Piattaforma di cessione dei crediti: nella nuova guida anche il codice univoco per tracciare i crediti

Con l’ultimo aggiornamento del 9 giugno 2022, la Piattaforma di cessione dei crediti edilizi è stata allineata alle ultime modifiche alla disciplina, benché sia già stato annunciato un prossimo ulteriore aggiornamento, operativo entro la metà del mese di luglio, al fine di recepire le previsioni in materia di cessioni “libere” da parte delle banche ai propri correntisti professionali privati.
A pochi giorni da questo ultimo aggiornamento, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile la Guida utente all’utilizzo della Piattaforma, implementata con le indicazioni utili alla gestione delle nuove funzionalità presenti nella procedura.

di Centro studi fiscale Seac

Rincorrendo le numerose modifiche intervenute alla disciplina, negli ultimi mesi la Piattaforma di cessione dei crediti è stata oggetto di diversi aggiornamenti.

L’ultimo sostanziale aggiornamento è avvenuto il 9 giugno scorso, con l’adeguamento della procedura alle disposizioni in materia di:

  • tracciamento dei crediti, con l’assegnazione di un codice univoco alle rate annuali oggetto di prima opzione per cessione del credito o sconto in fattura, comunicata all’Agenzia delle Entrate dal 1° maggio 2022.Tale previsione attua operativamente il divieto di operare cessioni parziali successive alla prima, di cui al comma 1-quater, art. 121, D.L. n. 34/2020. La Piattaforma distingue infatti ora i crediti in “tracciabili” e “non tracciabili” a seconda del momento in cui si sono formati e alla disciplina conseguentemente applicabile;
  • comunicazione “preventiva” della scelta di utilizzo del credito in compensazione nel Mod. F24, introdotta dal Provvedimento 10 giugno 2022. Anche in questo caso, trattasi di una disposizione per monitorare il corretto utilizzo dei crediti, applicabile ai crediti “tracciabili” oggetto di prima opzione dal 1° maggio 2022.

Con Provvedimento 10 giugno 2022, n. 202205 è stato anticipato che la Piattaforma sarà nuovamente aggiornata e, a partire dal 15 luglio 2022, saranno rese disponibili le funzionalità necessarie per comunicare le ulteriori cessioni operate da banche o società appartenenti ad un gruppo bancario a favore dei clienti professionali privati.

Con Circolare 20 giugno 2022, n. 21 , l’Agenzia delle Entrate ha inoltre previsto un incremento dei controlli antifrode nell’ambito dei crediti edilizi e delle relative opzioni di cessione/sconto, esercitate ai sensi dell’art. 121, D.L. n. 34/2020.
L’Agenzia ha infatti disposto che verranno ulteriormente incrementati gli sforzi operativi in relazione alle analisi dei dati contenuti nella Piattaforma cessione crediti al fine di:

individuare l’immissione nel sistema di crediti d’imposta inesistenti;
– verificare le responsabilità nella violazione fiscale di tutti i soggetti coinvolti e
segnalare le condotte criminose all’Autorità giudiziaria.

Con la successiva Circolare 23 giugno 2022, n. 23, l’Agenzia delle Entrate ha ulteriormente chiarito alcuni aspetti riguardanti la disciplina della cessione dei crediti/sconto in fattura ed i profili operativi. In particolare, è stato ribadito che la presenza del credito sulla Piattaforma non implica in alcun caso il riconoscimento della sua esistenza e dell’effettiva spettanza della detrazione da cui lo stesso trae origine. Inoltre viene precisato che le comunicazioni inviate alla Piattaforma per le cessioni dei crediti non rappresentano e non sostituiscono gli atti contrattuali di cessione del credito intervenuti tra le parti, che restano disciplinati dalle pertinenti disposizioni civilistiche.

Crediti “tracciabili” e “non tracciabili” in Piattaforma

Com’è noto i soggetti interessati (cedenti e cessionari) possono accedere alla Piattaforma di cessione dei crediti attraverso l’autenticazione con identità digitale (SPID, CIE o CNS) o attraverso le credenziali rilasciate dall’Agenzia delle Entrate.
La Piattaforma presenta quattro diverse funzioni:
1. Monitoraggio crediti;
2. Cessione crediti;
3. Accettazione crediti/sconti;
4. Lista movimenti.

Come anticipato, a seguito dell’aggiornamento del 9 giugno 2022, i crediti presenti all’interno della Piattaforma vengono ora suddivisi in “tracciabili” e “non tracciabili” a seconda che la prima comunicazione di opzione sia stata inviata all’Agenzia prima o dopo il 1° maggio 2022.
Si ricorda infatti che per i crediti oggetto di prima opzione di cessione o sconto inviata a partire dal 1° maggio 2022 opera il divieto di cessione parziale, attuato tramite l’assegnazione di un codice identificativo ai singoli crediti che ne consente la tracciabilità.
Nella sezione dedicata all’accettazione dei crediti/sconti è inoltre introdotta la nuova funzione utilizzabile dal cessionario che ha accettato dei crediti “tracciabili” di operare la scelta (irrevocabile) di utilizzare detti crediti (o solo alcune rate) in compensazione tramite Mod. F24.

MONITORAGGIO DEI CREDITI

Nell’area “Monitoraggio crediti” è possibile consultare il riepilogo sintetico dei crediti (“tracciabili” e “non tracciabili”), distinto per tipologia e anno di riferimento. Questa funzione della Piattaforma non consente di effettuare operazioni dispositive (comunicazione di cessione, accettazione, rifiuto), ma prettamente consultive.

In particolare, è possibile effettuare il monitoraggio dei crediti “non tracciabili”:

  • ricevuti (ceduti all’utente da altri soggetti) distinti tra crediti “in attesa di accettazione”, “accettati” e “rifiutati” da parte dell’utente;
  • ceduti (ovvero che l’utente ha ceduto ad altri soggetti), con evidenza del fatto che i cessionari abbiano accettato o meno la cessione o siano ancora in attesa di accettazione;
  • ricevuti e accettati dall’utente, distinti tra crediti:
    • utilizzati dallo stesso utente in compensazione tramite Mod. F24, ovvero
    • prenotati, ovvero indicati in Mod. F24 in corso di perfezionamento;
  • residui, che l’utente può utilizzare in compensazione tramite Mod. F24, oppure cedere a terzi, secondo la disciplina vigente. I crediti sono distinti in base alle opzioni di cedibilità, se consentita.
Secondo quanto chiarito nella Guida della Piattaforma di cessione, se nel plafond dei crediti compensabili del soggetto cessionario sono presenti sia crediti “tracciabili”, sia crediti “non tracciabili”, della stessa tipologia e per lo stesso anno di riferimento (es. crediti superbonus – codice 7701 – anno 2022), l’utilizzo in compensazione di tali crediti viene imputato prioritariamente (fino a capienza) ai crediti “non tracciabili”, in quanto tali tipologie di crediti presentano meno opzioni di cedibilità.
Nell’ambito dei crediti “non tracciabili”, se un cessionario dispone di crediti soggetti a discipline di cedibilità differenti (cedibili una sola volta o più volte, a tutti, o solo a determinati soggetti), ai fini della determinazione dell’ammontare dei crediti residui cedibili per ciascuna delle suddette categorie (pari alla differenza tra i crediti accettati, e non ancora ceduti, e i crediti utilizzati in compensazione tramite modello F24) questi ultimi sono imputati alle varie categorie attingendo prioritariamente ai crediti con maggiori restrizioni in termini di cedibilità.

Con riferimento ai crediti “tracciabili” invece, è possibile monitorare lo stato dei:

  • crediti ricevuti, che assumono lo stesso significato del prospetto relativo ai crediti “non tracciabili”;
  • crediti ceduti, evidenziando se i cessionari hanno accettato o meno la cessione, come nel caso dei crediti “non tracciabili”;
  • crediti fruibili nel modello F24, ossia i crediti per i quali l’utente ha comunicato la scelta irrevocabile di utilizzo in compensazione mediante modello F24. Tale scelta può essere comunicata tramite l’apposita nuova funzione disponibile nella Piattaforma;
  • crediti residui cedibili a soggetti terzi (secondo la disciplina di cedibilità applicabile a detto credito), ossia i crediti che l’utente ha accettato tramite la Piattaforma, per i quali non è stata comunicata la scelta per la compensazione, né sono stati ancora ceduti a soggetti terzi. Anche in questo caso, come per i crediti “non tracciabili”, i crediti sono distinti in base alle opzioni di cedibilità (se consentita).

DESTINAZIONE DEI CREDITI

I crediti sono suddivisi a seconda delle opzioni di cedibilità a cui sono soggetti, in base, generalmente, al momento in cui si è formato il credito e alla disciplina vigente in quel momento o applicabile a quella particolare circostanza (come nel caso dei crediti soggetti alla disciplina “transitoria”).

Nel prospetto di monitoraggio, questi crediti sono distinti, dal punto di vista soggettivo, in crediti cedibili:

  • “a chiunque” e poi due volte a soggetto “qualificati”. In particolare la prima cessione rimane libera, vale a dire senza vincoli in merito alla qualifica del soggetto cessionario, mentre le successive due cessioni del credito possono essere effettuate solo a favore di:

a) banche e intermediari finanziari iscritti all’albo previsto dall’art. 106, TUB;
b) società appartenenti a un gruppo bancario iscritto all’albo di cui all’art. 64, TUB;
c) imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia ai sensi del D.Lgs. n. 209/2005;

  • due volte a soggetti “qualificati”;
  • una volta a soggetti “qualificati”;
  • più volte “a chiunque”, ossia che non hanno limitazioni con riferimento al numero di trasferimenti consentito e ai soggetti a cui possono essere ceduti;
  • una volta “a chiunque”, in questo caso è consentita una sola cessione libera, senza facoltà di ulteriori successivi trasferimenti del credito;
  • “solo ai propri correntisti da banche”.
Si tratta dei crediti “tracciabili” per i quali sono state esaurite le due possibili cessioni a soggetti qualificati e che le banche detentrici possono cedere un’ultima volta ai propri correntisti, compatibilmente con quanto previsto dall’articolo 14, comma 1, lettera b), D.L. n. 50/2022.
Si tratta di una disciplina di fatto inoperante: il richiamato D.L. n. 50/2022, per evitare un’ulteriore compresenza di regimi diversi per brevi periodi di tempo e semplificare l’applicazione delle nuove regole, ha di fatto “congelato” le citate previsioni del D.L. n. 17/2022 post conversione. Tale orientamento è stato confermato anche dall’Agenzia delle Entrate con Circolare n. 19/2022.
Entro il 15 luglio 2022 (come anticipato anche con Provvedimento 10 giugno 2022), questa categoria sarà infatti sostituita dai crediti “cedibili a correntisti professionali”, secondo le disposizioni attualmente in vigore.

L’ultima colonna è dedicata invece ai crediti non cedibili, che pertanto non possono essere oggetto di ulteriori cessioni, ma solo utilizzabili in compensazione da parte del soggetto interessato.

Cessione dei crediti

I crediti ricevuti (per i quali è stata accettata la cessione), che possono essere oggetto di ulteriori cessioni, ai sensi delle disposizioni vigenti, sono visibili e “ricedibili” nella sezione dedicata alla “cessione dei crediti”.

Anche in questa sezione della Piattaforma i crediti, differenziati a seconda che siano oggetto di tracciamento o meno, sono raggruppati in base alle opzioni di cedibilità sopra illustrate, mentre i crediti non cedibili non sono visualizzati.

Con riguardo ai crediti “tracciabili” il sistema assegna un codice identificativo univoco alle rate cedibili o utilizzabili e permette un monitoraggio puntuale dei trasferimenti e dell’utilizzo dello specifico credito.

Secondo quanto illustrato dal Manuale utente della Piattaforma di cessione del credito, per ogni rata vengono indicati, tra l’altro:

  • il “Codice identificativo univoco”, composto come specificato nel seguente paragrafo;
  • il codice fiscale del soggetto (“Codice fiscale ultimo cedente”) che ha ceduto il credito all’attuale titolare del credito stesso. Nel caso si tratti di rate derivanti da una prima opzione di cessione o sconto in fattura, il codice fiscale in questione corrisponde al soggetto titolare della detrazione.
A differenza dei crediti “non tracciabili”, in caso di cessione dei crediti “tracciabili” non è possibile cedere una parte della rata e dunque non è possibile specificare l’importo del credito ceduto, che per definizione è preimpostato con l’importo della rata stessa.

DIVIETO DI CESSIONE PARZIALE E “TRACCIAMENTO” DEI CREDITI

Il D.L. n. 13/2022, successivamente assorbito in sede di conversione dal D.L. n. 4/2022, ha introdotto un generale divieto di cessioni parziali successiva alla prima, relativamente a crediti oggetto di prima opzione di cessione o sconto a partire dal 1° maggio 2022.

Tale disciplina non si applica quindi ai crediti derivanti da opzioni comunicate all’Agenzia delle Entrate entro il 30 aprile 2022, comprese le comunicazioni (sostitutive o correttive) relative alle spese del 2020 e del 2021 inviate dal 9 al 13 maggio 2022, ai sensi della Risoluzione 5 maggio 2022, n. 21.

Con la Circolare n. 19/2022 l’Agenzia ha successivamente chiarito che:

  • il divieto non impedisce, dopo la prima comunicazione di opzione, di cedere le singole rate annuali di cui il credito si compone, ma solo di effettuare cessioni parziali delle rate stesse. Non è quindi consentito un frazionamento e la cessione di un importo parziale delle singole rate annuali;
  • le cessioni successive, di conseguenza, possono avere ad oggetto (per l’intero importo) anche solo una o alcune delle rate del credito. Le altre rate, sempre per l’intero importo, potranno essere cedute o utilizzate in compensazione;
  • nel caso di utilizzo in compensazione delle rate, è ammessa la fruizione anche in modo frazionato.

Codice univoco identificativo del credito

Come indicato nel Manuale utente della Piattaforma di cessione dei crediti, la tracciabilità del credito implica che in qualsiasi momento debba essere possibile ricostruirne i movimenti e risalire alla detrazione dalla quale ha avuto origine il credito stesso.

Operativamente, in occasione del primo caricamento sulla Piattaforma delle singole rate annuali in cui è suddivisa la detrazione, a ciascuna di esse è attribuito un “Codice identificativo univoco” composto:

  • dal protocollo (17 caratteri) e dal progressivo (7 caratteri) della comunicazione dell’opzione (prima cessione o sconto) da cui deriva il credito;
  • da un ulteriore progressivo di 6 caratteri assegnato automaticamente dalla Piattaforma, per distinguere, all’interno di ciascuna comunicazione, le varie rate e i relativi titolari originari della detrazione.

Per i crediti “tracciabili”, anche in caso di cessioni successive alla prima, le cessioni in attesa di accettazione conservano:

  • la loro individualità (non vengono mai raggruppate);
  • il “Codice identificativo univoco” attribuito in occasione del primo caricamento del credito sulla Piattaforma.

SCELTA DI UTILIZZO IN COMPENSAZIONE DEI CREDITI “TRACCIABILI”

Il divieto di operare cessioni parziali successive alla prima, con riferimento ai crediti formatisi con prime comunicazioni inviate all’Agenzia delle Entrate dal 1° maggio 2022, si traduce nel fatto che le rate annuali dei crediti “tracciabili” non possono essere cedute parzialmente. Per ciascuna rata, quindi, la cessione risulta alternativa all’utilizzo in compensazione tramite modello F24.

Al fine di monitorare la fruizione alternativa delle rate, il Provvedimento 10 giugno 2022 ha introdotto la necessità per il cessionario che accetta un credito di comunicare preventivamente (vale a dire prima di utilizzarlo) la scelta irrevocabile di fruire in compensazione del credito, con riferimento a ciascuna rata annuale (punto 6.4, Provvedimento 3 febbraio 2022, come modificato dal citato Provvedimento 10 giugno 2022).

La Piattaforma è stata quindi configurata in modo da consentire al cessionario, di default (dopo l’accettazione), di comunicare l’utilizzo in compensazione di una o più rate. La scelta, operata nella sezione “Accettazione crediti/sconti”, è irrevocabile (salvo casi particolari che saranno disciplinati dall’Agenzia delle Entrate) e viene indicata tramite la procedura, in modo che:

  • sia inibita la cessione di tali rate e
  • il relativo importo venga caricato sul plafond compensabile del cessionario.

Ciò significa che il plafond del credito compensabile intestato al cessionario, con riferimento ai crediti “tracciabili”, conterrà solo gli importi delle rate per i quali il cessionario abbia già optato per l’utilizzo in compensazione.

La scelta irrevocabile per l’utilizzo in compensazione può essere comunicata in qualsiasi momento, anche lo stesso giorno dell’utilizzo del credito (ma sempre prima dell’invio del modello F24), fermi restando i termini di utilizzo di ciascuna rata annuale (dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di riferimento della rata stessa).
La stessa Agenzia delle Entrate, attraverso la Guida utente alla Piattaforma, precisa che:

Non è consigliabile, quindi, comunicare l’opzione per la compensazione con eccessivo anticipo rispetto al momento in cui dovrà essere inviato il modello F24 che contiene il credito compensato, in quanto tale opzione è irrevocabile”.

La fruizione delle rate in compensazione può avvenire in più soluzioni, ossia tramite distinti modelli F24, presentati eventualmente in momenti diversi.

Gli importi dei crediti “non tracciabili”, dopo l’accettazione sono ordinariamente caricati interamente sui plafond intestati ai cessionari, i quali vengono ridotti degli importi ceduti o utilizzati in compensazione.

Secondo quanto indicato nel Manuale utente della Piattaforma, con riferimento alle rate dei crediti “non tracciabili”, l’ulteriore cessione e la fruizione in compensazione possono anche combinarsi e dunque essere parziali.

Lista movimenti

Nella sezione “Lista movimenti” è possibile consultare ed esportare la lista delle comunicazioni di cessione dei crediti in cui risulta come cedente o cessionario e le eventuali operazioni successive intervenute.

In particolare, nel caso di crediti “tracciabili”:

  • è sempre valorizzato il campo “Codice identificativo univoco”, attribuito al credito in occasione del primo caricamento sulla Piattaforma;
  • le rate per le quali è stata comunicata l’opzione per l’utilizzo in compensazione tramite modello F24 sono individuabili dalla presenza, nella colonna “Cedibilità”, della categoria “effettuata la scelta di fruizione in F24”.

Comunicazione inviata per errore o che presenta errori

Nel caso di una opzione di cessione/sconto inviata per errore, il rifiuto del credito da parte del fornitore o del “primo” cessionario è necessario affinché l’operazione venga privata dei suoi effetti e il titolare originario della detrazione possa tornare in possesso del credito per poter operare (entro i termini stabiliti) una nuova, e corretta, comunicazione.

Come precisato dalla Guida alla Piattaforma di cessione, anche se il cessionario non accetta il credito ricevuto, il cedente non potrà utilizzarlo in compensazione oppure cederlo ulteriormente; affinché il credito erroneamente ceduto possa ritornare nella disponibilità del cedente (anche eventualmente al fine di riproporre la cessione con i dati corretti), è necessario che il cessionario rifiuti la cessione, attraverso l’apposita funzione della Piattaforma

L’accettazione e il rifiuto non possono essere parziali e sono generalmente irreversibili, salvo casi particolari che saranno disciplinati dall’Agenzia con apposite istruzioni, per consentire di revocare la scelta.

In un recente incontro con la stampa specializzata, l’Agenzia delle Entrate ha annunciato l’emanazione di una prossima Circolare relativa alla gestione degli errori sia formali che sostanziali commessi in fase di compilazione delle comunicazioni delle opzioni di cessione/sconto relative ai bonus edilizi, e con cui saranno fornite indicazioni per la soluzione dei casi più frequentemente riscontrati.
L’Agenzia chiarisce tuttavia che nel caso di errori formali (come ad esempio l’indicazione dei dati catastali, il numero dei SAL e la tipologia del cessionario), ferma restando la sussistenza dei requisiti, non è pregiudicata la spettanza della detrazione e, di conseguenza, la correttezza della cessione del credito. Detti errori formali dovranno essere segnalati all’Agenzia, per le necessarie correzioni, con le modalità che saranno indicate nella preannunciata Circolare.
Al contrario, nel caso di errori sostanziali (inerenti, ad esempio, l’ammontare della spesa e della detrazione), sarà invece necessaria una valutazione caso per caso.