Vendita di beni a clienti privati UE / extraUE e regime OSS

DOMANDA

Un artigiano produttore di viole e violini vende soprattutto a clienti privati esteri, UE ed extraUE. Le vendite sono effettuate direttamente senza l’appoggio a piattaforme di e-commerce. Il trasporto generalmente è effettuato direttamente dall’artigiano o il bene è ritirato in Italia dal cliente stesso. Avendo superato nel 2021 il limite di € 10.000 di vendite a clienti esteri, l’artigiano doveva iscriversi al regime OSS?

RISPOSTA

Merita evidenziare innanzitutto che, in base all’art. 38-bis, DL n. 331/93 costituiscono vendite a distanza “le cessioni di beni spediti o trasportati dal fornitore o per suo conto, anche quando il fornitore interviene indirettamente nel trasporto o nella spedizione dei beni, a partire da uno Stato membro diverso da quello di arrivo della spedizione o del trasporto a destinazione di persone fisiche non soggetti d’imposta o a destinazione dei soggetti nei cui confronti sono effettuate cessioni  non  imponibili  ai  sensi dell’articolo 72 [DPR n. 633/72] ovvero, con esclusione dei beni soggetti ad accisa, a destinazione di cessionari, soggetti passivi o non soggetti passivi, che non sono tenuti ad applicare l’imposta sugli acquisti intracomunitari e che non hanno optato per l’applicazione della stessa”.
Da tale definizione sono quindi esclusi i beni consegnati / ritirati direttamente al / dal cliente in Italia. Per le vendite a distanza, come sopra definite, l’IVA è dovuta nello Stato UE di destinazione dei beni al superamento della soglia di € 10.000 (per determinare tale soglia non devono essere considerate le vendite effettuate in Italia). A tal fine è necessario aprire una identificazione IVA nello Stato UE di destinazione. In alternativa è possibile utilizzare il regime OSS e quindi assolvere / versare la relativa IVA con l’apposita dichiarazione trimestrale.

Fonte Seac spa