Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali “generici”

di Mariachiara Iacovazzo

Tale trattazione si propone di fornire un’analisi inerente il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali “generici“, vale a dire diversi da quelli c.d. “Industria 4.0” di cui alle Tabelle A e B, Legge n. 232/2016,  introdotto dall’art. 1, commi da 184 a 197, Legge n. 160/2019 e prorogato con modifiche dall’art. 1, commi da 1051 a 1067, Legge n. 178/2020, riconosciuto sia in capo alle imprese che ai lavoratori autonomi.

Ambito oggettivo

Il suddetto credito d’imposta riguarda gli investimenti effettuati a partire dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2022 (ovvero 30 giugno 2023).

In particolare, i commi 1054 e 1055,articolo 1, Legge n. 178/2020 stabiliscono rispettivamente che per gli investimenti in beni strumentali materiali nel limite massimo di costi ammissibili pari ad € 2.000.000 ed altresì per gli investimenti in beni strumentali immateriali nel limite massimo di costi ammissibili pari ad € 1.000.000:

  • a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, ovvero entro il 31 dicembre 2022, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 10% del costo determinato.
La percentuale è elevata al 15% per gli investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di forme di lavoro agile;
  • a decorrere dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 6% del costo determinato.

Modalità di utilizzo

Il credito oggetto di analisi può essere utilizzato esclusivamente in compensazione nel Mod. F24:

  • per l’agevolazione di cui alla Legge n. 160/2019 (codice tributo “6932”) in 5 quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni;
  • per l’agevolazione di cui alla Legge n. 178/2020 (codice tributo “6935”) in 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni;
Nel campo “anno di riferimento” del Mod. F24 va indicato l’anno di entrata in funzione del bene.

In alternativa, il credito può essere utilizzato in unica soluzione.

Utilizzo unica soluzione

La possibilità di utilizzare il credito in unica soluzione è limitata agli investimenti effettuati nel 2021, rispetto ai quali sia la prenotazione che la consegna sono intervenute entro il 31 dicembre 2021
Dalla lettura dei commi 1059 e 1059-bisarticolo 1Legge n. 178/2020, infatti, emerge rispettivamente che per gli investimenti in beni strumentali effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta spettante ai sensi del comma 1054 ai soggetti con un volume di ricavi o compensi:

  • inferiori ad € 5.000.000;
  • pari o superiori ad € 5.000.000;

è utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale.

A tal proposito, nella Circolare n. 9/2021 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che non è possibile utilizzare in un’unica quota il credito d’imposta per gli investimenti effettuati nel secondo anno di applicazione dell’agevolazione ai sensi dell’art. 1, comma 1055, Legge n. 178/2020, ossia quelli effettuati nel 2022 (ovvero fino al 30 giugno 2023 con ordine e acconto almeno pari al 20% entro il 31 dicembre 2022).

Sulla base di quanto esposto si ritiene che con riferimento ai beni la cui prenotazione è avvenuta nel 2021 (accettazione ordine + acconto 20%) mentre la consegna è avvenuta nel 2022, il credito sia utilizzabile solo in tre rate.

Fonte Seac spa