Fondazione con attività commerciale: nessun credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Con Risposta ad Interpello 23 giugno 2021, n. 432, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la fondazione che svolge attività commerciale non può beneficiare del credito d’imposta previsto dall’art. 120, D.L. n. 34/2020 (c.d. “Decreto Rilancio”)  in relazione alle spese sostenute per l’adeguamento degli ambienti di lavoro al fine di contrastare la diffusione del Covid-19.
Nel caso di specie, infatti, l’Ente nel corso del 2020 ha effettuato investimenti per garantire la didattica a distanza e assicurare lo smart working, quali l’acquisto di software, di licenze per l’utilizzo di piattaforme webinar, laptop, ecc).
In particolare, l’Agenzia della Entrate ha precisato che tale fondazione è un ente commerciale (art. 73, comma 1, lett. b) TUIR) che svolge attività commerciale; pertanto non rientra nel novero degli enti senza scopo di lucro elencati nella lett. b)Circolare n. 20/2020. 
Tale Ente, invece, si deve ricondurre all’elenco dei soggetti di cui alla lett. a) della medesima Circolare. Per accedere al bonus, i soggetti elencati alla lett. a) devono operare in uno dei settori di cui ai codici ATECO individuati nell’Allegato 1. Tuttavia, dato che la fondazione istante non opera in nessuno di tali settori, non può accedere al credito d’imposta previsto, a causa della mancanza del requisito soggettivo.

Fonte SEAC spa