Quote di società di persone: cedibilità ai sensi dell’art. 2252 C.c. e pignorabilità

Di analizzano i principali riferimenti normativi che regolano la cessione delle quote nelle società di persone (Snc), con riferimento alla forma ed alla pubblicità per poi riportare una breve panoramica su quelli che sono gli orientamenti Dottrinali e Giurisprudenziali in tema di sequestro e pignoramento della quota.

di Nino Onofrio Pappaglione – Notaio in Mezzocorona

La cessione di una partecipazione sociale ad altri soci o a terzi configura una ipotesi di modificazione soggettiva dei patti sociali e conseguentemente deve avvenire con il consenso unanime dei soci ai sensi dell’art. 2252 C.c., salva una diversa pattuizione inserita nel contratto sociale, che può prevedere una clausola di libera trasferibilità delle partecipazioni sociali. Tale clausola è stata interpretata da alcuni autori quale anticipato consenso alla cessione del contratto (art. 1406 C.c.) e secondo altri quale consenso anticipato alla modificazione del contratto.

Il principio generale espresso dall’art. 2252 C.c. che prevede il consenso di tutti i soci per il trasferimento delle partecipazioni sociali sia fra vivi che a causa di morte, si fonda su:

  • rilevanza della persona del socio (intuitus personae) in considerazione del regime di responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali;
  • permettere a ciascun socio di valutare la incidenza dell’ingresso di un nuovo socio sulla propria partecipazione.

La regola della unanimità è quindi derogabile ed infatti oltre alla libera trasferibilità, possono essere inserite nel contratto sociale clausole di maggioranza, clausole di prelazione o gradimento.

La legge non richiede inoltre per la cessione della quota la forma scritta ad substantiam né ad probationem, la quale non è necessaria per la validità ed efficacia tra le parti ma soltanto per la sua opponibilità a terzi1. Quindi l’assenza del consenso degli altri soci non costituisce di per sé motivo di invalidità dell’atto, ma impedisce che il cessionario acquisti la qualità di socio. Egli acquisterà, con efficacia interna tra le parti, i diritti patrimoniali che il cedente vanta nei confronti della società, potendo vantare il diritto alla percezione degli utili. La Cassazione2 riporta:

“…nelle società di persone la cessione della quota si perfeziona, in base al principio consensualistico, alla data della stipulazione ed è pertanto immediatamente valida ed efficace tra le parti”.

Non entrando a far parte della compagine sociale, il terzo acquirente inoltre non risponderà nemmeno delle perdite sociali.

Ai fini della validità del contratto di cessione, l’espressione della volontà dei contraenti può intervenire liberamente, in assenza di particolari formalismi, essendo sufficiente la manifestazione del consenso3.

Nei confronti dei terzi, il trasferimento va portato a conoscenza con mezzi idonei; di norma con la iscrizione nel Registro delle Imprese quale pubblicità dichiarativa; la legge infatti prescrive che ai fini dell’attuazione della pubblicità, debba essere utilizzato l’atto pubblico o la scrittura privata autenticata.

In tema di espropriazione forzata delle quote sociali, in linea di principio le stesse non possono essere espropriate finché dura la società4.

Le ragioni sostanziali che portano a negare l’ammissibilità del pignoramento di quote di società di persone sono note: il pignoramento, infatti, si porrebbe in netto contrasto con il disposto dell’art. 2305, C.c., secondo cui

“il creditore particolare del socio, finché dura la società, non può chiedere la liquidazione della quota del socio debitore”.

Secondo un orientamento costante, tanto in Dottrina5 che in Giurisprudenza6, la quota attuale di partecipazione del socio di società in nome collettivo, non essendo di regola liberamente trasferibile, non è suscettibile di espropriazione forzata, risultando dal sistema della legge la correlazione tra libera trasferibilità ed espropriabilità. Tra gli atti conservativi che il creditore particolare del socio può compiere sulla quota spettante a quest’ultimo nella liquidazione ai sensi dell’art. 2270, 1° comma, C.c., non rientra, quindi, il pignoramento, in quanto la finalità “espropriativa” tipica di tale atto esecutivo non può essere piegata a mere finalità “conservative” in vista della futura aggressione della quota che spetterà al socio in esito al compimento delle operazioni di liquidazione della società.

“Di qui il dubbio che esse possano, in detto periodo, essere oggetto a sequestro conservativo, attesa la strumentalità di tale misura cautelare rispetto all’espropriazione. Il principio non è enunciato espressamente in alcuna disposizione di legge, ma si desume con sicurezza dalla disciplina complessiva delle società di persone, tradizionalmente ispirata all’esigenza che i rapporti fra i soci siano caratterizzati da un elemento fiduciario, il quale implica che, salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo, la partecipazione sociale può essere trasferita solo con il consenso di tutti i soci, ovvero di quelli che rappresentano la maggioranza del capitale sociale. L’espropriazione della quota, comportando l’inserimento nella compagine sociale di un nuovo soggetto, prescindendo dalla volontà degli altri soci, introdurrebbe un elemento di novità incompatibile con i caratteri di tale tipo di società”7.

La Dottrina prevalente è in senso restrittivo mentre la Giurisprudenza è di orientamento permissivo nel caso di libera trasferibilità delle quote; le quote di società di persone possono esser oggetto di espropriazione forzata e misure cautelari volte a salvaguardare la garanzia patrimoniale del creditore “in tutti i casi in cui le quote siano trasferibili liberamente oppure a determinate condizioni – così come nel caso della clausola di prelazione – cioè quando l’intuitus personae sia assente o sensibilmente limitato8.

Nel silenzio della disciplina invece, non si comprende quali siano i poteri dell’eventuale creditore pignoratizio: in base ai principi generali si potrebbe dedurre che il creditore subentra in quei poteri di amministrazione dei beni pignorati tali da poter vedere garantita la tutela contro atti potenzialmente pregiudizievoli alla conservazione della propria garanzia. Poiché si ritiene che il debitore esecutato resti socio, con diritto al voto, qualora la società debba deliberare una trasformazione o altra operazione potenzialmente pregiudizievole per il creditore, potrebbe ipotizzarsi che in queste particolari fattispecie il diritto di voto spetti a quest’ultimo.

La Giurisprudenza individua infine i rimedi a tutela del creditore particolare del socio nelle ipotesi in cui il contratto sociale non preveda la libera cedibilità della quota (con o senza riconoscimento del diritto di prelazione in capo agli altri soci) e, quindi, la quota non sia pignorabile (e, prima, sequestrabile):

a. nelle società semplici, ove il patrimonio del socio sia insufficiente, nel diritto di chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota del suo debitore (art. 2270, comma 2° C.c.);

b. nelle società in nome collettivo e nella società in accomandita semplice, invece, nell’opposizione alla proroga della società (art. 2307 C.c.).

Ma la pronuncia ribadisce che «non pare, invece, possibile procedere al pignoramento della somma (futura ed incerta) spettante al socio di una Sas a seguito della (futura) liquidazione della sua quota9.

In tema di pubblicità nel Registro delle Imprese del pignoramento, visto il principio di tipicità degli atti da iscrivere, è stato sostenuto dalla Giurisprudenza che non sussistono i presupposti per la sua iscrizione, contrariamente a quanto previsto in tema di Srl sub art. 2471 C.c.10.


1 Cassazione n. 11314/2010.
2 Cassazione n. 17255/2013.
3 Cassazione n. 11314/2010.
4 D. Boggiali – A. Ruotolo, Pignorabilità di quote di Snc e divieto statutario di trasferimento, Quesito di Impresa n. 107-2015/I, in CNN Notizie  del 6 maggio 2015; D. Boggiali – A. Ruotolo, Sas, morte del socio, sequestro conservativo e transazione, Quesito di Impresa n. 577-2014/I, in CNN Notizie  del 6 maggio 2015; A. Ruotolo – D. Boggiali, Snc, esclusione del socio, pignoramento della partecipazione e trasformazione in Srl,  Quesito di Impresa n. 111-2015/I, in CNN Notizie del 6 maggio 2015.
5 Per tutti, F. Gradassi, Pegno, usufrutto, affitto, sequestro e pignoramento di quote di società in nome collettivo, cit., 1128 ss., spec. 1143 ss.
6 Trib. Trani, 23 febbraio 2007; Trib. Ravenna, 12 aprile 1994 in Società, 1995, 207; Pret. Civitanova Marche, 6 marzo 1993.
7 Cassazione n. 15605/2002.
8 App. Trento 7 luglio 2016 n. 191.
9 Trib. Napoli, sez. distaccata Afragola, 11 febbraio 2011.
10 Trib. Roma 22 settembre 2016, n. 7219.

Fonte Seac spa