Registro dei titolari effettivi – In partenza

È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.121 del 25 maggio scorso il Decreto n. 55 emanato dal Ministro dell’economia e delle Finanze, di concerto con il MISE, recante “Disposizioni in materia di comunicazione, accesso e consultazione dei datie delle informazioni relativi alla titolarità effettiva di imprese dotate di personalità giuridica, di persone giuridiche private, di trust produttivi di effetti giuridici rilevanti ai fini fiscali e di istituti giuridici affini al trust”.

di Luciano De Angelis e di Christina Feriozzi – Dottori Commercialisti e Revisori Legali

Il Decreto prelude alla attesa partenza del registro dei titolari effettivi, che verrà istituito a seguito della emanazione di una serie di provvedimenti propedeutici alla vera e propria operatività del registro che dovrebbe verificarsi entro i primi giorni di agosto. A riguardo, l’Italia era in netto ritardo rispetto agli altri paesi europei. Il registro dei titolari effettivi era, infatti, previsto nella direttiva 2015/849 (IV direttiva antiriciclaggio) recepita dal nostro legislatore attraverso il D.Lgs. 25 maggio 2017 n. 90. Da allora (sette anni fa), praticamente tutti gli Stati Europei hanno provveduto ad istituire tale registro. Di fatto, a fine 2021, l’Italia, era in “triste compagnia” solo dell’Ungheria e della Lituania. Tale ritardo, peraltro, ha creato alcuni problemi al nostro paese fino ad oggi impossibilitato, ad esempio, a partecipare al sistema di interconnessione tra i Registri centrali dei beneficial owner, il cui regolamento (regolamento di esecuzione n. 369/2021) è entrato in vigore fra gli Stati membri lo scorso 22 marzo 2021. Il regolamento ha istituito, infatti, un registro generale denominato BRIS (acronimo di Business Registers Interconnection System), il quale attraverso una interconnessione tra i Registri delle imprese nazionali, fornisce un pubblico accesso a tutti gli Stati membri alle informazioni relative alla titolarità effettiva in ogni Stato.

La tempistica

Prima della operatività del registro, come anticipato , dovranno essere emanati una serie di provvedimenti propedeutici, previsti dall’art. 3, comma 5 e 6, dall’art. 11 comma 3 e dell’art. 8 comma 1, del Decreto Interministeriale n. 55/2022.

In particolare, entro il prossimo 8 agosto dovrebbero essere emanati:

1. un disciplinare tecnico sottoposto alla preventiva verifica del Garante per la protezione dei dati (art.11, c. 3);

2. un Decreto MISE in merito agli importi dei diritti di segreteria (art. 8);

3. un Decreto d irigenziale che definisce le specifiche tecniche del formato elettronico della Comunicazione Unica d’impresa (art. 3, c. 5)

4. Successivamente, entro i 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto n. 55, sarà pubblicato in G.U. il provvedimento delMISE che attesta l’operatività del sistema di comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva (art. 3, c. 6).

5. Le prime comunicazioni dei dati e delle informazioni relative ai titolari effettivi delle imprese dotate di personalità giuridica, delle persone giuridiche private e dei trust dovranno essere effettuate entro 60 giorni successivi alla pubblicazione in Gazzetta del citato provvedimento del MISE che attesta l’operatività del sistema di comunicazione dei dati.

La tempistica del Decreto

In altri termini, le prime comunicazioni dei dati dovrebbero iniziare l’8 agosto per concludersi il 7 ottobre. Tale periodo è condizionato dal fatto che, nei tempi previsti vengano emanati tutti e tre i provvedimenti intermedi che dovrebbero consentire il definitivo Decreto del MISE che attesterà l’operatività del sistema di comunicazione. Un ritardo di tali decreti porterebbe ad un inevitabile slittamento dei termini per le prime comunicazioni. Qualora i termini venissero rispettati, invero, desterebbe qualche perplessità l’epoca designata agli invii che inizierà in pieno periodo feriale, per concludersi nel brevissimo termine di 60 giorni. Considerando che gli adempimenti telematici, coinvolgeranno circa 2.000.000 di soggetti, non sembra del tutto improbabile uno slittamento del termine finale per gli invii oggi fissato al 7 ottobre 2022.

La tempistica degli adempimenti

I soggetti interessati

Secondo l’art. 21, primo comma, del D.Lgs. n. 231/07, l’obbligo di comunicazione del titolare effettivo riguarderà gli amministratori di tutte le imprese dotate di personalità giuridica tenute all’iscrizione al registro delle imprese di cui all’art. 2188 C.c. e le persone giuridiche private tenute all’iscrizione nell’apposito registro di cui al DPR n. 361/2000 (in pratica gli enti che hanno conseguito la personalità giuridica attraverso l’intervento di regioni e prefetture, attraverso il cd “sistema concessorio”). Sulla base di una interpretazione letterale della norma parrebbero quindi esclusi dalla comunicazione gli enti del terzo settore che, a partire dal 23novembre 2021, a seguito del DM 106/2020, hanno ottenuto (e otterranno) la personalità giuridica con il sistema normativo (cioè attraverso il solo intervento del notaio). Tale disposizione appare alquanto illogica e quindi necessiterà di un qualche chiarimento ufficiale.

Altro elemento di problematicità è rappresentato dalla individuazione in concreto degli “Istitutigiuridici affini ai trust.

L’art. 21, comma 5-bis individua tali istituti in quelli che “per assetto e funzioni, determinano effetti giuridici equivalenti a quelli dei trust espressi, anche avuto riguardo alla destinazione dei beni ad uno scopo e dal controllo da parte di un soggetto diverso dal proprietario, nell’interesse di uno o più beneficiari o per il perseguimento di uno specifico fine“. A riguardo, un aiuto interpretativo può essere tratto dall’art. 31 della V direttiva secondo il quale: gli stati membri notificano alla Commissione Europea i trusts o istituti giuridici affini presenti nel proprio ordinamento; dati da riunire in un elenco dei trust ed istituti giuridici affini, da pubblicarsi nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. L’ultimo elenco pubblicato è il 2020/C 136/05, da cui risulta che l’Italia ha notificato i seguenti due “istituti giuridici affini al trust”: a) mandato fiduciario; b) vincolo di destinazione ex art. 2645-ter C.c.. L’affinità potrebbe quindi riguardare questi istituti, fermo restando che nei prossimi mesi anche su questo tema dovranno essere fornite indispensabili interpretazioni ufficiali.

Le società e gli enti che dovranno provvedere alla comunicazione

Società dotate di personalità giuridica:Le società a responsabilità limitata,
Le società per azioni,
Le società in accomandita per azioni,
Le società cooperative,
Società di mutuo soccorso,
Società consortili.
Trust e soggetti giuridici affiniTrust espressi, disciplinati ai sensi della legge 16/10/1989 n. 364, (si tratta di trust produttivi di effetti giuridici rilevanti ai fini fiscali, secondo quando disposto dall’art. 73, del TUIR) e gli istituti giuridici affini
Persone giuridiche privateIstituzioni di carattere privato (tipicamente fondazioni ed associazioni riconosciute) che hanno acquisito la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall’iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le Prefetture e presso le regioni e le province autonome, ai sensi del DPR n. 361/2000

La comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva relativa alle imprese dotate di personalità giuridica ed alle persone giuridiche private nonché a trust o istituti giuridici affini, come si precisa nella relazione ministeriale di accompagnamento al Decreto, “è effettuata rispettivamente dagli amministratori delle imprese dotate di personalità giuridica, dal fondatore, ove in vita, oppure dai soggetti cui è attribuita la rappresentanza e l’amministrazione delle persone giuridiche e dai fiduciari dei trust o di istituti giuridici affini, all’ufficio del registro delle imprese della camera di Commercio territorialmente competente”.

Le regole per individuare i titolari effettivi

Il comma 2 dell’art. 20 del D.Lgs. n. 231/07 evidenzia come individuare il titolare effettivo nelle società di capitali, identificando lo stesso (o gli stessi) in chi possieda la titolarità della partecipazione superiore al 25% del capitale. Il comma 3 prevede le modalità di determinazione del titolare effettivo anche quando l’esame dell’assetto proprietario dell’ente non consenta di individuare in maniera univoca la persona fisica o le persone fisiche cui è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente stesso, sulla base del fatto che tale o tali soggetti abbiano il controllo dell’assemblea. In questi casi l’art. 4 del Decreto richiede di evidenziare le modalità e l’esercizio del controllo.

Infine, secondo il comma 5, dell’anzidetto articolo 2 qualora l’applicazione dei criteri di cui sopra non renda possibile individuare direttamente il soggetto (o i soggetti) con riferimento al possesso diretto della partecipazione superiore al 25% o il controllo o la dominanza in assemblea, si prevede l’obbligo di individuare il T.E., utilizzando un sistema che potrebbe essere definito “residuale”.

In questi casi il T.E. (o i titolari effettivi) sarà identificato (saranno individuati) nelle persone fisiche titolari di poteri di rappresentanza legale , amministrazione o direzione della società. Regole ad hoc sono previste per trust ed enti giuridici privati.

Quando effettuare le comunicazioni

Successivamente al primo popolamento del registro, che come si è visto dovrebbe (salvo proroghe) essere completato entro il prossimo 7 ottobre, analizziamo i tempi per le ulteriori comunicazioni chesocietà enti e trust dovranno effettuare al registro.

Il Decreto (all’art. 3) prevede che i soggetti obbligati siano tenuti a comunicare eventuali variazioni dei dati e delle informazioni relativealla titolarità effettiva entro 30 giorni dal compimento dell’atto che darà luogo a variazione dello stesso (o degli stessi). Annualmente, si dovrà poi provvedere alla conferma dei dati edelle informazioni, entro 12 mesi dalla data della prima comunicazione. Le imprese dotate di personalità giuridica potranno effettuare tale conferma contestualmente al deposito del Bilancio.

I tempi per la comunicazione dati e informazioni

Prime comunicazioni(art. 3, c. 6)Le prime comunicazioni sui dati e sulle informazioni attinenti alle titolarità effettive dovranno essere comunicate al registro dei T.E. entro 60 giorni dalla pubblicazione del Decreto del MISE relativo alle specifiche tecniche del formato elettronico della comunicazione unica d’impresa.Le società gli enti ed i trust neo costituiti (dopo l’entrata in vigore del provvedimento del MISE) dovranno provvedere alla comunicazione entro trenta giorni dalla loro costituzione (iscrizione ai registri)
Variazioni(art. 3, comma 3)Le società gli enti ed i trust, con le medesime modalità ivi previste, dovranno provvedere a comunicare eventuali variazioni dei dati e delle informazioni attinenti alla titolarità effettiva, entro 30 giorni dal compimento dell’atto che dà luogo a variazione (comma 3).
Conferma dati(art. 3, c. 3)Le società gli enti ed i trust provvedono a confermare annualmente, i dati e le informazioni, comunicati entro 12 mesi dalla data della loro prima comunicazione o dall’ultima comunicazione della loro o conferma.Le imprese dotate di personalità giuridica possono effettuare conferma contestualmente al deposito del bilancio.

Le comunicazioni obbligatorie ed il sistema “Comunica”

Le comunicazioni saranno effettuate telematicamente al registro delle imprese attraverso il modello di comunicazione unica di cui al Decreto del MISE 19/11/2009 (cd “Comunica”).

Si prevede a riguardo che le specifiche tecniche del formato elettronico della comunicazione saranno adottate con Decreto dirigenziale, dello stesso Ministero, che come detto dovrebbe entrare il vigore il prossimo 8 Agosto. Entro la stessa data un provvedimento del MISE attesterà l’operatività del sistema di comunicazione dei dati e delle informazioni e delle titolarità effettive presso le CIIAA. Le prime comunicazioni sui dati e sulle informazioni attinenti alle titolarità effettive dovranno essere comunicate al registro dei T.E. entro 60 giorni dal provvedimento del MISE e quindi, come si è visto entro il 7 ottobre.

Va ricordato che il mancato invio dei dati determina le sanzioni di cui all’art. 2630 C.c. in capo agli amministratori della società o ente. Nelle società per azioni, anche in forma cooperativa in cui è presente un collegio sindacale e nelle srl che hanno nominato un organo collegiale o un sindaco unico, in caso di omissioni o ingiustificato ritardo degli amministratori le comunicazioni dovranno, ai sensi dell’art. 2406, c. 1 C.c., essere effettuate dai sindaci, sui quali, in caso di omissione ulteriore, gravano gli stessi rischi di sanzioni amministrative previste per gli amministratori.

Le due sezioni del registro dei titolari effettivi

I dati dovranno essere comunicati in due diverse sezioni del registro in relazione alla tipologia di società, ente o trust oggetto della segnalazione. Nel dettaglio sono previste due sezioni:

  • Sezione AUTONOMA: è la sezione principale del registro delegata a raccogliere i dati e le informazioni sulla titolarità effettiva di imprese dotate di personalità giuridica e di persone giuridiche private ed il cui accesso è consentito alle autorità, ai soggetti obbligati e al pubblico, nei termini e alle condizioni di cui all’articolo 21, comma 2 del Decreto Antiriciclaggio;
  • Sezione SPECIALE: è la sezione che sarà deputata ad accogliere le informazionisulla titolarità effettiva deitrust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali, nonché degli istituti giuridici affini, stabiliti o residenti sul territorio della Repubblica italiana. Anche a questa sezione l’accesso è consentito alle autorità, ai soggetti obbligati e ai soggetti privati per i quali la titolarità effettiva sia necessaria per curare o difendere un interesse corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata (art, 21, comma 4 lett e-bis).

Le Informazioni oggetto di comunicazione

I dati identificativi (per tutte le società e gli enti personificati)Dati identificativi e la cittadinanza delle persone fisiche indicate come titolare effettivo nelle società, o delle persone giuridiche private, dei trust o istituti affini
Per le imprese dotate di personalità giuridica1) L’entità della partecipazione al capitale dell’ente da parte della persona fisica indicata come titolare effettivo;
2) ove il titolare effettivo non sia individuato in forza dell’entità della partecipazione, le modalità di esercizio del controllo, oppure (in ultima istanza) i poteri di rappresentanza legale, amministrazione o direzione dell’ente.
Per le persone giuridiche privateIn aggiunta ai dati identificativi, il codice fiscale e, anche nel caso di eventuali successive variazioni:
– la denominazione dell’ente
– la sede legale e, ove diversa quella amministrativa
3) l’indirizzo di posta elettronica certificata
Trust e persone giuridiche affini(art. 4)In aggiunta a quanto sopra, il codice fiscale e, anche nel caso di eventuali successive variazioni:
– la denominazione del trust o dell’istituto giuridico affine
– la data, il luogo e gli estremi dell’atto di costituzione del trust o dell’istituto giuridico.
Esclusione all’accesso sulla titolarità effettivaL’eventuale indicazione delle circostanze eccezionali che espongano il T.E. (di società, enti e trust) a un rischio sproporzionato (di frode, rapimento ricatto, estorsione molestia, violenza o intimidazione o quando il titolare effettivo sia una persona incapace o minore di età), ai fini dell’esclusione dell’accesso alle informazioni della titolarità effettiva;Indicazione dell’indirizzo di posta elettronica per ricevere le comunicazioni nella qualità di soggetto controinteressato ed esprimere la motivata opposizione all’accesso.
Dichiarazione di responsabilitàDichiarazioni ai sensi dell’art. 48 del Testo Unico della Documentazione Amministrativa (TUDA) di responsabilità e consapevolezza in ordine alle sanzioni previste dalla legislazione penale e delle leggi speciali in materia di falsità degli atti e delle dichiarazioni rese
SanzioniLa CCIAA territorialmente competente accerta e provvede alla contestazione della violazione dell’obbligo di comunicazione di dati ed informazioni sulla titolarità effettiva e irroga la sanzione amministrativa di cui all’art. 2630 C.c.

La comunicazione delle difformità delle informazioni

Di assoluto rilievo risultano la previsione di cui al quinto comma dell’art. 6 del Decreto sulla titolarità effettiva, nel quale (in ottemperanza all’art 21, comma 5, lett. e-bis del D.Lgs. n. 231/07) prevede che i soggetti obbligati(banche, professionisti, poste italiane spa, ed in generale tutti i soggetti previsti dall’art. 3 del D.Lgs. n. 231/07) segnalino tempestivamente alle competenti camere di commercio eventuali difformità tra le informazioni sulla titolarità effettiva ottenute con la consultazione della sezione autonoma o speciale del Registro delle imprese e quelle acquisite in sede di adeguata verifica antiriciclaggio.

La funzione appare di estremo rilievo in ottica sostanziale per individuare situazioni di opacità o false comunicazioni dei dati risultanti e trascritti nel registro dei titolari effettivi rispetto alla reale situazione di titolarità effettiva e quindi di efficacia del sistema.

Le segnalazioni sono consultabili dalle autorità abilitate all’accesso (MEF, DIA, GdF, etc), ma viene espressamente garantito in ogni caso l’anonimato da parte dei soggetti obbligati segnalanti. Tale garanzia per i soggetti segnalanti appare di particolare importanza, e va a concretizzare in ottica operativa una nuova specifica tipologia di segnalazione in tema di titolarità effettiva.

L’accesso al Registro

Al registro dei titolari effettivi, con regole e modalità diverse potranno accedere:

  • le autorità delegate ai controlli;
  • i soggetti obbligati a porre in essere l’adeguata verifica nei confronti dei loro clienti;
  • il pubblico.

L’accesso delle autorità

Ai sensi dell’art. 5, l’accesso ai dati del registro sulla titolarità effettiva è ammesso anche alle autorità di cui all’art. 21, comma 2, a) b) c) e comma 4, a) b) e c).

Trattasi di MEF , autorità di vigilanza di settore, Uif, Dia, Guardia di finanza (NSPV), Direzione nazionale antimafia, Autorità giudiziaria, e autorità preposte al contrasto all’evasione (secondo limiti di un futuro decreto).

Si prevede altresì, come si chiarisce nella relazione di accompagnamento, che ai fini dell’accesso da parte delle autorità preposte al contrasto dell’evasione fiscale (in linea con quanto previsto dall’art. 21 comma 2 lett. d) e comma 4, lett. c) del D.Lgs. n. 231/07) onde garantire il perseguimento di tale finalità, le medesime autorità trasmettano alla Cciaa competente, attraverso il sistema informatico del gestore, un’autodichiarazione con cui dichiarano che l’accesso alla sezione autonoma o alla sezione speciale del registro avviene per le sole finalità di contrasto dell’evasione fiscale.

Le specifiche modalità tecniche ed operative di accesso delle autorità, sia alla sezione autonoma che a quella speciale, saranno disciplinate da apposite convenzioni stipulate fra le autorità stesse ed Unioncamere.

L’accesso dei soggetti obbligati

I soggetti obbligati (banche, sim, sicav, professionisti, ecc) tenuti ai sensi dell’art. 3 del Decreto ad assolvere gli obblighi di adeguata verifica potranno accedere alla sezione autonoma del registro (dedicata alle società e gli enti) ed alla sezione speciale (dedicata ai trust).

L’accesso dei soggetti obbligati avverrà, secondo l’art. 6 del Decreto, previo accreditamento degli stessi, subordinato adapposita richiesta alla camera di commercio territorialmente competente. L’accreditamento è comunicato al soggetto obbligato richiedente attraverso posta certificata ed avrà validità biennale.

L’accesso al pubblico

Anche il pubblico, ai sensi dell’art. 7 potrà accedere alle informazioni sullatitolarità effettiva delle imprese dotate di personalità giuridica privata, presenti nella sezione autonoma del registro, e dei trust ed istituti affini, iscritti nella sezione speciale.

Tale accesso, tuttavia, può essere condizionato dall’indicazione di circostanze eccezionali (esposizione del titolare effettivo ad un rischio sproporzionato, di frode, rapimento, ricatto estorsione, molestia, violenza o intimidazione o quando il titolare effettivo sia una persona incapace o minore di età), casi in cui la richiesta di accesso sulla titolarità effettiva è trasmessa al contro interessato il quale, entro il termine di 10 giorni dalla ricezione della comunicazione potrà presentare opposizione motivata avverso l’accesso stesso.

Rapporti fra registro dei titolari effettivi e agenzie fiscali

Come si legge nella relazione illustrativa, infine, l’art. 9 del Decreto sancisce l’interoperabilità fra il Registro dei Titolari Effettivi e le Banche dati delle Agenzie Fiscali e degli Uffici Territoriali del Governo. Nel dettaglio viene previsto che l’agenzia delle Entrate e gli uffici territoriali del governo forniscano ad Unioncamere e al gestore le anagrafiche, comprensive di codici fiscali, delle persone giuridiche di diritto privato e le anagrafiche dei trust e degli istituti giuridici affini, di cui siano in possesso in forza di adempimenti previsti dall’ordinamento.

I diritti di segreteria

Come hanno scelto di fare alcuni stati europei l’accesso al registro in Italia non è gratuito.

Con apposito Decreto del MISE, di concerto con il MEF saranno individuate (e successivamente modificate ed aggiornate), le voci e gli importi dei diritti di segreteria che le camere di commercio chiederanno agli utilizzatori del registro.

A riguardo, va rilevato che sono assoggettati al pagamento dei diritti di segreteria tutti i rapporti con il registro, ossia le seguenti operazioni:
– comunicazione, variazione e conferma di dati ed informazioni;
– accesso da parte dei soggetti obbligati
– ,accesso da parte del pubblico;
– accesso di qualunque persona fisica o giuridica, comprese quelle portatrici di interessi diffusi.