Decreto Semplificazioni – Le principali novità fiscali – Parte II

Nel presente contributo proseguiamo l’esame delle principali novità fiscali contenute nel Decreto Semplificazioni.

di Pierluigi Antonini – Avvocato, Dottore di ricerca in diritto tributario

Come ormai noto, dal 22 giugno è in vigore il D.L. n. 73/2022, c.d. Decreto Semplificazioni. Nel primo contributo a commento del Decreto, ci siamo occupati di un primo gruppo di semplificazioni di estremo rilievo, vale a dire:

  • soppressione dell’obbligo di vidimazione quadrimestrale dei repertori (articolo 1);
  • dematerializzazione della scheda per la scelta della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille nel caso di 730 presentato tramite sostituto d’imposta (articolo 2);
  • modifiche al calendario fiscale (articolo 3);
  • modifica del domicilio fiscale stabilito dall’amministrazione (articolo 4);
  • erogazione dei rimborsi agli eredi (articolo 5);
  • disposizioni in materia di dichiarazione dei redditi precompilata (articolo 6);
  • modifica della validità dell’attestazione per i contratti di locazione a canone concordato (articolo 7);
  • estensione del principio di derivazione rafforzata alle micro imprese e disposizioni in materia di errori contabili (articolo 8);
  • abrogazione della disciplina delle società in perdita sistematica e dell’addizionale IRES (articolo 9);

Completiamo ora l’analisi con le altre novità di rilievo tributario:

  • semplificazioni in materia di dichiarazione IRAP (articolo 10);
  • rinvio dei termini per l’approvazione della modulistica dichiarativa (articolo 11);
  • modifica della disciplina in materia di esterometro (articolo 12);
  • decorrenza della misura sanzionatoria per omessa o errata trasmissione delle fatture relative alle operazioni transfrontaliere (articolo 13);
  • termine per la richiesta di registrazione degli atti in termine fisso (articolo 14);
  • ampliamento del servizio telematico di pagamento dell’imposta di bollo (articolo 15);
  • semplificazioni del monitoraggio fiscale sulle operazioni di trasferimento attraverso intermediari bancari e finanziari ed altri operatori (articolo 16);
  • modifiche alla disciplina IVA delle prestazioni rese ai ricoverati e agli accompagnatori dei ricoverati (articolo 18);
  • semplificazioni in materia di modelli di dichiarazione IMU per gli enti non commerciali (articolo 19);
  • proroga del meccanismo dell’inversione contabile (articolo 22);
  • disposizioni in materia di ricerca e sviluppo di farmaci e certificazione del credito ricerca, sviluppo e innovazione (articolo 23);
  • disposizioni in materia di indici sintetici di affidabilità fiscale (articolo 24);
  • proroga dei termini in materia di registrazione degli aiuti di Stato COVID-19 nel Registro nazionale aiuti, della presentazione della dichiarazione IMU anno di imposta 2021 (articolo 35).

Semplificazioni in materia di dichiarazione IRAP

Premesso che, a detta di molti, la vera semplificazione in materia di IRAP consisterebbe con la sua abrogazione, il Decreto in esame, non potendo arrivare a tanto, si limita a semplificare le modalità di deduzione dal valore della produzione IRAP dell’intero costo relativo al personale dipendente a tempo indeterminato, deduzione introdotta a partire dal 2015.

Occorre ricordare che, fino alle modifiche che ci accingiamo ad esaminare, era possibile dedurre, in tutto o in parte, solo alcune componenti di costo sulla base di disposizioni speciali introdotte nel corso degli anni e circoscritte a determinate categorie di dipendenti (es. disabili o impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo).

Quanto venne introdotta la deduzione del costo relativo al personale a tempo indeterminato, il legislatore non ha abrogato o modificato le predette deduzioni speciali, optando invece per una deduzione generale quantificata “per differenza” rispetto a quanto già dedotto attraverso le deduzioni speciali.

Con la semplificazione in commento, viene riformulata la disposizione che regola la deduzione del costo del lavoro a tempo indeterminato, elevandola a rango di disposizione generale; tale deduzione sarebbe svincolata dall’operare delle deduzioni speciali preesistenti applicabili al rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che sarebbero quindi abrogate in modo da semplificare la determinazione del valore della produzione e l’attività di compilazione dei modelli dichiarativi.

Rinvio dei termini per l’approvazione della modulistica dichiarativa

Come noto, la modulistica dichiarativa è fissata da appositi provvedimenti amministrativi che devono essere approvati entro precise date.

Ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, ad esempio, è previsto che le dichiarazioni siano redatte, a pena di nullità, su modelli conformi a quelli approvati entro il 31 gennaio con provvedimento amministrativo, da utilizzare per le dichiarazioni dei redditi e del valore della produzione relative all’anno precedente.

I provvedimenti di approvazione del modello di dichiarazione dei sostituti d’imposta e dei modelli di dichiarazione semplificata per dipendenti e pensionati sono emanati entro il 15 gennaio dell’anno in cui i modelli stessi devono essere utilizzati.

I modelli di dichiarazione, le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati sono resi disponibili in formato elettronico dall’Agenzia delle entrate entro il 15 febbraio.

Con la modifica in commento, è previsto che per l’approvazione dei modelli di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, della dichiarazione dei sostituti d’imposta e delle dichiarazioni semplificate per dipendenti e pensionati, viene fissato come nuovo termine l’ultimo giorno del mese di febbraio.

Conseguentemente e coerentemente, per la messa a disposizione in formato elettronico dei modelli di dichiarazione, delle relative istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati, il nuovo termine è fissato all’ultimo giorno del mese di febbraio.

Modifica della disciplina in materia di esterometro

L’articolo 12 del Decreto modifica il D.Lgs. n. 127/2015 (decreto sulla fatturazione elettronica) ampliando le ipotesi di esonero dalla presentazione del c.d. “esterometro” per le operazioni di importo singolarmente non superiore ad euro cinquemila relative ad acquisti di beni e servizi non rilevanti territorialmente ai fini IVA in Italia ai sensi degli articoli 7 a 7-octies, D.P.R. n. 633/1972.

Ne consegue che i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato devono essere trasmessi telematicamente all’Agenzia delle entrate dai soggetti passivi1, tranne nelle seguenti ipotesi:

  • operazioni documentate da bollette doganali;
  • operazioni documentate da emissione o ricezione di fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel richiamato comma 3, D.Lgs. n. 127/2015;
  • operazioni, purché di importo singolarmente non superiore ad euro cinquemila, relative ad acquisti di beni e servizi non rilevanti territorialmente ai fini IVA in Italia ai sensi degli articoli da 7 a 7-octies, D.P.R. n. 633/1972.

Decorrenza della misura sanzionatoria per omessa o errata trasmissione delle fatture relative alle operazioni transfrontaliere

Con la disposizione normativa in commento, il legislatore persegue la finalità di coordinare la decorrenza della misura sanzionatoria per omessa o errata trasmissione delle fatture relative alle operazioni transfrontaliere con quella prevista con il connesso adempimento.

Per effetto della modifica, decorrere dal 1° luglio 2022, in caso di omissione o errata trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere, effettuate, si applicherà la sanzione amministrativa di 2 euro per ciascuna fattura, entro il limite massimo di 400 euro mensili.

La sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di 200 euro per ciascun mese, se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alle scadenze stabilite dall’articolo 1, comma 3-bis, D.Lgs. n. 127/2015.

Termine per la richiesta di registrazione degli atti in termine fisso

L’articolo 14 del Decreto Semplificazioni amplia il termine entro il quale richiedere la registrazione, nonché la denuncia di eventi successivi, relativamente agli atti che vi sono soggetti in termine fisso e formati in Italia, portandolo da 20 a 30 giorni, al fine di garantire un lasso temporale maggiore per l’espletamento degli adempimenti ed allineare le disposizioni vigenti con il termine più ampio già previsto per alcune tipologie di atti, come i contratti di locazione.

Ampliamento del servizio telematico di pagamento dell’imposta di bollo

Alla luce del sempre più ampio utilizzo dei servizi digitali da parte della Pubblica Amministrazione, in relazione ai quali si rende talora necessario il pagamento dell’imposta di bollo, al fine di accelerare la trasformazione digitale dei servizi della Pubblica Amministrazione, semplificare e agevolare l’uso delle tecnologie tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione, il Decreto Semplificazioni prevede che con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, d’intesa con il Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, possa essere esteso l’utilizzo del servizio @e.bollo ad ulteriori tipologie di atti e provvedimenti.

Semplificazioni del monitoraggio fiscale sulle operazioni di trasferimento attraverso intermediari bancari e finanziari ed altri operatori

L’articolo 1, comma 1, D.L. n. 167/1990, nella sua attuale formulazione, prevede la trasmissione da parte degli intermediari bancari e finanziari, che intervengono nei trasferimenti da o verso l’estero di strumenti di pagamento, dei dati conservati ai fini della normativa antiriciclaggio di importo pari o superiore a 15.000 euro, indipendentemente dal fatto che si tratti di un’operazione unica o di più operazioni che appaiono collegate per realizzare un’operazione frazionata.

La modifica in esame coordina gli obblighi di comunicazione di cui al citato articolo 1, con i nuovi obblighi di conservazione disposti dalla normativa in materia antiriciclaggio di cui al D.Lgs. n. 231/2001.

Nel dettaglio, quindi, la norma interviene sull’articolo 1, comma 1, D.L. n. 167/1990 in materia di monitoraggio fiscale modificando l’importo di riferimento per l’individuazione delle operazioni oggetto di trasmissione dei dati ed eliminando il riferimento alle operazioni cosiddette “frazionate”.

Ne deriva che, per l’invio delle comunicazioni all’Agenzia delle entrate, gli intermediari bancari e finanziari sono tenuti a prendere in considerazione le operazioni pari o superiori a 5.000 eurosenza dover individuare le operazioni frazionate.

Modifiche alla disciplina IVA delle prestazioni rese ai ricoverati e agli accompagnatori dei ricoverati

La disposizione in parola amplia il dettato normativo dell’articolo 10, comma 1, n. 18), D.P.R n. 633/1972, in tema di esenzione IVA.

In particolare, l’articolo 10, nella versione ante modifiche, esenta dall’imposta sul valore aggiunto “le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell’articolo 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, ovvero individuate con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro delle finanze”.

La modifica in oggetto estende l’esenzione anche all’ipotesi in cui la prestazione sanitaria costituisce una componente di una prestazione di ricovero e cura resa alla persona ricoverata da un soggetto diverso da quelli di cui al numero 19), quali:

  • enti ospedalieri;
  • cliniche e case di cura convenzionate;
  • società di mutuo soccorso con personalità giuridica e
  • enti del Terzo settore di natura non commerciale.

Più in dettaglio tale esenzione si applicherebbe quando “il soggetto a sua volta acquista la prestazione sanitaria presso un terzo e per l’acquisto trova applicazione l’esenzione; in questo caso l’imposta non si applica alla prestazione di ricovero e cura fino a concorrenza del corrispettivo dovuto da tale soggetto al terzo”.

Il Decreto, inoltre, interviene modificando anche il punto 120) della Tabella A, parte III, che elenca tutti i beni e i servizi soggetti all’aliquota del 10 per cento.

L’aliquota IVA ridotta, dunque, che si applica a “prestazioni rese ai clienti alloggiati nelle strutture ricettive di cui all’articolo 6 della legge 17 maggio 1983, n. 217, e successive modificazioni nonché prestazioni di maggiore comfort alberghiero rese a persone ricoverate in istituti”, è estesa anche ai seguenti casi:

  • prestazioni di ricovero e cura, comprese le prestazioni di maggiore comfort alberghiero, diverse da quelle esenti ai sensi dell’articolo 10;
  • prestazioni di alloggio rese agli accompagnatori delle persone ricoverate da enti ospedalieri; cliniche e case di cura convenzionate; società di mutuo soccorso con personalità giuridica; enti del Terzo settore di natura non commerciale, e da case di cura non convenzionate.

Semplificazioni in materia di modelli di dichiarazione IMU per gli enti non commerciali

La norma è diretta ad allineare il comma 770 con il comma 769 dell’articolo 1, L. n. 160/2019 in tema di approvazione del modello di dichiarazione IMU prevista rispettivamente per gli enti non commerciali e le persone fisiche nonché quelle giuridiche.

Infatti, l’attuale comma 769 prevede che il modello di dichiarazione per le persone fisiche e gli enti commerciali sia adottato con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, mentre il comma 770 stabilisce che il modello dichiarativo previsto per gli enti non commerciali sia approvato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, determinando in tal modo una distonia nell’ambito dell’iter di approvazione di modelli che attengono ad analoghi adempimenti anche se previsti per soggetti diversi.

L’allineamento consente di semplificare l’iter di approvazione attribuendo ad un unico soggetto, e quindi al Direttore delle finanze, il potere di adottare i provvedimenti in questione.

Proroga del meccanismo dell’inversione contabile

Tramite l’emanazione della Direttiva 2022/890/UE, l’Unione Europea ha attribuito agli Stati membri la facoltà di prorogare l’applicazione del reverse charge nel settore elettronico ed energetico fino alla data del 31 dicembre 2026; in ossequio a tale possibilità, con l’articolo in parola, il legislatore nazionale è intervenuto – modificando l’articolo 17, comma 8, D.P.R. n. 633/1972 – prorogando al 31 dicembre 2026, tra le altre, l’applicazione del reverse charge alle cessioni di gas e di energia elettrica a soggetti passivi-rivenditori, in virtù di quanto anche previsto ai sensi dell’art. 7-bis comma 3 lett. a), D.P.R. n. 633/1972.

Disposizioni in materia di ricerca e sviluppo di farmaci e certificazione del credito ricerca, sviluppo e innovazione

La norma in esame apporta alcune modifiche alla disciplina del credito d’imposta in materia di ricerca e sviluppo per farmaci2. Si rammenta che tale norma riconosce un credito d’imposta in misura pari al 20% dei costi per attività di ricerca e sviluppo per farmaci nuovi (tra cui i vaccini). Rientrano tra i costi agevolabili quelli sostenuti dal 1° giugno 2021 al 31 dicembre 2030.

Con le modiche in esame, si estende la possibilità di beneficiare del suddetto credito d’imposta anche con riferimento ai costi sostenuti relativi a farmaci non considerati “nuovi”.

Inoltre, al fine di individuare le attività rientranti nel perimetro di applicazione del credito d’imposta, la norma in analisi rinvia all’articolo 2 del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 maggio 2020 (i.e., il Decreto MISE emanato con riferimento al credito d’imposta ricerca e sviluppo e innovazione e rilevante, tra gli altri, anche ai fini dell’applicazione del c.d. “nuovo” Patent Box).

Allo scopo di favorire maggiore certezza rispetto all’utilizzo dei benefici afferenti alle misure volte ad incentivare attività di ricerca e sviluppo, viene introdotta la possibilità – per le imprese interessate – di richiedere una certificazione che attesti la qualificazione degli investimenti effettuati o da effettuare ai fini della loro classificazione nell’ambito:

  • delle attività di ricerca e sviluppo;
  • di innovazione tecnologica; e
  • di design e innovazione estetica ammissibili al beneficio.

Analoga certificazione potrà essere richiesta per l’attestazione della qualificazione delle attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica ai fini dell’applicazione della maggiorazione dell’aliquota del credito d’imposta prevista dalla disciplina vigente.

Le certificazioni ora descritte saranno emesse da soggetti – pubblici e privati – che rispetteranno i requisiti che verranno indicati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in discussione.

Disposizioni in materia di indici sintetici di affidabilità fiscale

Con l’intervento in questione, si estendono anche al periodo d’imposta al 31 dicembre 2022 la disciplina eccezionale in materia di indici sintetici di affidabilità fiscale (“ISA“) prevista dall’articolo 148, D.L. n. 34/2020.

Si rammenta che tale disciplina prevede l’applicazione di correttivi nell’applicazione degli ISA al fine di tener conto degli effetti della crisi economica causata dalla diffusione del Covid-19 con riferimento ai periodi d’imposta al 31 dicembre 2020 e al 31 dicembre 2021 e, a seguito di modifiche, anche al 31 dicembre 2022.

La disposizione in esame, attraverso un’integrazione del comma 2 del citato articolo 148 prevede che:

  • si debba tener conto anche del livello di affidabilità fiscale più elevato derivante dall’applicazione degli ISA per i periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 e al 31 dicembre 2020, con riferimento al periodo d’imposta in corso 31 dicembre 2021; e
  • si debba tener conto anche del livello di affidabilità fiscale più elevato derivante dall’applicazione degli ISA per i periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 e al 31 dicembre 2021, con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022.

Infine, con la norma in esame vengono modificati i termini di approvazione e di integrazione degli ISA fissati, rispettivamente, nel mese di marzo del periodo d’imposta successivo a quello per il quale gli indici sono applicati e nel mese di aprile del periodo d’imposta successivo a quello per il quale è necessario procedere ad integrazione.

Nella versione ante modifiche, il termine di approvazione degli ISA era individuato il 31 dicembre del periodo d’imposta di applicazione e, invece, il termine di integrazione era individuato nel mese di febbraio del periodo d’imposta successivo a quello di applicazione. Viene, inoltre, abrogato il differimento dei termini per l’approvazione (previsto il 31 marzo) e per l’integrazione (previsto il 30 aprile).

Proroga dei termini in materia di registrazione degli aiuti di Stato COVID-19 nel Registro nazionale aiuti e della presentazione della dichiarazione IMU anno di imposta 2021

La norma in commento, tramite la modifica dell’articolo 10, Decreto Ministeriale del 31 maggio 2017 n. 115, proroga il termine per la Registrazione degli aiuti non subordinati all’emanazione di provvedimenti di concessione da parte dell’Agenzia delle Entrate al 30 giugno 2023.

Con il medesimo intervento normativo, viene differito al 31 dicembre 2022 il termine per la presentazione della dichiarazione IMU relativa all’anno di imposta 2021.

1 Di cui al comma 3 dell’articolo 1 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.
2 Previsto dall’art. 31 del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106.

Fonte Seac spa