni dalla Legge 17 dicembre 2021 n. 215, è stato modificato il regime IVA delle prestazioni di servizi e delle cessioni di beni a esse correlate, effettuate, in conformità alle finalità istituzionali, nei confronti dei soci, associati o partecipanti, dalle associazioni politiche, sindacali, di categoria, religiose, assistenziali, culturali, di promozione sociale, di formazione extra-scolastica della persona e sportive dilettantistiche.

La novità, valida esclusivamente per l’ambito IVA, modifica il testo dell’art. 4 del D.P.R. n. 633/1972 (decreto IVA), integrando l’art. 10 (operazioni esenti) del medesimo decreto, prevedendo l’attrazione di tali operazioni nel regime di esenzione da IVA, in totale sostituzione del regime di esclusione dall’assoggettamento al tributo attualmente in vigore.

Art. 5 – Disposizioni urgenti in materia fiscale

15-quater. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 , sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 4:

1) al quarto comma, le parole da: “, ad esclusione di quelle” fino a: “organizzazioni nazionali” sono soppresse;

2) al quinto comma, le parole: “, escluse le pubblicazioni delle associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona cedute prevalentemente ai propri associati” nonché le parole: “le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate in occasione di manifestazioni propagandistiche dai partiti politici rappresentati nelle assemblee nazionali e regionali” sono soppresse;

3) i commi sesto, settimo e ottavo sono abrogati;



b) all’articolo 10, dopo il terzo comma sono aggiunti i seguenti: “L’esenzione dall’imposta si applica inoltre alle seguenti operazioni, a condizione di non provocare distorsioni della concorrenza a danno delle imprese commerciali soggette all’IVA:

1) le prestazioni di servizi e le cessioni di beni ad esse strettamente connesse, effettuate in conformità alle finalità istituzionali da associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona, a fronte del pagamento di corrispettivi specifici, o di contributi supplementari fissati in conformità dello statuto, in funzione delle maggiori o diverse prestazioni alle quali danno diritto, nei confronti di soci, associati o partecipanti, di associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale, nonché dei rispettivi soci, associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali;

2) le prestazioni di servizi strettamente connesse con la pratica dello sport o dell’educazione fisica rese da associazioni sportive dilettantistiche alle persone che esercitano lo sport o l’educazione fisica ovvero nei confronti di associazioni che svolgono le medesime attività e che per legge, regolamento o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale, nonché dei rispettivi soci, associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali;

3) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate in occasione di manifestazioni propagandistiche dagli enti e dagli organismi di cui al numero 1) del presente comma, organizzate a loro esclusivo profitto;

4) la somministrazione di alimenti e bevande nei confronti di indigenti da parte delle associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui all’articolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell’interno, sempreché tale attività di somministrazione sia strettamente complementare a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e sia effettuata presso le sedi in cui viene svolta l’attività.

Le disposizioni di cui al quarto comma si applicano a condizione che le associazioni interessate abbiano il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge, e si conformino alle seguenti clausole, da inserire nei relativi atti costitutivi o statuti redatti nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, ovvero alle corrispondenti clausole previste dal codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117:

1) obbligo di devolvere il patrimonio dell’ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo e salva diversa destinazione imposta dalla legge;

2) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente ogni limitazione in funzione della temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d’età il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione;

3) obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie;

4) eleggibilità libera degli organi amministrativi; principio del voto singolo di cui all’articolo 2538, secondo comma, del codice civile; sovranità dell’assemblea dei soci, associati o partecipanti e criteri di loro ammissione ed esclusione; criteri e idonee forme di pubblicità delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti; è ammesso il voto per corrispondenza per le associazioni il cui atto costitutivo, anteriore al 1° gennaio 1997, preveda tale modalità di voto ai sensi dell’articolo 2538, ultimo comma, del codice civile e sempreché le stesse abbiano rilevanza a livello nazionale e siano prive di organizzazione a livello locale;

5) intrasmissibilità della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilità della stessa.

Le disposizioni di cui ai numeri 2) e 4) del quinto comma non si applicano alle associazioni religiose riconosciute dalle confessioni con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, nonché alle associazioni politiche, sindacali e di categoria”.

L’esenzione da IVA viene prevista a condizione che essa non provochi distorsioni della concorrenza a danno delle imprese commerciali soggette all’IVA, nonché subordinatamente alla presenza negli atti costitutivi o statuti degli enti associativi interessati di specifiche clausole dirette a garantire il rispetto del principio di democraticità.

Per effetto della complessità applicativa e le difficoltà operative, il legislatore ha previsto lo slittamento dell’applicazione della norma al 1° gennaio 2024, e tale rinvio riguarda anche la possibilità, introdotta dal comma 15-quater dell’art. 5 del D.L. n. 146/2021 per le sole ODV e APS con ricavi commerciali annui non superiori a 65.000 euro, di applicare, ai soli fini IVA, il regime forfetario di cui alla Legge 190/2014 (regime forfetario), al fine di consentire a tali enti di non addebitare l’IVA a titolo di rivalsa per le operazioni effettuate, esonerandoli contestualmente dalla gran parte degli obblighi strumentali previsti dal D.P.R. n. 633/1972, ma anche di non detrarre l’imposta assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti di beni e servizi.

L’applicazione effettiva della norma appare anche condizionata allo stato di avanzamento della richiesta di autorizzazione alla Commissione UE in relazione alle norme del D.Lgs. n. 117/2017.

Pertanto, risulta evidente che, ai fini IVA e almeno per il momento (2022), non sono state introdotte modifiche sostanziali e, quindi, niente cambia per la generalità degli Enti del Terzo Settore.

* Dottore commercialista e pubblicista.

Fonte Seac spa