Attività soggette allo scudo fiscale e accertamento: Cassazione

La Corte di Cassazione con Ordinanza 22 febbraio 2021, n. 4719, ha stabilito che affinché nell’ambito dello scudo fiscale operi l’effetto preclusivo è richiesto, oltre all’elemento quantitativo e numerico tra il reddito accertato e le attività “scudate”, anche il collegamento tra l’importo delle somme rimpatriate e l’imponibile, oggetto di verifica fiscale.
In particolare la Suprema Corte sottolinea che il reddito non dichiarato, oggetto di accertamento, deve essere collegato alle somme o ai beni emersi a seguito del rimpatrio; pertanto rimangono escluse dall’efficacia inibente dello scudo quelle fattispecie in cui l’accertamento  abbia ad oggetto componenti estranei o non compatibili rispetto alle attività rimpatriate.

fonte SEAC spa