L’incentivo per l’assunzione in sostituzione di maternità/paternità

L’articolo 4, comma 3 del Decreto Legislativo n. 151/2001 prevede uno sgravio contributivo del 50%, nelle aziende con meno di venti dipendenti, nel caso di datori di lavoro che assumono lavoratori con contratto a tempo determinato/temporaneo in sostituzione di dipendenti assenti in congedo di maternità, di paternità o parentale.

di Alice Vindimian – Centro Studi Normativa del Lavoro Seac

Tra le agevolazioni ad oggi in vigore nel nostro paese per incentivare le aziende ad impiegare nuovi lavoratori e nuove lavoratrici troviamo quella relativa all’assunzione in sostituzione di maternità, paternità, congedo parentale.

La norma a cui fare riferimento è l’articolo 4, comma 3 del D.Lgs.n. 151/2001, il quale prevede che nelle aziende con meno di venti dipendenti, ai datori di lavoro che assumono lavoratori o lavoratrici con contratto a tempo determinato o temporaneo in sostituzione di dipendenti assenti in congedo di maternità, di paternità o parentale è concesso uno sgravio contributivo del 50%.

La quota a carico del lavoratore o della lavoratrice, invece, continua ad essere dovuta per intero.

Analizziamo nel dettaglio la disciplina di questo incentivo.

Soggetti beneficiari

Lo sgravio contributivo trova applicazione nelle aziende con meno di venti dipendenti, anche nel caso di aziende in cui operano lavoratrici autonome, coltivatrici dirette, mezzadre, colone, artigiane ed esercenti attività commerciali.

Il beneficio è applicabile nei confronti della generalità dei datori di lavoro, aventi o meno la qualifica di imprenditori.

Requisiti

Un primo essenziale requisito riguarda il numero dei dipendenti dell’azienda, che deve essere inferiore a venti. Nel computo vanno ricompresi i lavoratori di qualunque qualifica. Chi è assente ancorché non retribuito è escluso dal computo dei dipendenti solo nel caso in cui in sua sostituzione sia stato assunto un altro lavoratore ed in tal caso viene computato il sostituto.

I lavoratori a tempo parziale, quelli con contratto intermittente o di lavoro ripartito si computano in proporzione all’orario che svolgono.

Invece, restano esclusi dal computo dei dipendenti: gli apprendisti, i lavoratori assunti con contratto di reinserimento e i prestatori di lavoro temporaneo, con riguardo all’organico dell’impresa utilizzatrice.

L’incentivo si applica anche nei casi di assunzione, con contratto a tempo determinato o con contratto di lavoro temporaneo, di lavoratori in caso di maternità di lavoratrici autonome.

Con Circolare n. 17 del 31 ottobre 2018, il Ministero del Lavoro ha precisato che il datore di lavoro che intenda assumere un lavoratore accedendo allo sgravio contributivo del 50% deve sempre indicare nel contratto di assunzione la relativa causale giustificatrice, ovvero “esigenze di sostituzione di altri lavoratori”, anche se per la durata del contratto, inferiore o pari a dodici mesi, si rientrerebbe nei casi in cui le motivazioni non sarebbero richieste.

Per fruire del beneficio normativo e contributivo, i datori di lavoro sono inoltre tenuti al rispetto dei principi generali di cui all’articolo 31 del D.Lgs. n. 150/2015, della normativa sul lavoro e degli accordi e contratti collettivi nazionali regionali, territoriali o aziendali eventualmente sottoscritti, nonché delle norme a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori, al cui rispetto è subordinato il rilascio del DURC.

Il citato articolo 31 dispone alcuni principi in materia di incentivi. In particolare prevede che gli stessi non spettano:

  • se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all’assunzione venga utilizzato mediante contratto di somministrazione;
  • se l’assunzione viola il diritto di precedenza, previsto dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine;
  • se il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione hanno in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in diverse unità produttive;
  • con riferimento a quei lavoratori che sono stati licenziati nei sei mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume o utilizza in somministrazione, ovvero risulta con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo.

Lavoratori/lavoratrici assunti/e

Come anticipato, per poter beneficiare dell’incentivo in esame i datori di lavoro devono assumere lavoratori o lavoratrici concontrattoa tempo determinato o temporaneo in sostituzione di dipendenti (anche autonome) assenti in congedo di maternità, di paternità o parentale.

In sostituzione del dipendente in maternità possono essere impiegati anche più lavoratori con contratto part-time purché la somma dell’orario di lavoro dei soggetti assunti in sostituzione sia pari o comunque non superiore a quello del lavoratore sostituito; altrimenti il beneficio non può essere riconosciuto neanche in forma parziale.

Durata dell’incentivo

Lo sgravio contributivo del 50% si applica anche ai premi assicurativi INAIL e continua fino al compimentodi un anno di età del figlio della lavoratrice odel lavoratore in astensione e per un anno dall’accoglienza del minore adottato o in affidamento.

L’assunzione del lavoratore a tempo determinato e l’utilizzazione di personale temporaneo, in sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo di maternità, di paternità e parentale può avvenire anche con anticipo fino ad un mese rispetto al periodo di inizio del congedo, salvo periodi superiori previsti dalla contrattazione collettiva.

In questo caso, lo sgravio contributivo viene riconosciuto per tutto il periodo di anticipo anche se superiore a un mese in quanto la norma attribuisce un potere esplicito alla contrattazione collettiva di ampliamento di tale periodo. Quindi, quando il CCNL prevede che l’assunzione in sostituzione possa avvenire anche con anticipo fino a novanta giorni rispetto al periodo di inizio del congedo, lo sgravio contributivo spetta sin dall’assunzione.

Precisazioni

Se il datore di lavoro vuole sostituire il dipendente in astensione mediante l’aumentodelle ore per altri lavoratori a tempo parziale già inservizio, il beneficio in esame non può essere riconosciuto in quanto trattasi di una mera trasformazione dei rapporti. Così ha stabilito il Fondo pensione lavoratori dipendenti secondo il quale il legislatore riserva le agevolazioni esclusivamente alle ipotesi di assunzione di lavoratori in sostituzione delle lavoratrici e dei lavoratori assenti per maternità/paternità.

Un altro dubbio che può sorgere riguarda la sostituzione di maternità con lavoratori di mansioni diverse. Riguardo a tale aspetto l’INPS, con Messaggio n. 93/2001, ha evidenziato che la sostituzione non implica necessariamente l’equivalenza delle qualifiche del sostituto e del sostituito. Quindi, ai fini della fruizione dello sgravio contributivo è consentito sostituire lavoratori in astensione con altri di diversa qualifica, come ad esempio apprendisti con lavoratori qualificati, a condizione che vi sia l’equivalenza oraria delle prestazioni.

Per quanto riguarda le mansioni, la sentenza n. 3598/2010 della Corte di Cassazione ha chiarito che non deve necessariamente sussistere equivalenza delle stesse: il sostituito può svolgere mansioni diverse, ma deve esistere una correlazione causale tra attività del nuovo assunto e quella del dipendente assente.

Se è vero che ordinariamente l’astensione obbligatoria dal lavoro ha inizio due mesi prima della data presunta del parto, le lavoratrici hanno tuttavia la facoltà, previa apposita autorizzazione medica, di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente al parto e nei quattro mesi successivi all’evento.

Si pensi ad un datore di lavoro che ha assunto un lavoratore con anticipo di un mese rispetto ai due mesi di astensione previsti prima della data presunta del parto. La lavoratrice sostituita opta per la flessibilità del congedo e lo comunica al datore di lavoro quando ormai l’assunzione è già avvenuta.

Con il Messaggio n. 1382/2011, l’INPS ha chiarito che lo sgravio contributivo può essere riconosciuto anche se l’assunzione è avvenuta effettivamente con un anticipo superiore ad un mese rispetto all’inizio dell’astensione.

Ultima precisazione riguarda il caso di una lavoratrice che al termine del periodo di astensione per maternità ed entro l’anno di vita del bambino decide di fruire delle ferie, prolungando così l’assenza senza soluzione di continuità tra il periodo di assenza per maternità e quello per ferie. Inoltre, la stessa, al termine delle ferie, fruisce di un ulteriore periodo di congedo parentale.

È il Ministero del Lavoro, con Interpello n. 36/2008, a pronunciarsi su questo caso e a confermare la prassi dell’INPS che nonriconosce lo sgravio per i periodi nei quali la lavoratriceè assente per ferie. La legge infatti lega l’incentivo esclusivamente ai periodi di assenza per congedo per maternità, paternità e parentale.

Tuttavia, il rapporto di lavoro con il sostituto non deve necessariamente interrompersi quando la lavoratrice sostituita rientra alternando periodi di lavoro con periodi di congedo. Il datore di lavoro, entro il compimento dell’anno di vita del bambino può legittimamente mantenere il rapporto con entrambi i lavoratori, il sostituito e il sostituto, fruendo del beneficio solo in coincidenza dell’assenza per maternità o per congedo parentale della lavoratrice.

Formalità

Per beneficiare dello sgravio contributivo le aziende interessate devono attestare alla competente sede INPS, attraverso un’autocertificazioneche l’assunzione a termine del lavoratore/lavoratrice è effettuata in sostituzione di lavoratori in astensione e che la forza occupazionale aziendale, al momento dell’assunzione, è inferiore alle venti unità.

Nel caso di sostituzione con contratto di somministrazione, le aziende fornitrici devono attestare che:

– l’assunzione dei dipendenti interessati allo sgravio è effettuata in sostituzione di lavoratori che, nell’azienda utilizzatrice, sono in congedo per maternità, paternità o parentale;
– la forza occupazionale dell’azienda utilizzatrice, all’atto dell’assunzione del dipendente, è inferiore alle venti unità;
– l’assunzione dei dipendenti interessati allo sgravio è effettuata in sostituzione di lavoratrici autonome di cui alla Legge n. 546/1987 in maternità.

Le aziende autonome prive di personale dipendente interessate al beneficio in esame devono provvedere, contestualmente all’assunzione dei dipendenti, alla richiesta di apertura di un’apposita posizione contributiva.