Decreto PNRR2 – Le novità fiscali della conversione in legge

Anche il Decreto PNRR2 è stato convertito in legge. Il focus del provvedimento normativo, nonostante le modifiche apportate in sede di conversione e commentate nel presente contributo, continua a rimanere quello sui pagamenti elettronici. Difatti, oltre ad aggiungere le carte prepagate tra quelle che devono essere obbligatoriamente accettate dagli esercenti (a pena di sanzione), la Legge di conversione tenta di risollevare le sorti della lotteria degli scontrini, modifica la disciplina del superbonus e quella delle zone economiche speciali.

di Pierluigi Antonini – Avvocato, Dottore di ricerca in diritto tributario

Con la Legge 29 giugno 2022, n. 79 è stato convertito in legge il Decreto Legge 30 aprile 2022, n. 36 (DecretoPNRR2), oggetto di un precedente commento su questa rivista.

Il Decreto, è bene ricordarlo, conteneva diverse misure di estremo interesse (e.g. pubblica Amministrazione, università e ricerca, ambiente, fonti rinnovabili, efficientamento energetico e salute, transizione digitale, turismo, giustizia) tra le quali figuravano anche alcune di natura fiscale, inserite nel capo dedicato, appunto, alle “misure in materia finanziaria e fiscale”.

Volendo concentrarci, come di prassi, su queste ultime misure, avevamo già rilevato come a farla “da padrone” fosse sostanzialmente un unico articolo, il numero 18, che però al suo interno racchiudeva tre novità principali riguardanti le sanzioni per mancata accettazione dei pagamenti elettronici, i soggetti obbligati all’uso della fatturazione elettronica e l’invio giornaliero dei dati dei pagamenti elettronici.

Ad esse si aggiungevano altre due disposizioni in materia di potenziamento del sistema di monitoraggio dell’efficientamento energetico attraverso le misure di Ecobonus e Sismabonus e governance dell’ENEA.

Come sempre accade, nei vari passaggi parlamentari il sopra citato elenco si è allungato, arricchendosi di alcune interessanti novità che riteniamo utile segnalare e commentare in questo articolo. Ci riferiamo, in particolare, alle seguenti disposizioni:

  • obbligo di accettare pagamenti elettronici anche con carte prepagate;
  • lotteria degli scontrini;
  • superbonus;
  • zone economiche speciali (ZES).

Le prime due modifiche sono contenute all’interno dell’articolo 18 del Decreto che, dunque, rafforza la sua centralità.

Estensione dell’obbligo di accettazione dei pagamenti elettronici alle carte prepagate

Con un comma (n. 01) aggiunto in sede di conversione, vengono apportate modifiche all’articolo 15, comma 4, D.L. n. 179/2012 in materia di pagamenti elettronici.

Prima delle modifiche apportate dalla legge in commento, la norma, nell’imporre l’obbligo di accettare pagamenti elettronici, non conteneva un riferimento espresso alle “carte prepagate“, limitandosi a richiamare soltanto le carte di debito e le carte di credito.

Il nuovo comma, pertanto, estende, per i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, l’obbligo di accettare come mezzo di pagamento anche le carte prepagate.

Tali soggetti, quindi, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito, una carta di credito e alle carte prepagate.

Modifiche alla disciplina della lotteria degli scontrini

L’atra novità apportata dalla Legge di conversione del Decreto PNRR2 riguarda la nota “lotteria degli scontrini” che, in realtà, non sembrerebbe avere avuto il successo sperato. Probabilmente non è bastata la “leva” sociologica dovuta alla propensione al gioco degli italiani o, molto più semplicemente, il meccanismo applicativo (che, lo ricordiamo, prevedeva la presentazione di un codice lotteria) non è stato efficace.

Per tentare di risollevare le sorti di questo potenziale strumento di contrasto all’evasione (con tutti i dubbi che tale qualificazione porta con sé), il comma 4-bis dell’articolo 18, introdotto in sede di conversione, modifica i commi 540 e 544 dell’articolo 1, L. n. 232/2016, vale a dire la Legge di bilancio 2017 che aveva introdotto lo strumento.

In particolare, viene interamente sostituito il primo dei richiamati commi disponendo che a decorrere dal 1° gennaio 2021 le persone fisiche maggiorenni residenti nel territorio dello Stato, che effettuano, esclusivamente attraverso strumenti che consentano il pagamento elettronico, acquisti di beni o servizi, fuori dall’esercizio di attività di impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi, possono partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale.

Vengo poi identificati nuovi requisiti per partecipare alla lotteria che, rispetto al testo originario, sono maggiormente dettagliati poiché individuano il soggetto che può partecipare all’estrazione nella persona fisica maggiorenne che effettua il pagamento elettronico per sé stesso, per un componente del nucleo familiare o in forza di una rappresentanza,

Più in particolare, per partecipare all’estrazione è necessario:

1. che le persone fisiche maggiorenni residenti nel territorio dello Stato procedano all’acquisto con metodi di pagamento elettronico di cui sono titolari;

2. che traggano fondi detenuti su propri rapporti di credito o debito bancari o su rapporti intestati a componenti del proprio nucleo familiare certificato dal proprio stato di famiglia e costituito antecedentemente alla data di estrazione del premio ovvero;

3. che operino in forza di una rappresentanza rilasciata antecedentemente alla partecipazione, e

4. che associno all’acquisto medesimo il proprio codice lotteria, individuato dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, d’intesa con l’Agenzia delle Entrate.

L’esercente trasmette all’Agenzia delle Entrate i dati della singola cessione o prestazione, secondo le modalità di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.

Il testo originario del comma 540 precisava che per partecipare all’estrazione risultava necessario solamente che i contribuenti, al momento dell’acquisto avessero comunicato il proprio codice lotteria.

La norma, anche dopo le modifiche, continua a prevedere che, a decorrere dal 1° marzo 2021, nel caso in cui l’esercente al momento dell’acquisto rifiuti di acquisire il codice lotteria, la persona fisica può segnalare tale circostanza nella sezione dedicata del portale Lotteria del sito internet dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Tali segnalazioni sono utilizzate dall’Agenzia delle Entrate e dal Corpo della guardia di finanza nell’ambito delle attività di analisi del rischio di evasione. I premi attribuiti non concorrono a formare il reddito del percipiente per l’intero ammontare corrisposto nel periodo d’imposta e non sono assoggettati ad alcun prelievo erariale.

Importante, infine, il rinvio ai provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, d’intesa con l’Agenzia delle Entrate, con il quale saranno disciplinate le modalità tecniche di tutte le lotterie degli scontrini, sia istantanee sia differite, relative alle operazioni di estrazione, l’entità e il numero dei premi messi a disposizione, nonché ogni altra disposizione necessaria per l’avvio e per l’attuazione delle lotterie. Di fatto, quindi, a differenza del previgente regime, si apre la strada anche alle tanto attese lotterie istantanee. Non si può non rilevare, infatti, che una delle criticità che potrebbero aver decretato l’insuccesso della misura risiedesse anche nell’assenza di feedback immediato. Di fatto, una volta che si decideva di partecipare alla lotteria, non era ben chiaro come e quando si sarebbe venuti a conoscenza del tanto agognato premio.

Modifiche in materia di superbonus

Non c’è normativa degna di tale nome che non contenga qualche modifica al superbonus.

Ed infatti, in sede di conversione del Decreto è stata introdotta una modifica alla disciplina della detrazione al 110% in materia di realizzazione di interventi di riduzione del rischio sismico e, come intervento trainato, di eliminazione delle barriere architettoniche, allorché eseguito congiuntamente agli interventi antisismici.

La norma1, è bene ricordarlo, stabilisce che per gli interventi antisismici e di riduzione del rischio sismico l’aliquota delle detrazioni spettanti è elevata al 110 per cento per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022.

Come ricordato anche nella relazione illustrativa, erano stati sollevati dei dubbi in merito alla tempistica per l’applicazione della detrazione in caso di acquisto di immobili oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 (cd. sismabonus acquisti) a cui aveva dato una prima risposta la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 30/20202.

Con le modifiche in commento, viene chiarito che per gli acquirenti delle unità immobiliari che:

  • alla data del 30 giugno 2022 abbiano sottoscritto un contratto preliminare di vendita dell’immobile regolarmente registrato,
  • abbiano versato acconti mediante il meccanismo dello sconto in fattura e maturato il relativo credito d’imposta,
  • abbiano ottenuto la dichiarazione di ultimazione dei lavori strutturali,
  • abbiano ottenuto il collaudo degli stessi e l’attestazione del collaudatore statico che asseveri il raggiungimento della riduzione di rischio sismico e che l’immobile sia accatastato almeno in categoria F/4,

l’atto definitivo di compravendita potrà essere stipulato anche oltre il 30 giugno 2022 ma comunque entro il 31 dicembre 2022.

Disposizioni in materia di ZES e ZLS

L’articolo 37 del Decreto, anch’esso modificato in sede di conversione, introduce una procedura straordinaria semplificata per la revisione del perimetro delle Zone Economiche Speciali ed estende il credito d’imposta per gli investimenti in tali zone all’acquisto di terreni e alla realizzazione o ampliamento di immobili che siano strumentali agli investimenti. Vengono poi stanziate risorse per lo sviluppo industriale delle ZES.

1 Articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies, D.L. n. 63/2013.

2 A tale prassi era seguita una interrogazione parlare in cui era stata posta la seguente questione: “non sembra chiaro se entro il termine del 30 giugno 2022 – data entro cui deve essere stipulato l’atto di compravendita dell’immobile oggetto dei lavori – sia necessario che l’immobile abbia ottenuto l’agibilità, a seguito della presentazione al comune della comunicazione di fine lavori e della segnalazione certificata di conformità edilizia e agibilità o se sia sufficiente che sia stato realizzato il collaudo statico con verifica del miglioramento sismico”.

Fonte Seac spa