IVA in importazione e contratto di consignment stock: Interpello

Con Risposta ad Interpello 26 luglio 2021, n. 509, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla detrazione dell’IVA in importazione relativamente ad un contratto di consignment stock, attraverso cui i beni di proprietà del fornitore estero (nel caso di specie del Regno Unito) vengono trasferiti presso un deposito del cliente italiano, il quale, con esclusiva d’acquisto, può effettuare prelievi in qualsiasi momento.
La giurisprudenza UE ha escluso la detrazione dell’IVA all’importazione gravante sul trasportatore (che non è né l’importatore né il proprietario delle merci). Tale principio è confermato dalla Corte di Giustizia UE la quale ha precisato che ai fini della detrazione è necessario che il soggetto che provvede al pagamento dell’IVA in dogana sia anche colui che utilizza i beni importati nell’esercizio dell’attività propria, così da realizzare il nesso diretto ed immediato tra operazioni attive e passive, inerenti all’attività d’impresa.
Nel caso di specie, il differimento del momento in cui si realizza l’effetto traslativo della proprietà non influenza l’esigibilità dell’imposta relativa all’operazione. L’IVA è accertata, liquidata e riscossa in dogana al momento dell’immissione in libera pratica, anche se l’acquirente italiano non è proprietario della merce. Il cessionario italiano, quindi, può immediatamente detrarre l’IVA dallo stesso assolta in dogana a condizione che i beni presentino un nesso immediato e diretto con la sua attività e la dichiarazione doganale venga annotata sul registro degli acquisti.

Fonte SEAC spa