La legge delega della riforma fiscale: la conferma del regime forfetario e l’uscita dallo stesso

di Forte Nicola

Un atterraggio morbido per professionisti ed imprenditori individuali che avendo superato il limite di compensi o di ricavi, previsto per l’applicazione del regime forfetario, saranno costretti, successivamente, all’applicazione dell’Irpef progressiva.

L’articolo 2 della legge delega sulla riforma tributaria, approvata da un ramo del Parlamento, prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva nei due anni immediatamente successivi all’uscita dal regime forfetario. La previsione è importante e intende impedire che nel passaggio dal forfait al regime ordinario si verifichi un insostenibile incremento dell’onere tributario.

La norma, però, prevede solo il principio generale senza stabilire le modalità di attuazione dello stesso. Sarà quindi necessario attendere l’approvazione dei decreti delegati per esprimere un’opinione definitiva.

La misura era attesa e annunciata anche in considerazione del numero rilevante di contribuenti che applica il regime forfetario. In passato si era ipotizzato l’incremento dell’ammontare dei ricavi e dei compensi, fino a 100.000 euro, per continuare ad applicare il regime forfetario.

Tale limite non è stato incrementato. Tuttavia, è stato concepito un percorso di accompagnamento all’uscita dal regime forfetario per evitare, come detto, un eccessivo e improvviso aggravio dell’onere impositivo in conseguenza del cambiamento del regime di tassazione.

A questo punto risultano definitivamente superati i timori manifestati all’inizio del percorso della delega fiscale circa la possibile abrogazione del regime forfetario.

Anche se sarà necessario attendere l’approvazione dei decreti delegati, per il momento si può affermare con certezza che la nuova norma prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per i due anni successivi all’uscita dal regime forfetario. Il problema dell’applicazione dell’Irap neppure si pone in quanto, con decorrenza dal 1° gennaio 2022 il tributo regionale sulle attività produttive non è più dovuto da imprenditori individuali e lavoratori autonomi esercenti l’attività in forma individuale.

La soglia di ricavi e di compensi che consentirà l’applicazione del regime transitorio non è stata ancora stabilita. Pertanto, se tale soglia dovesse risultare superata, il passaggio al nuovo regime sarà diretto senza poter beneficiare di un incremento graduale della maggiore tassazione.

Saranno però previsti dei meccanismi antielusivi al fine di applicare l’imposta sostitutiva, nell’ipotesi di uscita dal forfait, pur in mancanza delle condizioni che dovrebbero consentire l’applicazione del regime transitorio.

La misura non è completamente nuova rispetto al passato. La legge di bilancio del 2019 già aveva previsto un meccanismo simile, fino a 100.000 euro di ricavi o di compensi. La versione finale della predetta legge di Bilancio non ha mai recepito tale novità cancellata sul “filo di lana”.

Ora, però, il legislatore ha riproposto la misura, ma collegandola all’uscita dal forfait con l’unica finalità di consentire l’uscita da un regime di tassazione estremamente favorevole, ad uno inevitabilmente più oneroso.

La misura non era prevista nel testo iniziale della delega, ma è entrata nel testo precedentemente all’esame della Commissione finanze, prima che il provvedimento definitivo approdasse in parlamento per l’approvazione definitiva.

Fonte Seac spa