Brexit e trasferimento del plafond: Interpello

Con Risposta ad Interpello 19 aprile 2021, n. 260, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimento in merito ai mutati obblighi fiscali dei soggetti esteri a seguito della Brexit. 
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che una società stabilita nel Regno Unito non perde, nonostante la Brexit, la condizione di esportatore abituale ai fini IVA.
Il soggetto passivo stabilito nel Regno Unito può mantenere il numero identificativo IVA rilasciato ai sensi dell’art. 35-ter, D.P.R. n. 633/1972, e non è un obbligo nominare un rappresentante fiscale.
Se la società decide di farlo, nel passaggio dal numero di identificazione al rappresentante fiscale non si verifica alcun mutamento soggettivo del soggetto passivo non residente che ha maturato il plafond ed è, dunque, possibile effettuare acquisti senza IVA utilizzando il plafond maturato in capo al numero identificativo utilizzato prima della Brexit.

Fonte SEAC spa