Buoni carburante esenti fino a 200 euro – I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Il Decreto Legge n. 21/2022 ha disposto che l’importo dei buoni carburante che i datori di lavoro privati possono erogare ai propri dipendenti, per l’anno 2022 non concorre alla formazione del reddito imponibile nel limite di 200,00 euro per lavoratore. Con Circolare n. 27 del 14 luglio 2022, L’Agenzia delle Entrate è intervenuta a fornire chiarimenti in merito a tale esenzione.

di Laura Borsi – Centro Studi Normativa del Lavoro Seac

Decreto Ucraina

Il Decreto Legge n. 21 del 21 marzo 2022, cosiddetto Decreto Ucraina, ha previsto all’articolo 2 la possibilità, per i datori di lavoro privati e solo per l’anno 2022, di erogare ai propri dipendenti, buoni benzina o titoli analoghi per l’acquisto di carburante, esenti da imposizione fiscale fino a 200 euro per lavoratore.

L’articolo 2 del Decreto legge n. 21/2022 dispone espressamente che:

“Per l’anno 2022, l’importo del valore di buoni benzina o analoghi titoli ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti per l’acquisto di carburanti, nel limite di euro 200 per lavoratore non concorre alla formazione del reddito ai sensi dell’articolo 51, comma 3, del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.”

Il Legislatore stabilisce dunque l’esenzione dalla base imponibile per i “buoni benzina” di importo complessivo fino a 200 euro. Nello specifico, il relativo valore, nel limite di 200 euro, non concorre alla formazione del reddito in base all’articolo 51, comma 3 del TUIR, che stabilisce il limite di esenzione dei beni e servizi ceduti ai dipendenti. Dal 1° gennaio 2022 tale limite è ritornato ad essere di 258,23 euro per periodo d’imposta.

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Con la Circolare n. 27 dello scorso 14 luglio, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta a fornire chiarimenti in relazione ai suddetti buoni carburante.

In particolare, l’Agenzia ha chiarito che il buono carburante beneficia dell’esenzione dalla formazione del reddito imponibile anche nel caso in cui sia erogato ad personam (dunque, non solo alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee).

Inoltre, l’Agenzia ha confermato che la soglia esente di 200 euro è aggiuntiva rispetto al limite dei 258,23 euro – fissato dall’articolo 51, comma 3 del TUIR per la generalità dei beni ceduti e dei servizi prestati ai dipendenti – e che al superamento della suddetta soglia, analogamente a quanto previsto per il limite di 258,23 euro, consegue la tassazione dell’intero ammontare del buono carburante e non solo della quota eccedente.

Ancora, viene precisato che l’erogazione dei suddetti buoni sarà possibile fino al 12 gennaio 2023, secondo il principio di cassa allargata, fermo restando che gli stessi potranno essere utilizzati anche successivamente.

Da ultimo, l’Agenzia si è espressa a favore dell’integrale deducibilità del buono dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo.

AMBITO DI APPLICAZIONE

Con riferimento all’ambito applicativo dei suddetti buoni carburante, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcune precisazioni.

Per quanto riguarda i datori di lavoro, l’agevolazione riguarda coloro che operano nel settore privato, enti pubblici economici inclusi, i soggetti che non svolgono un’attività commerciale ed i lavoratori autonomi, purché dispongano di propri lavoratori dipendenti. Al contrario, sono escluse le amministrazioni pubbliche.

In merito alla specifica categoria di lavoratori dipendenti destinatari dei buoni carburante, si tratta di coloro che producono reddito di lavoro dipendente.

Con riferimento all’oggetto dell’agevolazione, l’Agenzia lo identifica nelle erogazioni corrisposte dai datori di lavoro privati ai propri lavoratori dipendenti per i rifornimenti di carburante per l’autotrazione come benzina, gasolio, GPL e metano. Nell’elenco è ricompresa anche la ricarica di veicoli elettrici. In sostanza deve trattarsi di erogazioni in natura, mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, con esclusione di quelle in denaro.

ASPETTI FISCALI

Sotto il profilo fiscale, il bonus carburante di 200 euro rappresenta un’agevolazione ulteriore rispetto a quella generale prevista dall’articolo 51, comma 3 del TUIR per i beni ceduti ed i servizi prestati ai dipendenti e soggetta al limite di esenzione di 258,23 euro per ciascun periodo d’imposta.

Pertanto, ai fini della fruizione dell’esenzione da imposizione, i beni ed i servizi erogati nel periodo d’imposta 2022 dal datore di lavoro a favore di ciascun lavoratore dipendente possono raggiungere:

  • un valore di 200,00 euro per uno o più buoni carburante ed
  • un valore di 258,23 euro per l’insieme degli altri beni e servizi, compresi eventuali ulteriori buoni carburante.
Ai fini della tassazione, analogamente a quanto previsto per i beni ceduti ed i servizi prestati il cui valore sia complessivamente di importo superiore, nel periodo d’imposta, a 258,23 euro, anche il buono carburante il cui valore superi, nel periodo d’imposta 2022, il tetto di 200 euro, concorre interamente a formare il reddito e non solo per la quota eccedente.

Sotto il profilo contabile, l’Agenzia suggerisce di conteggiare e monitorare le due soglie (quella di 258,23 euro per la generalità dei beni ceduti e dei servizi prestati ai dipendenti e di 200 euro per i buoni carburante) in modo separato.

L’eventuale superamento della soglia fissata da ciascuna delle due discipline (rispettivamente l’articolo 51, comma 3 del TUIR per i 258,23 euro e l’articolo 2 del Decreto Legge n. 21/2022 per i 200 euro) comporterà, per il dipendente, l’integrale tassazione delle erogazioni ad essa riconducibili.

Analogamente a quanto previsto per le erogazioni soggette al limite di 258,23 euro, anche per quelle corrisposte per i rifornimenti di carburante che beneficiano dell’esenzione fino a 200 euro deve trattarsi di erogazioni in natura, con esclusione quindi di quelle in denaro, per le quali resta applicabile il principio generale secondo cui qualunque somma percepita dal dipendente in relazione al rapporto di lavoro costituisce reddito di lavoro dipendente (ad eccezione delle esclusioni specificamente previste).

Inoltre, l’Agenzia precisa che i buoni carburante che, per il periodo d’imposta 2022, beneficiano dell’esenzione dalla formazione del reddito fino a 200 euro possono essere corrisposti dal datore di lavoro anche ad personam (dunque, non solo alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee) e senza necessità di preventivi accordi contrattuali. È ammessa la possibilità di erogare i buoni in sostituzione dei premi di risultato detassabili su scelta del lavoratore.

Visto che l’esenzione di 200 euro è limitata al 2022, i buoni “sostitutivi” dei premi di risultato vanno necessariamente corrisposti nell’anno in corso. In tal caso, l’erogazione dei buoni carburante deve avvenire in “esecuzione dei contratti aziendali o territoriali”, non essendo possibile applicare la detassazione dei premi (e la loro conversione in welfare aziendale) in attuazione di accordi o contratti collettivi nazionali di lavoro o di accordi individuali tra datore di lavoro e prestatore di lavoro.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito un’ulteriore precisazione riguardo l’applicazione del principio di cassa allargato all’esenzione fino a 200 euro. Questo comporta che sarà possibile erogare i buoni carburante fino al 12 gennaio 2023 beneficiando della relativa agevolazione valida per il periodo d’imposta 2022, fermo restando che gli stessi potranno essere utilizzati anche successivamente.

Da ultimo, l’Agenzia delle Entrate si esprime a favore dell’integrale deducibilità del costo connesso all’acquisto dei buoni carburante dal reddito d’impresa, ai sensi dell’articolo 95 del TUIR, a condizione che l’erogazione di tali buoni sia riconducibile al rapporto di lavoro e per tale motivo il relativo costo possa qualificarsi come inerente.

Fonte Seac spa