Contribuente forfetario e indennità di maternità incassata nel 2021

DOMANDA

Un ingegnere in regime forfetario nel 2021 ha incassato dall’INARCASSA l’indennità di maternità. Tale somma va conteggiata per la verifica del superamento del limite dei compensi di € 65.000? La stessa concorre alla formazione del reddito forfetario? Se sì, va applicata la medesima percentuale prevista per i compensi professionali?

RISPOSTA

Le indennità conseguite in sostituzione di redditi a titolo di risarcimento danni per la perdita degli stessi costituiscono, come previsto dall’art. 6, comma 2, TUIR, redditi della stessa categoria di quelli sostituiti / perduti.
L’Agenzia delle Entrate nella Circolare 21.9.99, n. 189/E ha chiarito che “quando un’indennità va a sostituire un reddito o risarcisce un danno consistente nella perdita del reddito, ha la stessa natura del reddito sostituito o perduto. Quindi, nel caso, per esempio, dell’indennità di maternità, l’artigiana o la commerciante la indicano nel proprio quadro F o G. Infatti, si tratta di una somma che sostituisce il reddito d’impresa, che a causa della maternità non é stato possibile conseguire”. Alla luce di tale interpretazione, per un lavoratore autonomo l’indennità di maternità confluisce nel reddito professionale da determinare nel quadro RE del mod. REDDITI (in particolare tali somme vanno evidenziate a rigo RE3).
Con riferimento ad un professionista in regime forfetario l’indennità incassata nel 2021 dovrà essere ricompresa tra i compensi di rigo LM22, campo 3 “Componenti positivi” del quadro LM del mod. REDDITI 2022 al fine di determinare il reddito di tale anno, scomputando a rigo LM41 l’eventuale ritenuta d’acconto subita. Quest’ultima va indicata anche a rigo RS40 del quadro RS. La stessa Agenzia nel corso dell’incontro di inizio 2020 ha precisato che l’indennità di maternità non rileva ai fini della verifica del superamento del limite di € 65.000 di ricavi / compensi dell’anno precedente per l’adozione del regime forfetario.

Fonte Seac spa