Realizzazione di “camere bianche” e regime IVA: Interpello

Con Risposta ad Interpello 10 dicembre 2020, n. 573, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulla qualificazione della realizzazione all’interno di un fabbricato di una c.d. “camera bianca”, ossia un ambiente la cui caratteristica peculiare è la presenza di aria molto pura, ossia con bassa concentrazione di microparticelle di polvere in sospensione.

Innanzitutto l’Amministrazione finanziaria ha precisato che l’operazione può essere qualificata come prestazione di servizi di natura immobiliare, soggetta quindi ad IVA nello Stato in cui si trova l’immobile e non in quello di stabilimento del committente.

Lo stesso criterio va quindi esteso con riferimento alle prestazioni di installazione dei componenti che compongono della camera bianca; pertanto, se rese da artigiani subappaltatori:

  • stabiliti in Italia su un immobile ivi situato, l’operazione è territorialmente rilevante in Italia in base alle regole ordinarie, mentre quando è reso su un immobile sitato all’estero è fuori campo IVA;
  • stabiliti in uno Stato UE o extra UE, l’operazione è territorialmente rilevante in Italia quando è relativa a un immobile ivi situato. In questo caso l’IVA si applica tramite reverse charge ex articolo 17, comma 2, D.P.R. n. 63/1972.

fonte SEAC spa