Errata applicazione “reverse charge” fra soggetti non residenti: Interpello

Con Risposta ad Interpello 7 giugno 2021, n. 393, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità, in caso di errata applicazione di reverse charge in operazioni fra soggetti non residenti, di poter in ogni caso procedere al recupero del credito IVA.
In particolare, l’Agenzia sostiene che qualora il cessionario abbia assolto l’imposta erroneamente mediante il meccanismo del reverse charge:

  • il cedente non residente ha l’obbligo di definire esclusivamente la sanzione ex art. 6, comma 9-bis.2, D. Lgs. n. 471/1997;
  • il cessionario, identificato direttamente ai fini IVA in Italia, pur rimanendo solidalmente obbligato per la sanzione con il cedente, conserva il diritto alla detrazione dell’imposta.

Il procedimento corretto indicato dall’Agenzia è il seguente: “il cedente, in assenza di una sede o di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato, avrebbe dovuto identificarsi ai fini IVA in Italia oppure nominare un rappresentante fiscale ed addebitare l’IVA in fattura secondo le regole ordinarie.”

Fonte SEAC spa